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venerdì 18 marzo 2011

Due appuntini prima di cominciare......

Audio Consigliato: A-ha "Take on me"

Un paio di appunti prima che scoppi il merdone in Libia (e tutte le indicazioni dicono che scoppierà, ad opera dei Francesi).

  • Ieri si è avuta la notizia che i contratti dell'Eni in territorio libico sono stati confermati, pur essendo in questo momento le linee di produzioni ferme.
  • Gli investimenti libici (della famiglia Gheddafi) in Italia sono stati congelati.
  • L'Onu si sta mettendo in contatto con i ribelli.
  • Pare che l'Italia presterà le basi ai Francesi in caso di operazione.
  • L'Onu ci ha messo un sacco di tempo a decidere che i morti erano abbastanza, bisognerà tenere conto prima o poi di questa velocità decisionale.
  • La China non è contenta, la Russia sembra che un po' se ne freghi.
  • Manca ancora una posizione Europea totale, e questo non è sicuramente un bene.

Alla prossima
Rampa

mercoledì 23 febbraio 2011

Dubbi ed incertezze....

Audio Consigliato: Pink "Don't let me get me"

In seguito alle notizie di morti e feriti che arrivano dalla Libia, sorgono dei dubbi. Alcuni di quelli che sono sorti in me, li ho trovati qui (in un articolo di Sofri, Luca) e vi invito a leggerli.
Probabilmente per colpa del fatto che spesso penso che la ragione ed il torto non siano così ben divisi, belli ordinati e facili da capire, così come non penso di essere (io, la cultura che mi ha partorito, il mio modo pensare) nel "giusto" per partito preso, ho un enorme domanda su questa storia: e adesso?

Si esporta la democrazia (magari chiedendo aiuto alla coppia Bush figlio e Cheney, che sono diventati in otto anni di presidenza e vicepresidenza degli esperti indiscussi)? Si decide (tutta l'Unione Europea) che si fa un'operazione di ordine pubblico internazionale, dando una mano ai paesi e favorendo un certo tipo di ricambio istituzionale (guidato, tutorato, aiutato, facilitato da quelli che nel mondo hanno più interesse a che il Mediterraneo non diventi una polveriera!)? Li si invade e punto e basta?

Penso che questa sia una delle risposte più importanti e pesanti che dovrebbe essere fornita una politica estera di livello di oggi. Una politica che parta dal presupposto che "Se dai un pesce ad un uomo, mangerà per un giorno, ma se gli insegni a pescare, mangerà tutta la vita" e che per una volta metta da parte il tornaconto economico sul breve termine, per far partire un progetto a lungo termine.
Chi si prende l'onere di fare questa scelta? Chi vuole provare a diventare il più grande statista degli ultimi cent'anni ("No, Silvio, forse non è un lavoro per te, ma provaci pure, basta che tu non ti metta a far casino come al solito!")?

Alla prossima
Rampa

lunedì 21 febbraio 2011

Nel frattempo dall'altra parte del mare....

Audio Consigliato: Bon Jovi "Dead or Alive"

Sono solo io che vedo il problema che sulle coste del Mediterraneo nel giro di 40 giorni ci siano state tre insurrezioni con altrettante sollevazioni popolari che si sono concluse (o mentre sto scrivendo si stanno concludendo o si concluderanno) in un cambio radicale di tipo di governo?

Le cacciate di Ben-Alì, di Mubarak, le proteste contro Gheddafi, contro il principe del Bahrein, è possibile che vengano prese così sottogamba da governo italiano? E soprattutto nessuno che dice che un effetto così a catena non può essere solo il risultato di generazioni che hanno imparato ad usare Facebook e Twitter.
Certamente potrebbe essere un effetto a catena che accade in un clima di malcontento, fertile.

Ma dopo? Dopo abbiamo a che fare con una serie di paesi che sono sul bilico, fra due mondi, fra due culture. Se questi paesi non vengono "guidati" (e su i modi ed i tempi di questa guida, sono il vero busillis di tutto l'affare) verso delle forme di stato realmente democratiche (all'europea? all'americana?) corriamo il rischio di avere governi fondamentalisti (modello Algeria) molto vicino a noi.
Ancora una volta manca una risposta di qualità da parte della comunità europea, tutta, lasciamo che i singoli paesi faccianole proprie considerazioni ("Gheddafi, non l'ho chiamato mi sembra molto occupato e non vorrei disturbarlo!") e facciano la propria politica.
Speriamo che questa contingenza sia uno sprone a fare un passo avanti nel riempire di significati la COmunità Europea, che sembra per ora averne al suo interno ancora pochi.

