Audio Consigliato: Enrico Ruggeri "Tango delle donne facili"
Guardasigilli Alfano, arrotondare l'8/9 per cento (cifra riferita nella sua ultima dichiarazione di processi che salteranno con la riforma del cosidetto "Processo Breve") con un più tranquillo 1% non è una pratica matematica consentita.
Forse servirà come grossolana foglia di fico su cui nascondersi ma le stime che stanno dando le procure delle più grosse città italiane vanno verso il 20 per cento (riferite solo per il momento al processo penale).
Guardasigilli, la Giustizia è ormai allo sfascio, grazie non solo ad un processo di delegittimazione che si è protratto nel corso degli anni, ma anche grazie ad una politica di "innovazione zero" che ha interessato questo ed altre aree del paese. Lei, Ministro di Grazia e Giustizia, dovrebbe rendersi conto che una Giustizia agile e "potente" (qui potente significa "che possa fare le cose" con mezzi adeguati e capacità adeguate, non "onnipotente") è alla base di uno Stato di Diritto.
Eppure sembra non curarsene, quando il ministro Brunetta va in giro a far levare calendario a pensare di mettere tornelli (come se questo fosse veramente il nocciolo della questione) non ci pensa minimamente a dirgli di farsi i fatti propri e piuttosto di reperire risorse per far funzionare i tribunali.
Leggo oggi che il prossimo piano è quello di depenalizzare il reato di "concorso esterno in reati di mafia", non sia timido, Ministro, depenializzamo tutto, così ci togliamo il pensiero una volta per tutte e finalmente andiamo all'anarchia.
E' questo che desidera? No? Allora ci dica, chi è che lo desidera? E perchè lo sta aiutando?
Alla prossima
Rampa
In tutta onestà, non so se il bicchiere sia mezzo pieno oppure mezzo vuoto, ma so che non c'è sempre il sole e forse è il caso di portare in giro l'ombrello......
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giovedì 26 novembre 2009
venerdì 13 novembre 2009
Cecità...
Audio Consigliato: Emiliana Torrini "Jungle Drum"
Piccolo suggerimento per gli elettori di questa destra...... Ammesso e non concesso che non siate manager di grandi aziende, impegnati nell'ultimo decennio in truffe (chessò tipo bond, tipo falsi in bilancio etc.....) e che secondo statistica abbiate in quel posto come la maggioranza degli italiani obbligazioni Parmalat, Cirio, oppure abbiate un parente ammalatosi per la vicinanza agli stabilimenti della Eternit....
Ecco, vi consiglierei di far notare alle persone che avete notato che la legge è, per sua natura, generale ed astratta e che, facendo passare il cosidetto "processo breve" la stanno mettendo in quel posto pure a voi.
Alla prossima
Rampa
Piccolo suggerimento per gli elettori di questa destra...... Ammesso e non concesso che non siate manager di grandi aziende, impegnati nell'ultimo decennio in truffe (chessò tipo bond, tipo falsi in bilancio etc.....) e che secondo statistica abbiate in quel posto come la maggioranza degli italiani obbligazioni Parmalat, Cirio, oppure abbiate un parente ammalatosi per la vicinanza agli stabilimenti della Eternit....
Ecco, vi consiglierei di far notare alle persone che avete notato che la legge è, per sua natura, generale ed astratta e che, facendo passare il cosidetto "processo breve" la stanno mettendo in quel posto pure a voi.
Alla prossima
Rampa
giovedì 22 ottobre 2009
All in!
Audio Consigliato: Eugenio Finardi "Extraterrestre"
Mi verrebbe quasi da piangere, se non fosse che mi verrebbe anche quasi da prenderli a mazzate, tutti e due, marito e moglie. Sto parlando dei signori Mastella da Ceppaloni, che tanto bene hanno fatto al paese tutto.
Un piccolo riassunto, il "giovane" Mastella Clemente, caudillo della vecchia DC si è rigirato più volte a destra ed a sinistra come uno squalo, alla spasmodica ricerca di un posto al governo. Non contento di aver raggiunto il ministero (più volte e sotto schieramenti diversi), ha fatto in modo che la sua signora, evidentemente stanca di rimanere a casa fra pentole e fornelli, si trovasse un posto dove sfogare tutto quel tempo libero (come presidente del Consiglio Regionale della Campania, mica il Club dell'Uncinetto). A quanto risulta dagli accertamenti (file ritrovati, intercettazioni etc...) i due sono (sono stati) al centro di un giro di favoreggiamenti, raccomandazioni, scambio di voti.....
Ora, ognuno è innocente fino a prova contraria, ma certo uscite come:
E' affascinante anche per voi, vero?
Alla prossima
Rampa
Mi verrebbe quasi da piangere, se non fosse che mi verrebbe anche quasi da prenderli a mazzate, tutti e due, marito e moglie. Sto parlando dei signori Mastella da Ceppaloni, che tanto bene hanno fatto al paese tutto.
Un piccolo riassunto, il "giovane" Mastella Clemente, caudillo della vecchia DC si è rigirato più volte a destra ed a sinistra come uno squalo, alla spasmodica ricerca di un posto al governo. Non contento di aver raggiunto il ministero (più volte e sotto schieramenti diversi), ha fatto in modo che la sua signora, evidentemente stanca di rimanere a casa fra pentole e fornelli, si trovasse un posto dove sfogare tutto quel tempo libero (come presidente del Consiglio Regionale della Campania, mica il Club dell'Uncinetto). A quanto risulta dagli accertamenti (file ritrovati, intercettazioni etc...) i due sono (sono stati) al centro di un giro di favoreggiamenti, raccomandazioni, scambio di voti.....
Ora, ognuno è innocente fino a prova contraria, ma certo uscite come:
"Mi ha chiamato mia figlia stamattina presto da Roma. E mi ha detto che dentro casa mia sono arrivati all'alba quattro carabinieri. Stavano là dentro senza alcun permesso. Mi chiedo: cosa facevano? Cosa cercavano? Sono stati lì tre ore. Dalle 6 alle nove di mattino. Capite che shock per mia figlia? Ho dovuto ricordare loro che sono un parlamentare e che esistono certi limiti. E che quella era una violazione. Mi hanno solo risposto che stavano lì per attendere ordini".E cosa significa il fatto che il nostro sia un Europarlamentare? Che i carabinieri devono chiamarlo prima e chiedere "Posso?"? Non è ancora dato sapere. Ma mi viene da pensare che queste persone per queste stesse accuse abbiano fatto cadere il Governo Prodi nel Gennaio del 2008. L'altra cosa "affascinante" è che questa persona, con tutti gli annessi e connessi, è riuscita a farsi eleggere al Parlamento Europeo, con il partito che faceva opposizione a quello stesso governo.
E' affascinante anche per voi, vero?
Alla prossima
Rampa
mercoledì 7 ottobre 2009
Risate Convulse 7-10-09
Audio Consigliato: Empire of the Sun "We are the people"
"Le leggi sono uguali per tutti, la loro applicazione no." (Nicolò Ghedini, ieri di fronte alla Consulta discutendo il Lodo Alfano)
"Tutti gli animali sono uguali, alcuni animali sono più uguali di altri." (George Orwell, La Fattoria degli Animali, 1945)
Piace sapere che qualcuno ancora legge i libri......
Alla prossima
Rampa
"Le leggi sono uguali per tutti, la loro applicazione no." (Nicolò Ghedini, ieri di fronte alla Consulta discutendo il Lodo Alfano)
"Tutti gli animali sono uguali, alcuni animali sono più uguali di altri." (George Orwell, La Fattoria degli Animali, 1945)
Piace sapere che qualcuno ancora legge i libri......
Alla prossima
Rampa
mercoledì 30 settembre 2009
Dubbi legittimi.....
Audio Consigliato: Evanescence "Bring me to life"
La vicenda di Roman Polanski occupa tutti i giornali, non manca giorno che qualche regista non prenda posizione, per la maggior parte a favore del regista Premio Oscar per "Il Pianista".
