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venerdì 17 agosto 2012

Le cose cambiano.....

Audio Consigliato: Donovan "Sunshine Superman"

Com'è come non è le cose cambiano, talvolta con grandi movimenti, talvolta con piccoli passi.
Tipo: l'indirizzo di questo blog è sempre stato "http://diffusipiovaschi.blogspot.com" (il .com ha vari significati, tra cui la domiciliazione fisica dei server e la ricaduta legale delle responsabilità dei contenuti), all'improvviso senza avvertimento alcuno, Google (che è la proprietaria di Blogger, che è la società che gestisce blogspot) ha reindirizzato tutti gli indirizzi su alias italiani.
Spiego: se guardate adesso l'indirizzo di questo blog è "http://diffusipiovaschi.blogspot.it". Visto? Piccola differenza, direte voi, ma è lì che si nasconde il diavolo.
Sembra una risposta un po' stronza ed un po' no alla annosa questione della responsabilità dei contenuti. Mi sa che quando mettiamo alle grandi aziende (anche Google, ma pure Twitter, e Facebook) la bandiera di "portatrici del sapere" e "difensori della libertà" ci stiamo fidando un pelo troppo di persone che alla fine lo fanno per lavoro.

Per me, nel mio piccolo orto, non cambia nulla, davvero. Mi sono sempre ritenuto abbastanza responsabile di quello che scrivo e non ho mai avuto bisogno di nascondermi dietro un qualsiasi tipo di immunità, ma per altri? E cosa divide (adesso o in futuro) la responsabilità di ciò che si scrive (ed il conseguente dovere di rettifica) dalla censura? Penso che la fantomatica opinione pubblica dovrebbe essere un po' più accorta nel giubilare o nel condannare le persone, le ditte i marchi ed i prodotti nel nostro tempo. Farsi delle domande serve, sempre, per capire cosa si nasconde dietro alle mosse più semplici. Ah, serve anche per trovare delle risposte, anche se talvolta è secondario.

Alla prossima
Rampa

venerdì 23 marzo 2012

Le tecnologie rimaste....

Audio Consigliato: Annie Lennox "Revival"

Per lavoro mi sono dovuto occupare del sito dell'Inps. E' un bel cinema. giuro.

E' un sito bellissimo, quello dell'Inps, giuro. Ma come al solito in Italia ci manca la mezza misura. Per tutti coloro che non sono mai andati all'Inps (mi riferisco a quella della città dove abito, magari qualcuna è organizzata meglio!), spesso si tratta di una trafila lunga di code che fanno perdere del tempo.

Il piano, hanno detto è quello di portare tutto sull'Internet, quindi niente code, ma tutto raggiungibile a qualsiasi ora del giorno e della notte. E quelli che non sono su internet? Niente code, tutto disponibile ad ogni ora del giorno e della notte, su Internet, facile!

Quindi dal giorno alla notte, passiamo dal medioevo all'era dell'ipertesto. E, non fraintendetemi, penso che sia un bene, solo che forse un passaggio un po' più graduale avrebbe funzionato meglio, ma sono magari solo fisime mie.

Comunque, il meccanismo per avere l'accesso è questo: ci si iscrive attraverso il proprio codice fiscale, questo genera un pin di accesso.
Siccome il diavolo sta nel dettaglio, il pin non viene dato tutto e per intero dalla rete ma viene spedito a casa. Tutto? No solo metà. Una volta ottenuta la prima parte del codice, la seconda viene data attraverso una posta elettronica e poi si può accedere.

A parte la caratteristica di spedire le cose via posta (e vabbè!), quando ti arriva il pin sulla pagina c'è una specie di facsimile di una carta di credito in cui è già scritta la prima parte del codice, nell'idea dell'ideatore dovresti scrivere la seconda parte del codice, poi tagliare il tutto e conservarlo assieme alle cose più care fino al momento del bisogno.

E fino a questo punto funziona tutto.Appena però, dopo qualche giorno ricevo il codice, scrivo la mia parte sul foglietto e tutto contento me ne vado sul sito.

Al primo login mi riconoscono e mi danno un altro codice. Poi mi buttano fuori per farmi rientrare.
Vi ripeto la frase che magari vi è sfuggita.
Al primo login mi riconoscono e mi danno un altro codice. Poi mi buttano fuori per farmi rientrare.

Grande, vero? Allora qualcuno mi dice qual'è il senso di tutta questa procedura? Se mi dai un codice usalo, non cambiarlo alla prima occasione, non ha senso, ma proprio nessuno. Mi sembra veramente una cosa da terzo mondo.
Conosco siti porno che hanno meccanismi meno complicati (alcuni dei quali si riescono a portare a termine con una sola mano! Scherzo!), e ci girano soldi su quei siti! Cioè io capisco tutti, ma dico tutti i problemi di privacy di sicurezza ma non ha senso rendere l'intero processo un casino a motore!

Sembra quasi che la nostra pubblica amministrazione abbia scoperto le nuove tecnologie ma alla fine della fiera non sappia precisamente cosa farsene. E di nuovo mi ritorna in mente una filastrocca da bambini "un passo avanti, due indietro, una giravolta....".