Facciamo un piccolo riassunto: nel 1977, il regista, di origine polacca, attira a casa di Jack Nicholson una ragazzina di 13 anni, promettendole un servizio fotografico. L'accusa sostiene che con appeal e sostanze stupefacenti la ragazzina venne violentata dal regista. Nel processo successivo, di fronte ad un giudice che "intendeva fare un processo massmediatico e fare del regista un caso esemplare", Polanski si dichiarò addirittura colpevole ed ammise le sue colpe nell'incidente. Posto però di fronte ad una pena che si stava configurando sempre più pesante, decise di scappare dagli Stati Uniti, trovando rifugio prima in Inghilterra poi in Francia, dove non è prevista l'estradizione.
Era il 1978, e da allora non è che si sia particolarmente nascosto, la sua pagina su Imdb ci dice che nel frattempo ha fatto film sia davanti che dietro la macchina da presa, presieduto giurie di festival, diretto video musicali.
Dubito che non sia mai nemmeno andato in Svizzera, ha una casa da quelle parti. Eppure adesso è stato arrestato e gli Stati Uniti stanno richiedendone l'estradizione.
Ora piccole domande e piccoli dubbi.
La comunità cinematografica ed intellettuale si sta schierando piuttosto compatta a chiederne la liberazione. Significa forse che il fatto di essere un artista è una scusa per non essere processati?
Secondo me il sottrarsi alle proprie responsabilità appellandosi al fatto di "non essere stati sottoposti ad un equo processo" non è una scusante di nessun tipo, o sono io quello sbagliato?
Un arresto per una cosa vecchia di 32 anni è sicuramente una cosa antipatica, ma esiste una data di scadenza per i reati?
Sono domande che tornano spesso alla ribalta negli ultimi tempi che si parla di impunità e di giustizia, giusto un'altra occasione per riflettere....
Alla prossima
Rampa
La vicenda di Roman Polanski occupa tutti i giornali, non manca giorno che qualche regista non prenda posizione, per la maggior parte a favore del regista Premio Oscar per "Il Pianista".
Facciamo un piccolo riassunto: nel 1977, il regista, di origine polacca, attira a casa di Jack Nicholson una ragazzina di 13 anni, promettendole un servizio fotografico. L'accusa sostiene che con appeal e sostanze stupefacenti la ragazzina venne violentata dal regista. Nel processo successivo, di fronte ad un giudice che "intendeva fare un processo massmediatico e fare del regista un caso esemplare", Polanski si dichiarò addirittura colpevole ed ammise le sue colpe nell'incidente. Posto però di fronte ad una pena che si stava configurando sempre più pesante, decise di scappare dagli Stati Uniti, trovando rifugio prima in Inghilterra poi in Francia, dove non è prevista l'estradizione.
Era il 1978, e da allora non è che si sia particolarmente nascosto, la sua pagina su Imdb ci dice che nel frattempo ha fatto film sia davanti che dietro la macchina da presa, presieduto giurie di festival, diretto video musicali.
Dubito che non sia mai nemmeno andato in Svizzera, ha una casa da quelle parti. Eppure adesso è stato arrestato e gli Stati Uniti stanno richiedendone l'estradizione.
Ora piccole domande e piccoli dubbi.
La comunità cinematografica ed intellettuale si sta schierando piuttosto compatta a chiederne la liberazione. Significa forse che il fatto di essere un artista è una scusa per non essere processati?
Secondo me il sottrarsi alle proprie responsabilità appellandosi al fatto di "non essere stati sottoposti ad un equo processo" non è una scusante di nessun tipo, o sono io quello sbagliato?
Un arresto per una cosa vecchia di 32 anni è sicuramente una cosa antipatica, ma esiste una data di scadenza per i reati?
Sono domande che tornano spesso alla ribalta negli ultimi tempi che si parla di impunità e di giustizia, giusto un'altra occasione per riflettere....
Alla prossima
Rampa
giovedì 17 settembre 2009
Arrampicarsi sugli specchi
Audio Consigliato: Nirvana "Come as you are"
Non se ne sa niente, molti non ne parlano, ma siamo proprio alla vigilia di un punto cruciale, che forse tener sotto silenzio non è proprio il caso. Fra poco ci sarà l'analisi della costituzionalità del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale (che non è propriamente il comitato delle Giovani Marmotte, ma bensì il difensore ultimo dei valori e dei precetti della nostra Costituzione cui tutte le leggi e le decisioni devono sottostare, pochi cazzi!).
In questi giorni, ed in preparazione al dibattito l'Avvocatura dello Stato ha presentato una memoria di 21 pagine in cui spiega perchè questo provvedimento non dovrebbe essere annullato.
Tratto dall'articolo di Repubblica:
Se una persona "potrebbe non essere serena per i procedimenti in corso", che si attivi per risolverli il prima possibile, invece di rinviarli per "impegni di governo", discussioni sul titolo di una data corte a decidere, eccezioni di competenza, giurisdizionalità ed altro.
Io non credo che l'attuale Presidente del Consiglio sia colpevole di tutti i procedimenti a suo carico, anzi. Ma quello che credo io, in uno stato di diritto come il nostro, è irrilevante. L'unica cosa che ha una certa rilevanza sono i tre gradi di giudizio cui può ricorrere chiunque sia oggetto di un procedimento giudiziario.
Il continuo "scappare al giudizio" del Signor Berlusconi (non stiamo parlando del Presidente del Consiglio, qui, stiamo proprio parlando della persona) è quantomeno un po' sospetto, tanto più quando si serve di leggi e decreti legge promulgati dallo stesso governo di cui è a capo.
Siccome l'Avvocatura dello Stato sta proteggendo una legge "generale ed astratta" facciamo allora una domanda nello stesso tono.
Se quella Alta Carica dello Stato che non si sentisse serena se sottoposta ad un procedimento giudiziario, avesse a disposizione una corsia preferenziale per risolverlo in fretta, si sentirebbe forse più serena?
Alla prossima
Rampa
Non se ne sa niente, molti non ne parlano, ma siamo proprio alla vigilia di un punto cruciale, che forse tener sotto silenzio non è proprio il caso. Fra poco ci sarà l'analisi della costituzionalità del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale (che non è propriamente il comitato delle Giovani Marmotte, ma bensì il difensore ultimo dei valori e dei precetti della nostra Costituzione cui tutte le leggi e le decisioni devono sottostare, pochi cazzi!).
In questi giorni, ed in preparazione al dibattito l'Avvocatura dello Stato ha presentato una memoria di 21 pagine in cui spiega perchè questo provvedimento non dovrebbe essere annullato.
Tratto dall'articolo di Repubblica:
Il legale [dell'Avvocatura], con argomenti soprattutto politici, difende la "ragionevolezza" del 'lodo Alfano' perché in grado di coordinare due interessi: quello "personale dell'imputato a difendersi in giudizio"; e "quello generale, oltre che personale, all'esercizio efficiente delle funzioni pubbliche" svolte dal premier.Già, si è visto. E' proprio un rischio che si corre. In special modo quando un processo (a prescindere dalla legittimità) viene definito "politico" a reti unificate solo perchè ad essere indagata è una delle più alte cariche dello Stato. Quando qualsiasi accusa non viene discussa in una aula di tribunale, ma in una puntata di "Porta a Porta" senza contraddittorio alcuno (è successo, anche recentemente).
Se invece la legge ("non solo legittima, ma addirittura dovuta") venisse bocciata dai giudici della Consulta, c'è il pericolo che ripeta quanto accadde a Giovanni Leone, afferma Nori senza mai citare apertamente l'ex presidente della Repubblica, che lasciò anzitempo il Quirinale perché travolto dalle polemiche sullo scandalo Lockheed: "Talvolta - scrive l'avvocato Nori - la sola minaccia di un procedimento penale può costringere alle dimissioni prima che intervenga una sentenza ed anche quando i sospetti diffusi presso la pubblica opinione si sono dimostrati infondati".
Se una persona "potrebbe non essere serena per i procedimenti in corso", che si attivi per risolverli il prima possibile, invece di rinviarli per "impegni di governo", discussioni sul titolo di una data corte a decidere, eccezioni di competenza, giurisdizionalità ed altro.
Io non credo che l'attuale Presidente del Consiglio sia colpevole di tutti i procedimenti a suo carico, anzi. Ma quello che credo io, in uno stato di diritto come il nostro, è irrilevante. L'unica cosa che ha una certa rilevanza sono i tre gradi di giudizio cui può ricorrere chiunque sia oggetto di un procedimento giudiziario.
Il continuo "scappare al giudizio" del Signor Berlusconi (non stiamo parlando del Presidente del Consiglio, qui, stiamo proprio parlando della persona) è quantomeno un po' sospetto, tanto più quando si serve di leggi e decreti legge promulgati dallo stesso governo di cui è a capo.
Siccome l'Avvocatura dello Stato sta proteggendo una legge "generale ed astratta" facciamo allora una domanda nello stesso tono.
Se quella Alta Carica dello Stato che non si sentisse serena se sottoposta ad un procedimento giudiziario, avesse a disposizione una corsia preferenziale per risolverlo in fretta, si sentirebbe forse più serena?
Alla prossima
Rampa
mercoledì 8 luglio 2009
Sciopero, sciopero, sciopero.........
Audio Consigliato: Edoardo Bennato "In fila per tre"
Dal blog di Dario Salvelli, una spiegazione, pacata, semplice e circostanziata del perchè il ddl Alfano sia una vaccata di dimensioni medio-grandi, partorita da persone che di Internet ne capiscono esattamente quanto io ne capisco di mazurka (ed io non ci capisco assolutamente nulla di mazurka!).
Nei giorni scorsi mi avevano girato questo articolo di Filippo Facci, che esprime un altro lato della situazione.
Alla luce, ho pensato a che ruolo hanno i blogger, adesso. Io, per quel che mi riguarda, non mi reputo un blogger ma una specie di turista dell'informazione, cui piace, per chiarezza, mettere per iscritto i propri pensieri. Non faccio la notizia, la commento.
E, più in generale, sono convinto che i blogger siano quanto di più lontano ci siano dai giornalisti. Sono dei commentatori, che si svegliano alla mattina, con il caffè in mano vanno verso il pc, lo accendono, leggono una serie di giornali o di fonti, ed aggregano commentandole le notizie (io almeno faccio così!).
I giornalisti vanno a caccia della notizia, i blogger vanno a caccia di quello che scrivono i giornalisti, correlano, scartabellano, si informano, fanno un po' la coscienza della rete...... Poi hanno la fortuna che in questo momento la rete è migliore, e di molto, della memoria di tutti, tutto lascia una traccia, tutto lascia un segno.
E' molto più facile ora sbugiardare qualcuno che, per esempio, dieci anni fa.
Onestamente non so se sia meglio o peggio, però adesso è così. E se questo è il ballo......
Alla prossima
Rampa
Dal blog di Dario Salvelli, una spiegazione, pacata, semplice e circostanziata del perchè il ddl Alfano sia una vaccata di dimensioni medio-grandi, partorita da persone che di Internet ne capiscono esattamente quanto io ne capisco di mazurka (ed io non ci capisco assolutamente nulla di mazurka!).
Nei giorni scorsi mi avevano girato questo articolo di Filippo Facci, che esprime un altro lato della situazione.
Alla luce, ho pensato a che ruolo hanno i blogger, adesso. Io, per quel che mi riguarda, non mi reputo un blogger ma una specie di turista dell'informazione, cui piace, per chiarezza, mettere per iscritto i propri pensieri. Non faccio la notizia, la commento.
E, più in generale, sono convinto che i blogger siano quanto di più lontano ci siano dai giornalisti. Sono dei commentatori, che si svegliano alla mattina, con il caffè in mano vanno verso il pc, lo accendono, leggono una serie di giornali o di fonti, ed aggregano commentandole le notizie (io almeno faccio così!).
I giornalisti vanno a caccia della notizia, i blogger vanno a caccia di quello che scrivono i giornalisti, correlano, scartabellano, si informano, fanno un po' la coscienza della rete...... Poi hanno la fortuna che in questo momento la rete è migliore, e di molto, della memoria di tutti, tutto lascia una traccia, tutto lascia un segno.
E' molto più facile ora sbugiardare qualcuno che, per esempio, dieci anni fa.
Onestamente non so se sia meglio o peggio, però adesso è così. E se questo è il ballo......
Alla prossima
Rampa
mercoledì 22 aprile 2009
Con la penna rossa........
Audio Consigliato: Dire Straits "Solid Rock"
Oggi ho sentito una dichiarazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E' in visita a Torino, il nostro Presidente, in un giorno un po' particolare, il giorno in cui ci sono le udienze del processo per il rogo della Thyssen.
I famigliari delle vittime avevano chiesto che si rivedesse l'art. 10 del Testo unico sulla Sicurezza del Lavoro, che non solo non inaspriva le pene ma anche permetteva una certa leggerezza sui controlli (piccola nota a margine: l'azione di riordino del governo, in questo periodo, si sta fissando sulla generica abolizione delle restrizioni. Le norme antisismiche nel piano dell'edilizia, le pene nel piano della sicurezza.... E' un segnale interessante, non trovate?).
La risposta di Napolitano all'appello non si è certo fatta aspettare.... Così come pure la risposta del Ministro Sacconi, autore della revisione della legge.
Io non voglio pensar male, ma il ricorso alla correzione in corsa delle leggi mi sembra un po' ipocrita, come se qualcuno dicesse "orpo, ci hanno beccati, correggiamo in fretta prima che qualcuno se ne accorga.......".
A questo punto la domanda sorge quasi spontanea: ma quale sarà l'editore di riferimento di queste leggi?
Alla prossima
Rampa
Oggi ho sentito una dichiarazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E' in visita a Torino, il nostro Presidente, in un giorno un po' particolare, il giorno in cui ci sono le udienze del processo per il rogo della Thyssen.
I famigliari delle vittime avevano chiesto che si rivedesse l'art. 10 del Testo unico sulla Sicurezza del Lavoro, che non solo non inaspriva le pene ma anche permetteva una certa leggerezza sui controlli (piccola nota a margine: l'azione di riordino del governo, in questo periodo, si sta fissando sulla generica abolizione delle restrizioni. Le norme antisismiche nel piano dell'edilizia, le pene nel piano della sicurezza.... E' un segnale interessante, non trovate?).
La risposta di Napolitano all'appello non si è certo fatta aspettare.... Così come pure la risposta del Ministro Sacconi, autore della revisione della legge.
L'audizione di Sacconi. Il ministro del Welfare si dichiara disponibile a modifiche, nel corso di una audizione alla Commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro: "Nessuno vuole ridimensionare la responsabilità penale dei datori di lavoro in relazione alla sicurezza. Siamo disposti a riscrivere questo testo, a patto che non si parli in modo assoluto di responsabilità oggettiva dell'imprenditore. Ritengo infamante la sola idea che questa legge possa interferire con il processo sui morti della Thyssen".Ma non ci si poteva pensare prima? Cioè i legislatori sono lì per fare le leggi, se le leggi che producono con molto sforzo e fatica non sono adatte alle casistiche che devono gestire, vuol dire che sono fatte male (a pensar bene) o fatte apposta (a pensar male).
Io non voglio pensar male, ma il ricorso alla correzione in corsa delle leggi mi sembra un po' ipocrita, come se qualcuno dicesse "orpo, ci hanno beccati, correggiamo in fretta prima che qualcuno se ne accorga.......".
A questo punto la domanda sorge quasi spontanea: ma quale sarà l'editore di riferimento di queste leggi?
Alla prossima
Rampa
giovedì 19 febbraio 2009
Insana follia......
Audio Consigliato: Pino Daniele "Quando"
Su uno dei post passati sto conducendo una discussione piuttosto accesa con Giuliano, lui è un amico, uno di quelli che non la pensa come me. Non è l'unico e non è il solo, ci mancherebbe, ho molti amici e conoscenti che non la pensano come me e, credetemi, rendono molto più interessanti le conversazioni.
Mentre stavo raccogliendo informazioni su alcune sue affermazioni, ho visto questo articolo.
Stavo pensando a rogatorie ed intercettazioni e mi è venuto in mente che è appena passato un disegno di legge al Senato che si occupa delle intercettazioni.
Come al solito la discussione finisce in caciara, se il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), che poi dovrà operare nei confini e nei termini istituiti dalla legge, dice che il disegno così messo priverà i magistrati di strumenti la risposta che arriva dalla politica è:
Do un'occhiata all'impianto del disegno ed alcune cose mi sembrano degne del miglior "Burkina Faso".
Che magari se si sa che qualcuno è sottoprocesso è brutto....