Alla prossima
Rampa

venerdì 28 ottobre 2011

Di morte ed altre facezie

Audio Consigliato: Billy Ocean "When the going gets tough, the tough gets going"

Ci sono delle considerazioni che valgono sempre quando si parla della morte. La frase tipica è "se ne è andato troppo presto" (anche se si parla di un anziano 110enne, fateci caso è sempre quella che si dice!) oppure un'altra che mi fa impazzire è "non ce lo stavamo aspettando" (eppure, razionalizzando, dovrebbe essere l'esito di tutte le esistenze).

Ma è non proprio di questo che voglio parlare, ma di Internet, del buon gusto e di tutto il resto. Andiamo con ordine, Vasco Rossi, il cantante, che di questi tempi non sembra aver molto altro da fare, all'indomani della morte di Marco Simoncelli, ha messo su Facebook il suo sdegno perché su Nonciclopedia (sempre lei) erano uscite delle battute di cattivo gusto nei confronti del pilota.

Posto che il buon gusto è una dote acquisita e non ci si nasce (e pure non è una qualità richiesta per proseguire nella vita, c'è gente con cattivo gusto che vive serena), e che è veramente difficile scherzare sulle persone morte, non mi sento di dare ragione a Vasco.
Spiego: che cosa c'è di diverso da Marco Simoncelli, da Steve Jobs e da Amy Winehouse? A parte il fatto che sono tutti morti, ben inteso!

Amy Winehouse, una cantante con una voce meravigliosa, è stata trovata morta nella sua casa. Per mesi si è parlato anche su giornali seri di come la sua vita si è praticamente bruciata nell'alcool e nelle droghe, si è intervistato il pusher che si diceva avesse portato la dose letale. E bla bla bla....
Nessuno ha intervistato i fotografi che le andavano a comprare l'alcool e glielo passavano dalla finestra di casa per poi vendere le sue immagini da sbronza? Quanti hanno dedicato più di mezza colonna al fatto che quando è morta non era drogata, aveva semplicemente bevuto troppo? Eppure i titoli che ne sono usciti sono stati ben peggio di una battuta di dubbio gusto (poi ci sono state anche le battute di dubbio gusto, ma non è esattamente questo il punto). Fateci caso.

Steve Jobs, il Leonardo da Vinci del nostro tempo (già, vero, anche se "Be hungry. Be foolish." era probabilmente la cosa meno importante del discorso di Stanford, eppure lo hanno citato tutti), alla sua morte "prematura" è stato un florilegio di barzellette e di immagini alcune carine altre veramente brutte altre ancora di dubbio gusto. La "i" aggiunta di fronte a qualsiasi cosa è una maledizione che ci accompagnerà in saecula saeculorum per molto tempo. Eppure nessuno ha parlato del fatto che, pur essendo una persona molto intelligente, il suo approccio ad una malattia come il tumore al fegato è stato un po', per così dire, infantile (almeno a leggere la biografia).

Marco Simoncelli, bravo ragazzo, uno con cui si potrebbe passare una serata divertendosi senza dubbio. Ma è anche uno che veniva pagato per andare su una moto a 280 km l'ora ed a quella velocità ci è morto. Eroe, forse non è la frase più giusta. E ci sta che la gente ci faccia dello spirito sopra.

Tutto questo per dire che se tutti siamo simili di fronte alla morte non tutti siamo simili di fronte ad un pubblico. Se sei un operaio che muore sotto un'impalcatura difficilmente ti faranno barzellette e battute, se sei uno famoso ne avrai di belle, che avrebbero fatto ridere le avessi lette, e di brutte, che ti avrebbero fatto incazzare. Quindi uscite come quelle di Vasco sono, secondo me, più censoree che altro. Per due motivi: il primo è che se hai lasciato un buon ricordo sicuramente le voci della gente che ti vuole bene saranno più forti, il secondo è che se sei una persona pubblica questo ti rende automaticamente esposto al cattivo gusto degli altri ed in fin dei conti sei tu che decidi come vuoi essere ricordato.
L'ho già detto altre volte: Internet è una creatura nuova e strana, ma ha tante similitudini con cose che già conosciamo. Se vedi un programma in televisione che non ti piace, puoi cambiare canale, pensando che a qualcuno piacerà, oppure puoi lottare perché nessuno lo veda, nel primo caso si chiama libero arbitrio, nel secondo?

Alla prossima
Rampa

mercoledì 5 ottobre 2011

Peggio della Cina?

Audio Consigliato: Adele "Rolling in the deep"

Siamo in guerra, in piena guerra. Non lo sapevate, allora sapevatelo! E c'è poco da fare è un conflitto che non è iniziato certo questo lunedì, è un conflitto che è in atto da anni, forse addirittura da decenni.

Ma ricostruiamolo con ordine: una delle prime cose che si è capita di Internet (anche se qualcuno, ancora oggi fa le orecchie da mercante!) è paritetica. Significa che a prescindere dalla qualità del collegamento che ti ritrovi sei in potenza fruitore (lettore, visualizzatore) e produttore (scrivi su blog, come questo, carichi video, fai tutteecose....).