L'impressione è che per l'uso strumentale (fatto da ambo le parti, da avvisi di garanzia sono stati colpiti politici di tutti gli schieramenti) di comunicazioni si arriva all'effetto contrario un po' come "combattiamo le scritte oscene sui treni, chiudiamo la ferrovia!"
Ma magari, come al solito, sono solo io quello che la pensa così.
Alla prossima
Rampa
Su uno dei post passati sto conducendo una discussione piuttosto accesa con Giuliano, lui è un amico, uno di quelli che non la pensa come me. Non è l'unico e non è il solo, ci mancherebbe, ho molti amici e conoscenti che non la pensano come me e, credetemi, rendono molto più interessanti le conversazioni.
Mentre stavo raccogliendo informazioni su alcune sue affermazioni, ho visto questo articolo.
Stavo pensando a rogatorie ed intercettazioni e mi è venuto in mente che è appena passato un disegno di legge al Senato che si occupa delle intercettazioni.
Come al solito la discussione finisce in caciara, se il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), che poi dovrà operare nei confini e nei termini istituiti dalla legge, dice che il disegno così messo priverà i magistrati di strumenti la risposta che arriva dalla politica è:
Gasparri: "Parere politico" "Il parere del Csm al ddl del governo sulle intercettazioni è chiaramente più politico che tecnico. Si conferma quello che stiamo dicendo da tempo: l’eccessivo protagonismo di una parte del mondo togato politicizzato che ancora una volta non esita ad intervenire in maniera violenta su questioni di principio più che nel loro merito", ha prontamente dichiarato il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
Do un'occhiata all'impianto del disegno ed alcune cose mi sembrano degne del miglior "Burkina Faso".
Divieto di pubblicazione - Per i media le indagini diventeranno 'top secret'. Non si potranno più pubblicare gli atti dell'indagine preliminare, neanche l'iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, o quanto acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, fino al termine dell'udienza preliminare. Anche se gli atti non saranno più coperti da segreto.
Che magari se si sa che qualcuno è sottoprocesso è brutto....
L'impressione è che per l'uso strumentale (fatto da ambo le parti, da avvisi di garanzia sono stati colpiti politici di tutti gli schieramenti) di comunicazioni si arriva all'effetto contrario un po' come "combattiamo le scritte oscene sui treni, chiudiamo la ferrovia!"
Ma magari, come al solito, sono solo io quello che la pensa così.
Alla prossima
Rampa
giovedì 29 gennaio 2009
Il diritto della certezza
Audio Consigliato: Talk Talk "It's my life"
Ricevo dall'amico Giuliano questo link, con la nota che secondo lui non avrei mai preso posizione riguardo al caso di Battisti.
Mmmm..... è vero, ne ho parlato solo quando si arlava di giustizia, qui, ma di sfuggita.
Poi in realtà ci penso e realizzo di averne già parlato, più volte, in quasi un anno di blog.
Il problema del Caso Battisti è che comunque ci sono delle attese disattese. Spiego: chi sia, chi sia stato, chi è adesso Cesare Battisti è ininfluente. L'unica cosa influente sono le vittime ed i crimini che non sono ancora stati giudicati, cui non è ancora stato trovato un colpevole (e di questi possiamo trovarne una valanga, si va dagli omicidi, ai crimini finanziari, alle truffe, alla corruzione, a tutto il resto).
Se l'atteggiamento del Brasile di Lula mi sembra un tantino radicale (e ridatecelo su, che sarà mai, se siete ridotti ad ascoltare i consigli di Cossiga c'è un grosso problema!), l'atteggiamento del governo italiano mi sembra un po' strano.
Ma come, questo vogliamo a tutti i costi che torni in Italia (e mi domando a chi giovi averlo qui e perchè?) ma con la Baraldini? Ah, già il Brasile è meglio degli Usa, ci si mette meno a far la voce grossa.
Poi c'è il problema della certezza del diritto, di come in Italia venga considerata l'azione della magistratura. Ed è una cosa che mi fa morire (di tristezza ma questo è un altro conto!).
Abbiamo sentenze legittime, che vengono bloccate da direttive ministeriali, abbiamo presidenti dei Consiglio che modificano leggi che hanno effetto su processi in corso in cui loro stessi sono parte in causa. Abbiamo procedimenti bloccati in base a cavilli legali, abbiamo dei giudici che possono decidere chi viene processato e chi rimane nel limbo in attesa. Abbiamo impunità varie ed assortite.
Ma siamo meglio del Brasile, signori miei, moooolllllttttooo meglio.
Sarà!
Alla prossima
Rampa
Ricevo dall'amico Giuliano questo link, con la nota che secondo lui non avrei mai preso posizione riguardo al caso di Battisti.
Mmmm..... è vero, ne ho parlato solo quando si arlava di giustizia, qui, ma di sfuggita.
Poi in realtà ci penso e realizzo di averne già parlato, più volte, in quasi un anno di blog.
Il problema del Caso Battisti è che comunque ci sono delle attese disattese. Spiego: chi sia, chi sia stato, chi è adesso Cesare Battisti è ininfluente. L'unica cosa influente sono le vittime ed i crimini che non sono ancora stati giudicati, cui non è ancora stato trovato un colpevole (e di questi possiamo trovarne una valanga, si va dagli omicidi, ai crimini finanziari, alle truffe, alla corruzione, a tutto il resto).
Se l'atteggiamento del Brasile di Lula mi sembra un tantino radicale (e ridatecelo su, che sarà mai, se siete ridotti ad ascoltare i consigli di Cossiga c'è un grosso problema!), l'atteggiamento del governo italiano mi sembra un po' strano.
Ma come, questo vogliamo a tutti i costi che torni in Italia (e mi domando a chi giovi averlo qui e perchè?) ma con la Baraldini? Ah, già il Brasile è meglio degli Usa, ci si mette meno a far la voce grossa.
Poi c'è il problema della certezza del diritto, di come in Italia venga considerata l'azione della magistratura. Ed è una cosa che mi fa morire (di tristezza ma questo è un altro conto!).
Abbiamo sentenze legittime, che vengono bloccate da direttive ministeriali, abbiamo presidenti dei Consiglio che modificano leggi che hanno effetto su processi in corso in cui loro stessi sono parte in causa. Abbiamo procedimenti bloccati in base a cavilli legali, abbiamo dei giudici che possono decidere chi viene processato e chi rimane nel limbo in attesa. Abbiamo impunità varie ed assortite.
Ma siamo meglio del Brasile, signori miei, moooolllllttttooo meglio.
Sarà!
Alla prossima
Rampa
martedì 27 gennaio 2009
Un chilo e due, signora, lascio?
Audio Consigliato: Dire Straits "Brothers in Arms"
Il fatto che il giornalismo in Italia non faccia chiarezza ma anzi che sollevi del torbido per poi sguazzarci mi sembra ormai assodato.
Chi di voi sa cos'è un avviso di garanzia? A leggere i giornali è una condanna quasi certa, in realtà è, appunto, un avviso di garanzia. Cioè mi viene notificato che nel corso di un'indagine, che anche non abbia me come oggetto, è apparso il mio nome e mi viene notificato che sarò oggetto di indagini tese a chiarificare la mia posizione. Quindi, se voglio tutelare la mia persona, ho il diritto di chiedere in che indagine sono implicato e perchè.
Ieri sul Corsera, appare questo articolo, che spiega perchè il violentatore di Roma è finito ai domiciliari.
Ma qualcuno l'ha detto ad Alfano prima che mandasse l'ispezione? Ma qualcuno l'ha detto al giornalista prima che scrivesse l'articolo?
Perchè se non lo sanno che si informassero, ma se lo sanno e lo ignorano, non ci serebbe per caso spazio per una denuncia per calunnia ed una iscrizione al registro degli indagati?
Adoro i circoli viziosi, voi?
Alla prossima
Rampa
Il fatto che il giornalismo in Italia non faccia chiarezza ma anzi che sollevi del torbido per poi sguazzarci mi sembra ormai assodato.
Chi di voi sa cos'è un avviso di garanzia? A leggere i giornali è una condanna quasi certa, in realtà è, appunto, un avviso di garanzia. Cioè mi viene notificato che nel corso di un'indagine, che anche non abbia me come oggetto, è apparso il mio nome e mi viene notificato che sarò oggetto di indagini tese a chiarificare la mia posizione. Quindi, se voglio tutelare la mia persona, ho il diritto di chiedere in che indagine sono implicato e perchè.