Poi puoi farle più o meno professionalmente, più o meno belline ma il punto di questa discussione non è questo.
Puoi produrre avvalendoti di ciò che gli altri hanno già prodotto (un amico, anni fa, faceva siti dicendo "sicuramente posso copiarlo da qualcuno"), ma puoi creare qualcosa di nuovo, farina del tuo sacco. Alla fine, comunque c'è chi crea e c'è chi copia.
Così come c'è chi commenta e questo a determinati produttori di testo non piace (per esempio i giornali). Difatti da un anno a questa parte se guardate i siti dei giornali, in fondo agli articoli c'è la scritta "riproduzione riservata". Possiamo leggerli ma non possiamo citarli? Non credo. Nel senso che come in tutte le cose ci sono maniere giuste e maniere sbagliate. Un conto è citare l'articolo senza citare la fonte un conto (come per esempio faccio in questo blog) è citare l'articolo e linkare la fonte. Ma pare che mandare gente sul loro sito non basti a questi geni.....

In un clima di confusione su ruoli e fonti di questo genere, è molto facile che si arrivi ad eccessi. Certo che quando gli eccessi li mettono in campo degli avvinazzati, si ride un po', si scuote la testa e fine. Quando sono i legislatori ad eccedere l'intero senso della partita cambia, in peggio.

Arriviamo all'ennesima riproposizione di un tentativo di imbavagliare parte di questo meccanismo, con il famigerato ddl sulle intercettazioni. E fino a qui, quasi tutto bene, se mettiamo in conto che sono quasi due anni che parliamo di questo e non, giusto per fare un esempio, di come far ripartire una economia sull'orlo dell'asfissia.

Oggi vedo questo, e questo. Il primo è un segnale di allarme c(che ha fatto addirittura parlare i telegiornali di internet), il secondo è una bella simulazione del futuro prossimo. E' questo quello che tutti voglio dalla rete? E' questo quello che si intende per neutralità della rete?

Io penso che, al netto delle proprie idee, Internet sia uno strumento fantastico, per trovare informazioni, per confrontare notizie. E' uno strumento onesto, niente rimane impunito, una qualsiasi bugia, messa al vaglio della rete, crolla. Ma non è uno strumento semplice, bisogna porci attenzione, perché ha una cosa che la televisione non ha. Richiede interazione e persone che interagiscono pensano, e persone che pensano, sono pericolose perché appunto pensano. Meditate su questo.

Alla prossima
Rampa

giovedì 23 luglio 2009

Famo a capirse......

Audio Consigliato: Sergio Cammariere "Tutto quello che un uomo"

Si sa, gli australiani sono gente strana. Vedono l'acqua girare al contrario nel lavandino (quello potete vederlo pure voi, qui!). Sono una popolazione di pronipoti di galeotti, quindi un po' di malandrinità (!) nel sangue ce l'hanno pure.
Però.....
Mentre noi in Italia (e in questa parte del mondo in generale, a dire il vero!) siamo più preoccupati da quello che appare in rete, dalla responsabilità di annuncio, da intercettazioni, loro, dicevo, hanno un'altro tipo di preoccupazione.
Vedo questo articolo sul Sydney Morning Herald:
The Queensland Police fraud squad says it will be the first police force in the world to go on "wardriving" missions to warn homes and businesses if their wireless networks are not secure.
In italiano:
La squadra antifrode della polizia del Queensland ha annunciato che sarà la prima forza di polizia a fare "wardriving" per avvertire le case e le aziende se le loro reti wi-fi sono insicure.
Per i meno avvezzi, fare "wardriving" significa andare in giro con un portatile o un palmare dotato di connessione wi-fi e testare le reti. L'articolo parla inoltre di una campagna di sensibilizzazione per convincere i venditori di appliances wireless (router, modem, etc....) a "educare" i propri acquirenti.

Questo approccio segna una differenza da quello italiano. In rete si possono commettere reati e il modo di affrontarli deve essere nuovo ed all'avanguardia, non di chiusura verso la rete in toto, ma di chiusura verso i reati in toto.
Chissà che qualcuno impari!

Alla prossima
Rampa

mercoledì 8 luglio 2009

Sciopero, sciopero, sciopero.........

Audio Consigliato: Edoardo Bennato "In fila per tre"

Dal blog di Dario Salvelli, una spiegazione, pacata, semplice e circostanziata del perchè il ddl Alfano sia una vaccata di dimensioni medio-grandi, partorita da persone che di Internet ne capiscono esattamente quanto io ne capisco di mazurka (ed io non ci capisco assolutamente nulla di mazurka!).

Nei giorni scorsi mi avevano girato questo articolo di Filippo Facci, che esprime un altro lato della situazione.

Alla luce, ho pensato a che ruolo hanno i blogger, adesso. Io, per quel che mi riguarda, non mi reputo un blogger ma una specie di turista dell'informazione, cui piace, per chiarezza, mettere per iscritto i propri pensieri. Non faccio la notizia, la commento.

E, più in generale, sono convinto che i blogger siano quanto di più lontano ci siano dai giornalisti. Sono dei commentatori, che si svegliano alla mattina, con il caffè in mano vanno verso il pc, lo accendono, leggono una serie di giornali o di fonti, ed aggregano commentandole le notizie (io almeno faccio così!).