Ieri sul Corsera, appare questo articolo, che spiega perchè il violentatore di Roma è finito ai domiciliari.
Ma qualcuno l'ha detto ad Alfano prima che mandasse l'ispezione? Ma qualcuno l'ha detto al giornalista prima che scrivesse l'articolo?
Perchè se non lo sanno che si informassero, ma se lo sanno e lo ignorano, non ci serebbe per caso spazio per una denuncia per calunnia ed una iscrizione al registro degli indagati?
Adoro i circoli viziosi, voi?
Alla prossima
Rampa
mercoledì 14 gennaio 2009
In 15.000.000 di semplici mosse........
Audio Consigliato: 99 Posse "Cerco Tiempo"
Viva la polizia! E' stato arrestato un altro boss dei Casalesi (la notizia qui).
Un clan che sarebbe ancora avvolto nelle nebbie dei faldoni giudiziari se non fosse per un libro, che poi è divenuto un film, che poi è quasi andato agli Oscar (lasciando perdere le dichiarazioni e le ritrattazioni delle stesse ad opera di calciatori etc....). Ed invece, siccome la memoria collettiva è difficile da smuovere ma una volta in movimento sono cazzi, le loro catture e le loro condanne sono il fenomeno mediatico dell'ultimo anno.
Ma sto forse un po' divagando......
Quello che mi fa ridere (!) è l'accostamento di alcune notizie che sono passate in sottofondo alla cattura del Boss Setola.
Il governo italiano chiede l'estradizione di Cesare Battisti, il governo brasiliano risponde picche.
Un Tribunale di Sorveglianza chiede la sospensione del regime 41 bis per il Boss di Cosa Nostra Domenico Ganci (fra l'altro condannato per la strage di Capaci, ma anche se non per questo per uno dei 40 delitti di cui viene ritenuto responsabile).
Dal casino che se ne percepisce, io non vorrei essere nei panni del ministro Alfano, che proprio in questo periodo sta partorendo la riforma della giustizia. A questo punto divento proprio curioso.....
Alla prossima
Rampa
Viva la polizia! E' stato arrestato un altro boss dei Casalesi (la notizia qui).
Un clan che sarebbe ancora avvolto nelle nebbie dei faldoni giudiziari se non fosse per un libro, che poi è divenuto un film, che poi è quasi andato agli Oscar (lasciando perdere le dichiarazioni e le ritrattazioni delle stesse ad opera di calciatori etc....). Ed invece, siccome la memoria collettiva è difficile da smuovere ma una volta in movimento sono cazzi, le loro catture e le loro condanne sono il fenomeno mediatico dell'ultimo anno.
Ma sto forse un po' divagando......
Quello che mi fa ridere (!) è l'accostamento di alcune notizie che sono passate in sottofondo alla cattura del Boss Setola.
Il governo italiano chiede l'estradizione di Cesare Battisti, il governo brasiliano risponde picche.
Un Tribunale di Sorveglianza chiede la sospensione del regime 41 bis per il Boss di Cosa Nostra Domenico Ganci (fra l'altro condannato per la strage di Capaci, ma anche se non per questo per uno dei 40 delitti di cui viene ritenuto responsabile).
Dal casino che se ne percepisce, io non vorrei essere nei panni del ministro Alfano, che proprio in questo periodo sta partorendo la riforma della giustizia. A questo punto divento proprio curioso.....
Alla prossima
Rampa
venerdì 17 ottobre 2008
E non c'è niente da capire.....
Audio Consigliato: Tears for Fears "Everybody wants to rule the world"
Leggo oggi un articolo su Repubblica.it, qui. Si parla di una dichiarazione a margine del Ministro degli Interni Roberto Maroni (Lega) dopo una firma di un protocollo con gli imprenditori per la legalità a Napoli.
Il ministro viene punzecchiato dai giornalisti riguardo alle indiscrezioni, poi rientrate, sul fatto che i casalesi volessero portare a termine un piano per ammazzare Roberto Saviano, autore di Gomorra (su questo blog se ne è parlato qui e qui). Lo scrittore, in risposta, si è lamentato del fatto che dall'uscita del libro è costretto a vivere sotto scorta e che probabilmente non vede altra via d'uscita che lasciare la propria città in cerca di un posto più tranquillo.
Questa dichiarazione ha incassato commenti interessanti e pure la solidarietà di Salman Rushdie.
Inutile dire che poi si è scatenata la solita ridda di dichiarazioni, Saviano che getta fango sull'Italia, ha ragione ad andarsene, ha torto ad andarsene, fa il vittimista etc....
Oggi, dicevamo, vedo la dichiarazione di Maroni:
Interessante no? Ma questo non fa parte dello stesso governo il primo ministro del quale ha detto che "la magistratura è una metastasi dello stato", che da quando è al potere ha promosso e fatto passare legge per peggiorare il lavoro dei magistrati, che per togliersi dai piedi un processo ha fatto emanare un certo Lodo Schifani (successivamente dichiarato incostituzionale)?
Adesso sono realmente confuso..... sul serio.
Alla prossima
Rampa
Leggo oggi un articolo su Repubblica.it, qui. Si parla di una dichiarazione a margine del Ministro degli Interni Roberto Maroni (Lega) dopo una firma di un protocollo con gli imprenditori per la legalità a Napoli.
Il ministro viene punzecchiato dai giornalisti riguardo alle indiscrezioni, poi rientrate, sul fatto che i casalesi volessero portare a termine un piano per ammazzare Roberto Saviano, autore di Gomorra (su questo blog se ne è parlato qui e qui). Lo scrittore, in risposta, si è lamentato del fatto che dall'uscita del libro è costretto a vivere sotto scorta e che probabilmente non vede altra via d'uscita che lasciare la propria città in cerca di un posto più tranquillo.
Questa dichiarazione ha incassato commenti interessanti e pure la solidarietà di Salman Rushdie.
Inutile dire che poi si è scatenata la solita ridda di dichiarazioni, Saviano che getta fango sull'Italia, ha ragione ad andarsene, ha torto ad andarsene, fa il vittimista etc....
Oggi, dicevamo, vedo la dichiarazione di Maroni:
(Saviano)"E' un simbolo - dice il ministro - ma non è il simbolo. La lotta alla criminalità organizzata la fanno poliziotti, carabinieri, magistrati, imprenditori che sono in prima linea ma non sulle prime pagine dei giornali"
Interessante no? Ma questo non fa parte dello stesso governo il primo ministro del quale ha detto che "la magistratura è una metastasi dello stato", che da quando è al potere ha promosso e fatto passare legge per peggiorare il lavoro dei magistrati, che per togliersi dai piedi un processo ha fatto emanare un certo Lodo Schifani (successivamente dichiarato incostituzionale)?
Adesso sono realmente confuso..... sul serio.
Alla prossima
Rampa
martedì 22 luglio 2008
.....seguirà dibattito!
Audio Consigliato: The Police "Roxanne"
L'altra sera ho avuto uno sbocco di impegno politico e me ne sono andato ad un dibattito sulla legalità, relatore Felice Casson.
Questi, esperto di giurisprudenza ed ex magistrato, fa parte della commissione Giustizia al Senato ed il suo ruolo è quello di discutere le proposte di legge inerenti la tematica della commissione prima che queste vengano presentate alle camere, per diventare poi leggi dello stato.
Il suo intervento veniva dopo un intervento del Sindaco Flavio Zanonato sugli effetti che stanno avendo i tagli alle istituzioni in relazione anche e soprattutto alla sicurezza (meno soldi significano meno vigili, meno volanti in servizio etc).
Su questo l'ex magistrato si chiedeva come fosse possibile che una maggioranza che aveva costruito le proprie fortune elettorali sulla insicurezza percepita della popolazione, partorisse un pacchetto sicurezza che toglieva degli strumenti ai cittadini (la class action), alle forze dell'ordine (le intercettazioni) ed una finanziaria in cui toglie 3 milioni di euro nei prossimi tre anni alle forze dell'ordine?
Casson raccontava come in commissione fossero stati bloccate tutte le proposte dell'opposizione per correggere l'impianto della legge con la scusa, che sarebbero state corrette più avanti con leggi apposite.