I giornalisti vanno a caccia della notizia, i blogger vanno a caccia di quello che scrivono i giornalisti, correlano, scartabellano, si informano, fanno un po' la coscienza della rete...... Poi hanno la fortuna che in questo momento la rete è migliore, e di molto, della memoria di tutti, tutto lascia una traccia, tutto lascia un segno.
E' molto più facile ora sbugiardare qualcuno che, per esempio, dieci anni fa.

Onestamente non so se sia meglio o peggio, però adesso è così. E se questo è il ballo......

Alla prossima
Rampa

martedì 26 maggio 2009

Parlando di privacy....

Audio Consigliato: Negrita "Radio Conga"

Sul blog di Zambardino, trovo questo. Che è molto interessante. E' il giudizio sull'approccio alle tematiche di Internet da parte della politica.
A parlare è Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante dei dati personali, è, o gaudio o gioia, mi sembra finalmente di sentire qualcuno che il problema se lo è posto e prova a pensare a delle possibili soluzioni non all'insegna del controllo completo o della censura.

Speriamo e se seren sarà si rasserenerà.

Alla prossima
Rampa

sabato 23 maggio 2009

Download uplift.....

Audio Consigliato: Wilco "War on War"

Leggo dal blog di Wil Wheaton che la band Wilco, ha diramato il seguente comunicato:

Well, we made it nearly a month with copies of Wilco (the album) floating around out there before it leaked. Pretty impressive restraint in this day and age. But the inevitable happened last night. Since we know you're curious and probably have better things to do than scour the internet for a download (though we do understand the attraction of the illicit), we've posted a stream of the full album at http://wilcoworld.net/records/thealbum/.
Feel free to refer to it as "wilco (the stream)" if you must. We also have our usual guilt abatement plan for downloaders. If you have downloaded the record, we suggest you make a donation to one of the band's favorite charities, the Inspiration Corporation -- an organization we've supported in the past & who are doing great work in the city of Chicago. Information and donation button here: http://inspirationcorp.org/. That's all. Enjoy the stream.
Tickets for summer shows, etc. http://wilcoworld.net/tours/ Note that we'll be holding a free online midnight screening of the "Ashes of American Flags" film this Friday night (at both midnight US Central time and again at midnight Pacific). So get the popcorn or whatever together and be sure to log on and tune in on Friday.
Wilco HQ
Che traduco nei suoi punti salienti....
Ok, siamo riusciti a far girare le copie di Wilco (the album) prima che uscisse sulla rete. Un controllo abbastanza impressionante di questi tempi. Ma l'inevitabile è successo ieri sera. E visto che sappiamo che siete curiosi e probabilmente avete di meglio da fare che girare per internet alla ricerca di un download (anche se capiamo l'attrazione per l'illecito) abbiamo postato l'intero album in streaming......
...... Inoltre abbiamo un piano di "abbattimento del senso di colpa" per coloro che lo hanno scaricato. Se l'avete fatto, vi suggeriremmo di fare una donazione ad una delle opere di carità preferite dalla band a......
Questa è una risposta diversa e matura alla rete, secondo me. Nel senso che invece di partire lancia in resta con avvocati, ingiunzioni, si raggiunge la coscienza dei propri fan.
Assolutamente non male. E non sono nemmeno i primi.
Ci son parecchi gruppi che mettono i propri album direttamente a disposizione online (e non tutti sono gruppi di artisti alle prime armi, mi vengono in mente i Green Day), e non mi pare che nessuno di loro sia fallito, anzi.

Di fronte a questi fenomeni (ma anche fenomeni come hulu.com ed altri), leggi come quella proposta dalla Carlucci (ne ho già parlato qui e qui), come la proposta di legge francese, diventano sempre più anacronistiche ed impraticabili.
Secca che nessuno se ne accorga......

Alla prossima
Rampa

mercoledì 1 aprile 2009

Risate Convulse 1-4-09

Audio Consigliato: Elio e le Storie Tese "Burattino senza Fichi"

Da un lato sicuramente più tranquillo rispetto al post di ieri, oggi sghignazzo su questo.

Allora, la risposta di Matteo Bordone sta qui. Il commento da cui tutto è partito sta qui. Già il fatto che il giornalista colpevole della tirata sul sesso si chiami Merlo, ecco, quello, fa già ridere.

Passi che mi hanno fatto scompisciare:
I milioni di persone che oggi godono della pornografia lo fanno, come me, da molti anni. Ci terrei a farle notare che sono la maggioranza della popolazione: una maggioranza varia, sana, inserita, senza piaghe da decubito. In tutta Italia esistono (anche se stanno chiudendo) videoteche che hanno resistito all’offensiva di Blockbuster solo per via del porno (che le grandi catene non vendono). Ma lasciamo stare le videocassette e i DVD, lasciamo stare Colpo Grosso o la Magic America su Rete55 (grazie, Marano, per quelle notti) e lasciamo stare anche i giornaletti comprati dall’edicolante connivente o trovati nei boschi. Passiamo alla rete, perché mi pare che, come al solito, il fatto che tutto questo avvenga in rete la intrighi e disturbi di più (la rete è un po’ il punto esclamativo della sociologia da quotidiano).
Il punto esclamativo!!!! Inarrivabile.