Sempre Casson parlava del ruolo dell'opposizione in una situazione del genere, proporre miglioramenti alle proposte di legge della maggioranza, e così distanziandosi ulteriormente dalle intemperanze di altro tipo di opposizione.
"Il nostro ruolo è quello di sottoporre delle proposte migliorative pur nel rispetto delle leggi proposte dall'esecutivo. Volete ottenere questo, bene, miglioriamolo perchè la legge risultante sia rispettosa nei confronti di tutti i cittadini, lavoriamo insieme."
In effetti mi sembra un obiettivo molto alto, magari non sempre raggiungibile, ma un obiettivo morale interessante da cogliere. Sono convinto che alcune parti della maggioranza sono interessate a questo tipo di dialogo, mentre altre parti sono invece interessate, sempre e comunque, a radicalizzare lo scontro ed impedire un qualsiasi dialogo fra le parti e questo non è un bene, per tutto il paese.
Alla prossima
Rampa
L'altra sera ho avuto uno sbocco di impegno politico e me ne sono andato ad un dibattito sulla legalità, relatore Felice Casson.
Questi, esperto di giurisprudenza ed ex magistrato, fa parte della commissione Giustizia al Senato ed il suo ruolo è quello di discutere le proposte di legge inerenti la tematica della commissione prima che queste vengano presentate alle camere, per diventare poi leggi dello stato.
Il suo intervento veniva dopo un intervento del Sindaco Flavio Zanonato sugli effetti che stanno avendo i tagli alle istituzioni in relazione anche e soprattutto alla sicurezza (meno soldi significano meno vigili, meno volanti in servizio etc).
Su questo l'ex magistrato si chiedeva come fosse possibile che una maggioranza che aveva costruito le proprie fortune elettorali sulla insicurezza percepita della popolazione, partorisse un pacchetto sicurezza che toglieva degli strumenti ai cittadini (la class action), alle forze dell'ordine (le intercettazioni) ed una finanziaria in cui toglie 3 milioni di euro nei prossimi tre anni alle forze dell'ordine?
Casson raccontava come in commissione fossero stati bloccate tutte le proposte dell'opposizione per correggere l'impianto della legge con la scusa, che sarebbero state corrette più avanti con leggi apposite.
Sempre Casson parlava del ruolo dell'opposizione in una situazione del genere, proporre miglioramenti alle proposte di legge della maggioranza, e così distanziandosi ulteriormente dalle intemperanze di altro tipo di opposizione.
"Il nostro ruolo è quello di sottoporre delle proposte migliorative pur nel rispetto delle leggi proposte dall'esecutivo. Volete ottenere questo, bene, miglioriamolo perchè la legge risultante sia rispettosa nei confronti di tutti i cittadini, lavoriamo insieme."
In effetti mi sembra un obiettivo molto alto, magari non sempre raggiungibile, ma un obiettivo morale interessante da cogliere. Sono convinto che alcune parti della maggioranza sono interessate a questo tipo di dialogo, mentre altre parti sono invece interessate, sempre e comunque, a radicalizzare lo scontro ed impedire un qualsiasi dialogo fra le parti e questo non è un bene, per tutto il paese.
Alla prossima
Rampa
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lunedì 14 luglio 2008
Le due teste dello stesso corpo......
Audio Consigliato: Red Hot Chili Peppers "Love Rollercoaster"
Almeno è coerente, diranno i benpensanti. Dopo l'arresto avvenuto oggi di Ottaviano Del Turco, il presidente della Regione Abruzzo, e di membri della giunta, la stampa si è scatenata, su Repubblica hanno rimesso on line l'inchiesta dell'Espresso del 2007, il Giornale ha messo in prima pagina la notizia con la descrizione della "cena del capretto".......
Insomma i giornalisti hanno fatto il loro lavoro di mettere i fatti e la loro interpretazione a disposizione di tutti. E fin qui tutto bene.
Poi arriva Berlusconi, il nostro Premier, che dice che così non si fa, che non bisogna decapitare per intero una regione italiana, che è il solito teorema della magistratura, che bisogna rivedere la magistratura in toto altro che la divisione delle cariche.......
A parte il fatto che come al solito abbiamo una testa dello stato che contrasta un'altra testa dello stato, l'assunto di queste affermazioni (come di altre, ma ne abbiamo già parlato da queste parti) è pericoloso e non poco.
Non riesco sinceramente a capire cosa significhi
Due, va bene, uno è innocente fino a prova contraria, quindi non andrebbe arrestato ma con lo stesso ragionamento, se trovo uno con il coltello in mano di fronte al cadavere di un morto accoltellato, gli mando un biglietto da visita e gli chiedo cortesemente di presentarsi al processo e di essere in orario?
Tre, in quale paese la magistratura deve chiedere il parere al Presidente del Consiglio prima di fare un arresto (che metti caso che siano persone gradite, metti che siano conoscenti, magari se ne ha a male)?
Diciamo che un commento come questo, mi sembra molto più equilibrato, ma magari sono io....
Alla prossima
Rampa
Almeno è coerente, diranno i benpensanti. Dopo l'arresto avvenuto oggi di Ottaviano Del Turco, il presidente della Regione Abruzzo, e di membri della giunta, la stampa si è scatenata, su Repubblica hanno rimesso on line l'inchiesta dell'Espresso del 2007, il Giornale ha messo in prima pagina la notizia con la descrizione della "cena del capretto".......
Insomma i giornalisti hanno fatto il loro lavoro di mettere i fatti e la loro interpretazione a disposizione di tutti. E fin qui tutto bene.
Poi arriva Berlusconi, il nostro Premier, che dice che così non si fa, che non bisogna decapitare per intero una regione italiana, che è il solito teorema della magistratura, che bisogna rivedere la magistratura in toto altro che la divisione delle cariche.......
A parte il fatto che come al solito abbiamo una testa dello stato che contrasta un'altra testa dello stato, l'assunto di queste affermazioni (come di altre, ma ne abbiamo già parlato da queste parti) è pericoloso e non poco.
Non riesco sinceramente a capire cosa significhi
"Spesso i teoremi accusatori sono infondati" dice Berlusconi molto colpito dall'inchiesta della Guardia di finanza. "Mi sembra molto strana - aggiunge - una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione".Uno, non penso che un magistrato decida l'arresto di chiunque a cuor leggero, come se non avesse nulla da fare (se lo fa è un criminale) ma seriamente, chi farebbe una cosa del genere certo che nel giro di una giornata si ritrova il proprio palazzo di giustizia ripieno di giornalisti pronti a contare perfino i peli del sedere?
Due, va bene, uno è innocente fino a prova contraria, quindi non andrebbe arrestato ma con lo stesso ragionamento, se trovo uno con il coltello in mano di fronte al cadavere di un morto accoltellato, gli mando un biglietto da visita e gli chiedo cortesemente di presentarsi al processo e di essere in orario?
Tre, in quale paese la magistratura deve chiedere il parere al Presidente del Consiglio prima di fare un arresto (che metti caso che siano persone gradite, metti che siano conoscenti, magari se ne ha a male)?
Diciamo che un commento come questo, mi sembra molto più equilibrato, ma magari sono io....
Alla prossima
Rampa
sabato 12 luglio 2008
Send in the clowns!!!!
Audio Consigliato: John Williams "1941 Theme"
Fatemi capire, la magistratura (altresì definita come la "metastasi della nostra società" oppure come "una manica di criminali che cambiano il risultato delle elezioni") adesso, ma proprio adesso, è formata da uomini e donne degne di essere insigniti del potere di "decidere" chi viene giudicato subito o chi può attendere per 18 mesi per un processo?
Delle due l'una: o nell'ultima settimana hanno cambiato tutta la magistratura mettendo al posto dei corrotti delle persone rispettabili di ampio equilibrio morale (!), oppure qualcuno qui non la conta giusta! Cosa sarà mai cambiato?
Mi piacerebbe che su questo anche persone che non la pensano come me ci facessero una riflessione, che questa è una vicenda che merita almeno un certo ripensamento delle cose?
Alla prossima
Rampa
Fatemi capire, la magistratura (altresì definita come la "metastasi della nostra società" oppure come "una manica di criminali che cambiano il risultato delle elezioni") adesso, ma proprio adesso, è formata da uomini e donne degne di essere insigniti del potere di "decidere" chi viene giudicato subito o chi può attendere per 18 mesi per un processo?