Alla prossima
Rampa

giovedì 26 marzo 2009

Controllo delle Libertà!!!

Audio Consigliato: Gnarls Barkley "Run"

Dopo che qualche giorno fa avevo scritto questo, oggi su wittgenstein vedo il link a questo commento di Alessandro Gilioli su Piovono Rane, uno dei blog ospitati sul sito dell'Espresso.
Il commento è qui, e in pratica è la risposta alle polemiche dell'Onorevole Gabriella Carlucci.

Con delle simpatiche risposte.
La Carlucci scrive:
Internet oggi è un canale di diffusione di messaggi e contenuti che purtroppo si presta a diffondere notizie vere, ma si presta anche ad essere luogo virtuale e difficilmente controllabile nel quale commettere reati gravissimi o praticare l’illegalità.
Gilioli commenta:
Anche la via dove abito io è un luogo dove si possono commettere illegalità. Ma non sarebbe una buona idea mettere un poliziotto ogni dieci metri a chiedere i documenti a tutti i passanti. Altrimenti si chiama Stato di polizia.
Oppure:

La Carlucci scrive:
In tal senso, per quanto riguarda il reato di diffamazione, chi mi accusa, in realtà pretende il diritto di rimanere anonimo per avere la libertà di calunniare gli altri senza pericolo di essere perseguiti o senza dare al diffamato alcuna possibilità di potersi difendere. Anche qui la domanda sorge spontanea: se si muove una critica o si esprime un’esplicita accusa verso qualcuno e si è coscienti che quanto affermato corrisponda a verità, non si comprende la necessità di celarsi dietro il paravento dell’ anonimato.
Gilioli commenta:
A parte il fatto che l’anonimato propriamente detto in Rete già non esiste perché ci sono gli indirizzi IP da cui la polizia postale può arrivare quasi sempre all’autore di ogni contenuto, non capisco perché - ad esempio - un tipo che fa l’operaio alla Tubi Rossi debba firmarsi con nome e cognome se scrive on line che nella sua azienda non vengono rispettate le norme di sicurezza. E’ un esempio tra mille, naturalmente: il fatto è che il testo Carlucci semplicemente vieta di inserire contenuti anonimi, quindi allontanerà dalla Rete un sacco di persone che per le più svariate ragioni non vogliono apparire. L’effetto rischia di essere quello già ottenuto dal decreto Pisanu, che ha tarpato le ali all’Wi-Fi in Italia. Non propriamente un successo, in termini di sviluppo e innovazione.
E questo viene fatto notare ad una persona che si vanta di aver interpellato esperti (Davide Rossi, presidente di Univideo, è divenuto famoso per la frase: "Internet fa del male alla società." Alla faccia dell'esperto.) che le hanno parlato dei pericoli della rete.
A questo punto, ma io sono uno che pensa male, mi viene il dubbio che gli esperti siano gli stessi che ha intermpellato il Governo Cinese (che ultimamente ha bloccato youtube, dopo aver bloccato intere parti di web, colpevoli di portare idee non conformi al regime).

A questo punto ci dica, Onorevole Carlucci, a prescindere dall'uso non legale di internet e sto parlando non solo dei downloader, ma anche dei pedofili, delle reti con finalità terroristiche, come vogliamo tutelare in 90-95 per cento delle persone che usano internet normalmente comprendoli di controlli?

Vogliamo fare come la legge Urbani? Qualcuno se la ricorda? Era una figata, perchè richiedeva la creazione di un unico archivio di tutti i siti web .it in cui si sarebbero dovuti mandare copia dei contenuti in rete. La cosa da ridere era che i contenuti sarebbero dovuti essere mandati in simpatici floppy disks (!) e mandati nuovamente ogni volta che "il contenuto online fosse cambiato" (ecco prova a pensare a questo blog, ogni volta che io scrivo un post, ogni volta che qualcuno scrive un commento, io prendo copio tutto su CD e con raccomandata con ricevuta di ritorno mando tutto a Firenze).
Assolutamente demenziale, creata da persone che di Internet non sanno e non vogliono sapere e tentano disperatamente di applicare concetti tratti dal mondo editoriale o da altri mondi che con la rete non hanno nulla a che fare!

Onorevole Carlucci, se una regolamentazione di Internet deve essere data, e ne deve essere data una, intendiamoci, deve essere fatta da esperti, molti di quali sono immersi nella discussione da ormai anni. Non sarà certo un intervento lobbista a risolvere il problema, almeno credo.

Alla prossima
Rampa

lunedì 9 marzo 2009

Risate convulse 9-3-09


Audio Consigliato: Pete Gabriel "Digging in the Dirt"

Quando l'innovazione incontra la competenza ed assieme vanno a prendere il caffè con l'ingerenza!.
Dal Blog di Mantellini, vedo questo.

Si tratta di una proposta di legge di Gabriella Carlucci (anzi dell'Onorevole Gabriella Carlucci, detta anche "io posso pure parcheggiare con la mia Porsche sul marciapiede in contromano, con le quattro frecce, perchè mi va!") che sotto un manto di proposta per "regolamentare l'internet" contro la pedofilia, propone invece una legislazione antipirateria.
Come nella tradizione del 2.0 il disegno di legge è scaricabile dal sito della Onorevole in formato ".doc".
Poi si guardano le proprietà del documento (immagine in alto a sinistra).
Davide Rossi di Univideo potrebbe essere lo stesso Davide Rossi che è il Presidente della Unione Italiano Editoria Audiovisiva.
Le mie risate aumentano esponenzialmente.....

Alla prossima
Rampa

mercoledì 4 febbraio 2009

Frattaglie.....

Audio Consigliato: Simon & Garfunkel "Sound of Silence"

Torno da fuori città e dalla bloggosfera linko:
- un altro articolo sulla storia di Eluana Englaro, che forse (ministri malati di protagonismo permettendo) sta per finire.
- forse ho capito il disegno diabolico del Vaticano, prima gli togliamo la scomunica, poi adesso che si è rilassato lo facciamo ritrattare le stronzate che gli capita di dire, tutto chiaro, no? Beh, leggete qui.
- Kiefer Sutherland parla di 24 sul Guardian.
- poi quando in questi tempi di crisi, leggo la storia della Vestergaard Frandsen mi si scalda un po' il cuore.
- la love-story Frattini(ministro) e Chantal (dermatologa) è finita. E vabbè, dovevo abbassare un po' il tono ma forse ho ecceduto.

Passo e chiudo
Alla prossima
Rampa

giovedì 15 gennaio 2009

Il Grande Fratello

Audio Consigliato: Amanda Palmer "I Google You"

Leggo questo articolo qui. E la cosa un po' mi sgomenta. Ma non tanto.......

Ho accettato da un sacco di tempo che parte della mia vita, probabilmente una parte rilevante e per fortuna non tutta, è salvata da qualche parte.
E' salvata nei server dei provider di posta da cui mi servo, è salvata nelle telecamere che mi inquadrano per strada, nelle strisciate (si chiamano proprio così, non guardate me!) della carta di credito.
L'esperimento del giornale francese è ripetibile per praticamente chiunque. Gli americani (che in queste cose, solo in queste cose sono molto avanti) ci hanno creato perfino un verbo "to google" (che sta per cercarsi su, appunto, il motore di ricerca di google, si mette il proprio nome e si schiaccia invio).
Nella realtà delle cose, ci sono ditte che in sede di assunzione consultano il profilo di facebook del candidato, giornalisti che si affidano quasi totalmente a wikipedia per compilare gli articoli.

Un po' il naturale esibizionismo delle persone (e senti da che pulpito......) un po' il sano voyerismo (perchè per ognuno che si esibisce ci deve essere anche un pirla che lo guarda altrimenti il gioco non funziona!) stanno permettendo che tutta la vita venga tracciata, sempre, sia che lo vogliamo sia che non lo vogliamo.
Da un certo punto di vista non so se questo sia un bene o se sia tutto un male.

Vero è che adesso è il momento del social network dove tutto è condiviso, c'è molto "hype" (leggete questo post, se vi va) e quando arriverà la prossima cosa "bellissima" staremo tutti a chiederci il perchè.

Alla prossima
Rampa

La realtà è molto meglio della fantasia!

Audio Consigliato: Claudio Lolli "Ho visto anche degli zingari felici"

Allora guardo le gallerie di Repubblica, un mio piccolo piacere proibito. In mezzo alla mole di tetteeculi (si lo so l'ho scritto tutto attaccato! Va bene così, non è un errore, giuro!) c'era pure questa.

Ora sono convinto che Michael Jackson sia ormai ridotto ad un fenomeno da baraccone, che la reale innovazione delle sue musiche sia finita con "Off The Wall" e forse che ci fossero ancora dei singulti creativi in "Thriller" e forse ma forse in "Bad".

Adesso, dopo tutti i casini del processo, dopo tutte le malattie vere o presunte (reali o immaginarie), rimane solo un pagliaccio inseguito da paparazzi infoiati a caccia di fotografie che non aggiungono nulla alla storia ma molto alla guardonaggine di NOI (mi ci metto pure io!) pubblico.

Poi il fatto che abbia chiamato un figlio Blanket (che in inglese sta per coperta) e lo faccia andare in giro con il volto coperto da un sudario, aggiunge molta tristezza a tutto l'insieme.

Alla prossima
Rampa

mercoledì 31 dicembre 2008

World Wide Persons

Audio Consigliato: Micheal Jackson "Bad"

Notizia di oggi: Wikipedia ha bisogno di fondi, per la precisione di 6 milioni di dollaroni per tenere aperto tutti i suoi servizi per almeno un altro anno.

Embè?

Beh, innanzitutto come scrive Jaime D'Alessandro oggi su Repubblica, provate a pensare a Internet oggi senza la Wiki (anche nonostante i dubbi della comunità scientifica - famosa una Bustina di Minerva di Umberto Eco sulla Wikipedia e l'Ornitorinco - e non sulla accuratezza delle informazioni ivi contenute) è un po' improponibile, nel senso che il sapere condiviso, al netto di distorsioni volute e non, è un bel punto di riferimento.
Però 6 milioni di dollari? Sapendo che la manovalanza della Wiki è volontaria e non retribuita? Mmmmm...... a me un po' puzza.