Delle due l'una: o nell'ultima settimana hanno cambiato tutta la magistratura mettendo al posto dei corrotti delle persone rispettabili di ampio equilibrio morale (!), oppure qualcuno qui non la conta giusta! Cosa sarà mai cambiato?
Mi piacerebbe che su questo anche persone che non la pensano come me ci facessero una riflessione, che questa è una vicenda che merita almeno un certo ripensamento delle cose?
Alla prossima
Rampa
sabato 28 giugno 2008
In un mondo perfetto......
Audio consigliato: Genesis "Land of Confusion"
..... ad un discorso così, corrisponderebbe una risposta del tipo:
"Egregio Signor Presidente del Consiglio, lei è un cittadino della Repubblica Italiana, uguale a tutti gli altri. Come tutti gli altri cittadini è stato portato in giudizio a seguito di prove raccolte dal potere giuridico nel pieno esercizio delle sue funzioni.
Da quindici anni a questa parte Lei, che ha rappresentato, secondo le regole di un regime democratico, il potere legislativo di questo stato, non ha fatto altro che attaccare un ramo, la magistratura, dello stesso organo che rappresenta.
Quando non con affermazioni pesanti ed insultanti (nascoste dietro la Sua legittima libertà di parola) addirittura con decreti legge ed iniziative legislative voltanti a ritardare il giudizio, ulteriormente ha fatto il possibile con assenze strategiche per trascinare il più a lungo possibile il dibattimento, chiedendo proroghe su proroghe.
In uno stato normale, le sarebbe stato chiesto conto delle sue azioni, in questo stato le viene concesso di farsi le regole man mano che ne sente il bisogno.
L'idea di indebolire la magistratura non è una nuova invenzione negli ultimi anni (ne parlava Licio Gelli qui) anzi si può dire, con un attimo di memoria storica che adesso si assista alla realizzazione del suddetto piano, ma tutto questo potrebbe essere tacciato di dietrologia, quindi facciamo per l'amor della discussione che tutto questo non lo sia.
L'idea di indebolire la magistratura, dicevamo, è una pratica che cerca di creare delle sacche di impunità sempre più grandi e sempre più facili da sfruttare. Il fatto che venga attuata da uno dei poteri dello Stato è vieppiù sconvolgente e strano, quasi quanto il fatto che la maggioranza di questo paese dia il voto ad una persona che usa il suo potere per i fatti propri e non ha nemmeno l'impudenza di nasconderlo."
Mentre Vespa il suo messaggio lo vuole a reti unificate di fronte alle telecamere (come è facile superare le barocche restrizioni della democrazia!!!) io questo messaggio lo vorrei in bocca a qualcuno dell'opposizione (a questo punto chiunque, pure Casini) durante un bel confronto televisivo.
Alla prossima
Rampa
..... ad un discorso così, corrisponderebbe una risposta del tipo:
"Egregio Signor Presidente del Consiglio, lei è un cittadino della Repubblica Italiana, uguale a tutti gli altri. Come tutti gli altri cittadini è stato portato in giudizio a seguito di prove raccolte dal potere giuridico nel pieno esercizio delle sue funzioni.
Da quindici anni a questa parte Lei, che ha rappresentato, secondo le regole di un regime democratico, il potere legislativo di questo stato, non ha fatto altro che attaccare un ramo, la magistratura, dello stesso organo che rappresenta.
Quando non con affermazioni pesanti ed insultanti (nascoste dietro la Sua legittima libertà di parola) addirittura con decreti legge ed iniziative legislative voltanti a ritardare il giudizio, ulteriormente ha fatto il possibile con assenze strategiche per trascinare il più a lungo possibile il dibattimento, chiedendo proroghe su proroghe.
In uno stato normale, le sarebbe stato chiesto conto delle sue azioni, in questo stato le viene concesso di farsi le regole man mano che ne sente il bisogno.
L'idea di indebolire la magistratura non è una nuova invenzione negli ultimi anni (ne parlava Licio Gelli qui) anzi si può dire, con un attimo di memoria storica che adesso si assista alla realizzazione del suddetto piano, ma tutto questo potrebbe essere tacciato di dietrologia, quindi facciamo per l'amor della discussione che tutto questo non lo sia.
L'idea di indebolire la magistratura, dicevamo, è una pratica che cerca di creare delle sacche di impunità sempre più grandi e sempre più facili da sfruttare. Il fatto che venga attuata da uno dei poteri dello Stato è vieppiù sconvolgente e strano, quasi quanto il fatto che la maggioranza di questo paese dia il voto ad una persona che usa il suo potere per i fatti propri e non ha nemmeno l'impudenza di nasconderlo."
Mentre Vespa il suo messaggio lo vuole a reti unificate di fronte alle telecamere (come è facile superare le barocche restrizioni della democrazia!!!) io questo messaggio lo vorrei in bocca a qualcuno dell'opposizione (a questo punto chiunque, pure Casini) durante un bel confronto televisivo.
Alla prossima
Rampa
venerdì 27 giugno 2008
Il medioevo prossimo venturo
Audio Consigliato: Coolio "Gangsta Paradise"
Innanzitutto, non sono particolarmente orgoglioso delle mie origini cattoliche, ma ultimamente nella cultura della mia religione di nascita riesco a trovare le pezze giustificative ad alcuni dei miei ragionamenti.
Avete presente la storia della trave nell'occhio ("è più facile vedere la pagliuzza nell'occhio altrui che la trave nel proprio!")? Ecco le ultime mosse della maggioranza mi sembrano proprio quelle.
Da una parte garantiamo delle impunità bloccando i processi per un anno (che deve essere una misura migliore rispetto a, per esempio, garantire più fondi alla struttura della magistratura in modo che si riescano a fare cose come trascrivere le sentenze in tempo prima che i colpevoli escano di galera, ma poi torno su questa cosa...) dall'altra invochiamo la registrazione a tappeto di tutte le impronte digitali delle popolazioni rom e sinti, bambini compresi.
Che poi..... mi ricordo che qualche anno fa su "L'Espresso" uscì questo articolo di Fabrizio Gatti. In quell'occasione il giornalista si era finto un immigrato e si era fatto ripescare in mare a Lampedusa, era finito nel CPT (Centro di Permanenza Temporanea) e ci era stato 8 giorni.
La cosa che mi è rimasta in mente è questa:
Al giornalista, che si finge un Curdo di nome Bilal, vengono prese le impronte digitali, una volta nel Centro e
A questo punto la domanda è: a cosa serve schedare se poi le impronte non vengono controllate?
Mi sembra sempre più una vessazione il cui unico scopo è mettere i bastoni fra le ruote ad una particolare fetta di popolazione.
Per quello che riguarda la giustizia: in un momento in cui tutti i quadri dei tribunali si lamentano che non ci sono soldi per le fotocopie, per la semplice gestione della normale amministrazione, è forse la risposta giusta bloccare i procedimenti? Non sarebbe meglio lavorare sulla macchina della giustizia , magari con una riforma, magari con finanziamenti, magari con assunzioni e lavori di struttura?
Sono sempre più convinto che le amministrazioni pubbliche dovrebbero essere trattate in termini di produttività. L'obiettivo dovrebbe essere dare servizi ai cittadini, e se questo comporta spese da sostenere questo deve esser fatto, perchè l'obiettivo è essere produttivi. Da un certo punto di vista mi va bene la battaglia del ministro Brunetta contro gli assenteisti, ma poi ai licenziamenti deve corrispondere il reintegro della forza lavoro altrimenti non si va da nessuna parte.
Alla prossima
Rampa
Innanzitutto, non sono particolarmente orgoglioso delle mie origini cattoliche, ma ultimamente nella cultura della mia religione di nascita riesco a trovare le pezze giustificative ad alcuni dei miei ragionamenti.
Avete presente la storia della trave nell'occhio ("è più facile vedere la pagliuzza nell'occhio altrui che la trave nel proprio!")? Ecco le ultime mosse della maggioranza mi sembrano proprio quelle.
Da una parte garantiamo delle impunità bloccando i processi per un anno (che deve essere una misura migliore rispetto a, per esempio, garantire più fondi alla struttura della magistratura in modo che si riescano a fare cose come trascrivere le sentenze in tempo prima che i colpevoli escano di galera, ma poi torno su questa cosa...) dall'altra invochiamo la registrazione a tappeto di tutte le impronte digitali delle popolazioni rom e sinti, bambini compresi.