Questo a parte non sono così convinto che la pubblicità debba essere così aliena ad una iniziativa del genere (certo, con certi paletti non vorrei trovarmi di fronte a cose tipo "la voce wikypedia PTERODATTILO è offerta da L'ARANCIATA ESAGERATA!"), in modo che questa sia autosostenente....
Ma comunque, in un regime di iper-democrazia come quello della wiky (i quadri dirigenti sono eletti dagli utenti via e-mail) in teoria, l'unico costo vivo dovrebbe essere quello dello sviluppo e dell'hardware, e forse 6 milioni di dollari annui sono un po' tantini, che ne dite?

Alla prossima
Rampa

martedì 2 dicembre 2008

Qualche volta non rimane altro che scuotere la testa

Audio Consigliato: Pink Floyd "Keep Talking"

Questa è la traduzione di un post trovato sul blog di Peter David (l'originale è qui).

Qualche volta non rimane altro che scuotere la testa

Mi rendo conto che in questo periodo dell'anno dovremmo rendere grazie e lodare la nobiltà dell'animo umano. Ma come viatico per le vacanze natalizie, un giovane si è suicidato di fronte ad una webcam mentre c'erano persone connesse a guardarlo, a commentare o semplicemente a prenderlo in giro, per dodici ore prima che qualcuno pensasse a chiamare aiuto. Ed il Venerdì Nero (Black Friday così viene definito il primo Venerdì dopo il Thanksgiving quando iniziano gli acquisti natalizi) è iniziato in un Walmart dove gli acquirenti hanno sfondato una porta e letteralmente calpestato un lavoratore interinale, camminando sul suo corpo disteso a terra per raggiungere gli scaffali delle offerte. Sembra che la gente non capisca le cose che vede o che semplicemente non gliene freghi nulla. E non sono sicuro di cosa sia peggio.
Peter David

Senza altre parole
Alla prossima
Rampa

venerdì 28 novembre 2008

Lo scemo del villaggio globale.....


Audio Consigliato: Steppenwolf "Born to be wild"

Vado su Wittgenstein e nei link vedo questo. Si tratta di un commento su i fatti successi ieri in India a Mumbay e sull'effetto che questi hanno avuto sui network sociale, ad esempio Twitter.

Twitter è una delle creature del cosidetto web 2.0, si tratta, in parole povere, di un sito in cui ognuno può spedire dei piccoli messaggi, per dire al mondo dove si trova, cosa gli passa per la mente, cosa sta facendo, etc.
La particolarità di questo strumento sta nel fatto che l'utente le sue parole può mandarle via sms e queste appariranno sul video.
Significa che se ho delle persone che mi aspettano, posso dire loro in qualsiasi momento dove mi trovo, senza il bisogno di un pc e nemmeno di una connessione.

A Mumbay, nel pieno dell'attacco, c'erano molte persone che usavano twitter, che scrivevano le loro impressioni e che raccontavano quello che vedevano accadere di fronte ai loro occhi.
Forse è addirittura un abuso di informazione, scrive Stephanie Busani:
Ciononostante, nel caso di una così ampia disseminazione di informazioni, un grande numero di post su Twitter risultavano essere voci non confermate o grossolane invenzioni.
Questo mi porta a due considerazioni: il ruolo dei mezzi di informazione ed il chiacchericcio che ci circonda in tutti questi siti.
Su un versante più leggero, vi consiglio di leggere qui. Tanto per ridere un po'.

Alla prossima
Rampa

mercoledì 1 ottobre 2008

Certo che così è ancora più complicato!!!!!

Audio Consigliato: Elio e le Storie Tese "Born to be Abramo"

Spulciando a destra ed a manca, mi sono imbattuto in questo articolo, si parla di uno dei casi promossi dalla Riaa (un'associazione di case discografiche) nei confronti di membri di reti p2p.

Di fronte al fenomeno della pirateria informatica le suddette case discografiche avevano deciso di sparare nel mucchio, quindi avevano individuato un povero sfigato, avevano ottenuto tutti i permessi di perquisizione ed avevano costruito il caso su tutto quello che avevano trovato nel disco fisso dello sfigato.

Lo sfigato, anzi per la precisione, la sfigata si chiama Jammie Thomas, una donna disoccupata, ed in primo grado di giudizio era stata condannata a pagare 222 mila dollari (9250 per ogni file condiviso). Il giudice ha stabilito che il semplice fatto di condividere i file non significa che sia avvenuto passaggio di dati da un computer all'altro.

Non vi devo far immaginare come questa sentenza (siamo in un paese di diritto anglosassone, quindi la sentenza è legge che entra a far parte della legislazione del paese) sia una rivoluzione copernicana in tutto il casino p2p che c'è stato fino ad adesso?

Alla prossima
Rampa

martedì 19 agosto 2008

La bandierina un passo più in là.....

Audio Consigliato: Green Day "Warning"

Parliamo di pirateria informatica..... Nei giorni scorsi è esploso il caso di Pirate Bay (se ne parla un po' in questo articolo su Repubblica.it), le ripercussioni del quale sono estremamente interessanti, ma per parlare di questo partiamo da un po' più in là!

Si inizia nel 2007 quando la Peppermint Jam Music mandò a quasi quattromila persone in Italia delle richieste di accordo privato (una cosa tipo pagate 300 euro e non ne parliamo più) per evitare ulteriori ripercussioni. Ma come erano state individuate le persone? La casa produttrice di brani come "It's because i'm cool" di Mousse T aveva dato mandato ad una casa di software svizzera di setacciare varie piattaforme di file-sharing per trovare gli indirizzi (IP address) delle persone che avevano copie di quel brano nella loro directory condivisi.
Visto che solo con le stringhine di numerini non ci si può fare nulla, hanno ingiunto ai provider di dare loro indirizzi reali da accoppiare agli indirizzi internet. All'inizio non hanno avuto queste informazioni, poi hanno ottenuto una sentenza a favore da parte del TAR del Lazio ed hanno spedito tutte le loro letterine.
Alla fine si sono scontrati con l'authority della Privacy che ha detto loro che così non si fa!

Questo ci porta al casino Pirate Bay, si tratta di un sito di scambio file audio e video. In seguito ad alcuni scambi illegali il sito è stato posto sotto sequestro da parte della magistratura italiana.
Ok, tutto bene, c'è una legge la si rispetta. La cosa più interessante è il passo dopo. Quando un sito viene messo sotto sequestro qualcuno, di solito la polizia postale, contatta il provider del sito e chiede cortesemente di sostituire la pagina del sito con una pagina in cui si spiega il percosa ed il percome quel sito è stato posto sotto sequestro.
Questa volta la pagina di www.piratebay.com punta ad un indirizzo facente parte della rete interna di Ifpi (www.pro-music.com) ed alcuni hanno anche scoperto che questa pagina tiene anche nota degli IP dei navigatori che ci passano, fossero anche semplici curiosi.
Ora non riesco a capire quale ordinanza di quale tribunale permetta ad un azienda privata di registrare gli indirizzi IP di semplici passanti? Mi vengono in mente giusto un paio di motivi per cui questa cosa sembra violare la privacy di chiunque.
La cosa che mi sconvolge è che a parte i soliti nerd nessuno si è accorto di nulla.
Certo che se il futuro è carico di Iphone che vengono controllati da remoto e di normative sulla protezione della privacy con la stessa consistenza della gelatina di ciliege, siamo messi molto male!

Alla prossima
Rampa

giovedì 3 luglio 2008

Quando il genio e la sregolatezza.......

Audio Consigliato: Spin Doctors "Jimmy Olsens's Blues"

Di questi tempi in America in una parte della popolazione creativa americana i neuroni girano a mille.
Questo per dire che c'è gente che si sta stufando che la maggior parte dell'industria (così viene chiamata laggiù quella mandria di persone che fa soldi con il cinema, la musica, l'entertainment in senso stretto) sia gestita da menti in cerca del guadagno spropositato.
Prova ne sono il relativo insuccesso dei reality (dopo un po' la gente si stufa di vedere altra gente che passa il tempo a far casino di fronte alla telecamera) prova ne sono le community di musicisti che fanno musica da scaricare gratuitamente da internet, prova ne è che un colosso come Itunes (di mamma Apple) ha deciso ormai da un anno di togliere qualsiasi Applet DRM dai suoi file.
C'è stata una mezza sollevazione quando la settimana scorsa la ABC ha impedito di registrare i programmi ai Media Center Americani.
In un panorama del genere cominciano a spuntare cose interessanti.
Una di queste è "Dr. Horrible Sing-Along Blog" (e qui è un casino tradurre, i sing-along sono delle specie di Karaoke in cui gli spettatori vengono spinti a canticchiare i motivi assieme ai personaggi, in alcuni c'è perfino la pallina che indica a che punto siamo del sottotitolo, cosa centri questo con un blog, nessuna idea).
Il sito è qui, ed in linea c'è già il trailer, la mente dietro questa follia è Joss Whedon, uno degli scrittori più immaginifici di Hollywood, il genio dietro serie televisive come Buffy, Firefly, Roseanne, insomma uno tosto.
Fra gli attori ci sono Neil Patrick Harris (della serie "How I Met Your Mother" ma anche di "Doogie Howser, MD" di Starship Troopers) e Nathan Fillion (di "Firefly" e "Serenity" ed anche "Desperate Housewives"), quindi anche gente nota e conosciuta.
La cosa assolutamente più divertente è il Masterplan della serie, la cosa funziona così.
La serie è composta di tre puntate da 10 minuti che andranno in streaming gratuito dal 15 di Luglio al 20 di Luglio poi saranno tutte tolte e diventeranno scaricabili a pagamento (si parla di "nominal fee" quindi sarà un fischiata di un paio di dollari o qualcosa del genere!) oppure ottenibili in DVD.

Potrei sbagliarmi ma mi sembra un tentativo d trovare una via diversa per raggiungere il pubblico, diversa dai palinsesti dei canali satellitari e terrestri, ed arrivare direttamente al pubblico.

A questo punto bisogna solo vedere dove tutto questo ci porterà.
Alla prossima
Rampa
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