Che poi..... mi ricordo che qualche anno fa su "L'Espresso" uscì questo articolo di Fabrizio Gatti. In quell'occasione il giornalista si era finto un immigrato e si era fatto ripescare in mare a Lampedusa, era finito nel CPT (Centro di Permanenza Temporanea) e ci era stato 8 giorni.
La cosa che mi è rimasta in mente è questa:
Al giornalista, che si finge un Curdo di nome Bilal, vengono prese le impronte digitali, una volta nel Centro e
Prima di sera l'ufficio identificazioni scopre che le impronte di Bilal corrispondono a quelle di un altro immigrato: Roman Ladu, nato a Bucarest il 29 dicembre 1970. È il nome che ho usato nel 2000 per entrare nel Cpt di via Corelli a Milano, poi chiuso per le precarie condizioni di detenzione. Il computer però non dice ai poliziotti che Roman Ladu è in realtà un giornalista. E forse nemmeno che il giornalista, alias Roman Ladu, per quell'inchiesta è stato denunciato e condannato a venti giorni di carcere. Così Bilal, vero pregiudicato, può tenere duro. "Tu sei romeno e parli italiano", insiste un ispettore in borghese. Un suo collega si avvicina e chiede "Ce face?", come stai. E poi all'orecchio di Bilal sussura: "Pizda, pizda, pizda, pizda, pizda...", un modo poco elegante usato in Romania e altrove per chiamare i genitali femmili. Lo sguardo di Bilal resta fisso nel vuoto. Ci riprovano con un'interprete marocchina che alla fine conclude: "Non credo sia romeno. Parla l'arabo, però continua a chiedere che l'interrogatorio sia in inglese".
A questo punto la domanda è: a cosa serve schedare se poi le impronte non vengono controllate?
Mi sembra sempre più una vessazione il cui unico scopo è mettere i bastoni fra le ruote ad una particolare fetta di popolazione.
Per quello che riguarda la giustizia: in un momento in cui tutti i quadri dei tribunali si lamentano che non ci sono soldi per le fotocopie, per la semplice gestione della normale amministrazione, è forse la risposta giusta bloccare i procedimenti? Non sarebbe meglio lavorare sulla macchina della giustizia , magari con una riforma, magari con finanziamenti, magari con assunzioni e lavori di struttura?
Sono sempre più convinto che le amministrazioni pubbliche dovrebbero essere trattate in termini di produttività. L'obiettivo dovrebbe essere dare servizi ai cittadini, e se questo comporta spese da sostenere questo deve esser fatto, perchè l'obiettivo è essere produttivi. Da un certo punto di vista mi va bene la battaglia del ministro Brunetta contro gli assenteisti, ma poi ai licenziamenti deve corrispondere il reintegro della forza lavoro altrimenti non si va da nessuna parte.
Alla prossima
Rampa
mercoledì 25 giugno 2008
Le voci portate dal vento......
Audio Consigliato: Cole Porter "I've got you under my skin"
Ogni tanto mi stupiscono le notizie, sembrano esplodere ad orologeria, come se stessero aspettando il loro turno per tornare alla ribalta.
La settimana scorsa si è avuta notizia della riapertura del caso Ustica a cura del Giudice Priore. Una parte di me è convinta che questo sia un atto dovuto, una giusta richiesta di giustizia nei confronti di persone che 28 anni fa (proprio in questi giorni) hanno perso familiari, amici, colleghi (a questo proposito sarebbe bello che riproponessero in televisione lo spettacolo di Marco Paolini sull'argomento ma lo scollamento fra quello che si desidera e quello che avviene è sempre molto forte), una parte di me invece è convinta che un allungamento di un'inchiesta talmente sfilacciata e talmente involuta da non riuscire più chiaramente a distinguere il vero dal falso sia solo un rigirare il coltello nella piaga. In più la nostra (di italiani) incapacità di sapere cosa diavolo hanno fatto quella notte varie unità militari americane nei nostri cieli sottolinea il ruolo del tutto subalterno che storicamente abbiamo sempre tenuto nei confronti dei nostri alleati (per altre prove, il caso Cermis oppure il caso Calipari).
Poi la giostra mediatica è ripartita sul caso di Emanuela Orlandi: il fatto che siano arrivate sui giornali le farneticazioni di una presunta pentita che dice di averla portata da un sacerdote, averla vista distruggere dentro una betoniera a Torvaianica, e varie altre amenità sembra quanto di più artefatto si possa pensare (c'è un limite a quanto può spararle grosse un essere umano, non penso che sia carino ma qualcuno in quella sala interrogatori le avrà detto "Ma per piacere.....").
Eppure pagine e pagine su sta cosa, a parlare di Marcinkus dello Ior di Calvi etc.......
Anche in questo caso una parte di me vorrebbe che la madre di quella ragazza trovasse una chiusura a questa triste vicenda, l'altra parte di me è purtroppo convinta che la verità sia stata piegata così tante volte da non essere più in grado di ritrovare la forma originale.
Mi rendo conto che è ingiusto che ci sono delle vittime (non tanto i morti ma più che altro i vivi) che continuano a chiedere giustizia ma mi chiedo quale giustizia ci possa essere nell'ennesima realtà di comodo fabbricata in assenza di altro.
A questo proposito può essere utile leggere questo articolo di Giancarlo De Cataldo su Repubblica di oggi.
Alla prossima
Rampa
Ogni tanto mi stupiscono le notizie, sembrano esplodere ad orologeria, come se stessero aspettando il loro turno per tornare alla ribalta.
La settimana scorsa si è avuta notizia della riapertura del caso Ustica a cura del Giudice Priore. Una parte di me è convinta che questo sia un atto dovuto, una giusta richiesta di giustizia nei confronti di persone che 28 anni fa (proprio in questi giorni) hanno perso familiari, amici, colleghi (a questo proposito sarebbe bello che riproponessero in televisione lo spettacolo di Marco Paolini sull'argomento ma lo scollamento fra quello che si desidera e quello che avviene è sempre molto forte), una parte di me invece è convinta che un allungamento di un'inchiesta talmente sfilacciata e talmente involuta da non riuscire più chiaramente a distinguere il vero dal falso sia solo un rigirare il coltello nella piaga. In più la nostra (di italiani) incapacità di sapere cosa diavolo hanno fatto quella notte varie unità militari americane nei nostri cieli sottolinea il ruolo del tutto subalterno che storicamente abbiamo sempre tenuto nei confronti dei nostri alleati (per altre prove, il caso Cermis oppure il caso Calipari).
Poi la giostra mediatica è ripartita sul caso di Emanuela Orlandi: il fatto che siano arrivate sui giornali le farneticazioni di una presunta pentita che dice di averla portata da un sacerdote, averla vista distruggere dentro una betoniera a Torvaianica, e varie altre amenità sembra quanto di più artefatto si possa pensare (c'è un limite a quanto può spararle grosse un essere umano, non penso che sia carino ma qualcuno in quella sala interrogatori le avrà detto "Ma per piacere.....").
Eppure pagine e pagine su sta cosa, a parlare di Marcinkus dello Ior di Calvi etc.......
Anche in questo caso una parte di me vorrebbe che la madre di quella ragazza trovasse una chiusura a questa triste vicenda, l'altra parte di me è purtroppo convinta che la verità sia stata piegata così tante volte da non essere più in grado di ritrovare la forma originale.
Mi rendo conto che è ingiusto che ci sono delle vittime (non tanto i morti ma più che altro i vivi) che continuano a chiedere giustizia ma mi chiedo quale giustizia ci possa essere nell'ennesima realtà di comodo fabbricata in assenza di altro.
A questo proposito può essere utile leggere questo articolo di Giancarlo De Cataldo su Repubblica di oggi.
Alla prossima
Rampa
venerdì 20 giugno 2008
Bello, mi piace, si stampi!
Audio consigliato: Harry Belafonte "The lion sleeps tonight"
Questo link è un regalo, leggete e meditatene tutti.....
E ora tutti al PalaVobis
Alla prossima
Rampa
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E ora tutti al PalaVobis
Alla prossima
Rampa
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