Alla prossima
Rampa

venerdì 25 giugno 2010

Cambiamenti di opinione

Audio Consigliato: Simple Minds "Don't you (forget about me)"

Una vecchia battuta di un altrettanto vecchio film dice che ci sono due tipi di persone che non cambiano mai opinione: i deficienti ed i morti. Mettiamola così: sono ancora caldo!

Diciamo che ho sempre stimato Marcello Lippi, e nonostante la nazionale messa in campo per i mondiali, stimo molto questo suo prendersi la responsabilità, prima di tutto. Non stimo altre cose, tipo aver bruciato i ponti con i potenziali critici (che di solito è un atteggiamento un po' saccente, che funziona finchè dai risultati, ma quando toppi, lo paghi il doppio), oppure tipo aver guardato più alle persone che ai giocatori (altrimenti alcune scelte non si spiegano, per niente). Poi valgono i soliti discorsi: la palla è rotonda, rigore è quando arbitro fischia, e tutte quelle stronzate lì. Morale della storia: se questo è il meglio che il calcio italiano riesce a dimostrare è giusto e doveroso che si esca prima degli ottavi e chissà che questo non serva a ripensare all'intero movimento (cosa che onestamente dubito, ma sono solo pessimista io.....).

Il mio feeling con Antonio di Pietro, ha avuto nel corso degli anni, fasi alterne. Diciamo che ai tempi di Mani Pulite lo stimavo parecchio. L'ho stimato un po' meno quando si è messo in politica ed in testa di fare il politico di razza. Alcune sue ondivaghezze (il termine è quanto di più appropriato mi venga in mente!) non mi hanno sconfinferato. Poi ho letto anche articoli su quello che c'è attorno a lui (Filippo Facci, per dirne uno, c'ha il dente piuttosto avvelenato, poi qualche ideuzza interessante la tira fuori anche Gilioli, qui), e diciamo che il personaggio acquista delle ombre. Il fatto che gestisca un partito sempre più come un'azienda mi da un che di già visto.
Però (in questi post, ad un certo punto, c'è sempre un però, non so come mai.....) alcune delle battaglie che fa sono giuste, condivisibili, corrette e partono dall'inizio, un po' fottendosene delle regole della politica o di quella specie di "cortesia istituzionale" che qualche volta è un po' un bavaglio, ma che comunque dovrebbe far parte dello stile.
E' stato l'unico politico in Italia che ha fatto a Silvio Berlusconi delle domande su come è stato creato il suo patrimonio (questo è successo ben prima delle 10 domande di Repubblica, ed in quel caso Mr. B non ha risposto nemmeno attraverso un libro di Bruno Vespa), cosi come, all'indomani dell'investitura di Aldo Brancher a Ministro all'Attuazione del Federalismo, il nostro ha messo questo articolo sul suo blog.
L’ho detto all’alba, quando ancora la richiesta di appellarsi al legittimo impedimento da parte di Brancher non era stata avanzata. Ai cittadini vogliamo ricordare che il legittimo impedimento non è altro che un provvedimento ad personam che ha voluto Berlusconi per garantire l’improcessabilità a lui e ai suoi ministri. Un provvedimento che serve, è servito e sta servendo soltanto per assicurare a delle persone la propria impunità, spendendo per la costituzione di un nuovo ministero quei soldi che, invece, dovrebbero essere destinati alla parte più povera del Paese, ai lavoratori precari, a quelli del mondo della cultura, dello spettacolo, della scuola, ai giovani in cerca d’occupazione, al comparto sicurezza. 
E pur continuando a non stimarlo moltissimo non mi riesce proprio di dargli torto.

Alla prossima
Rampa

martedì 4 agosto 2009

Date loro dei croissant!

Audio Consigliato: Little Steven "Bitter Fruit"

Su Facebook, ammettiamolo, girano molte stronzate, però ogni tanto ci sono delle perle che meritano. Questa è dell'amico Gianni che ha linkato questo articolo della Stampa.
Le multinazionali stanno comprando zone coltivabili in attesa di un futuro in cui il cibo sarà una risorsa fondamentale ancor più di adesso.

Alla fine, gira e gira, è il solito discorso. Il grande che mangia il piccolo, e poi ci meravigliamo che i popoli africani tentino la fortuna immigrando verso i nostri paesi?
E' curiosa questa meraviglia, vero?

Alla prossima
Rampa

mercoledì 27 maggio 2009

Il vento del deserto..../2

Audio Consigliato: Cheb Mami "Così celeste"

Un'altra cosa che mi ha colpito dell'Egitto è la sporcizia. Sono andato in parchi naturali, ho nuotato su scogliere coralline e non ho potuto fare a meno di notare la presenza di immondizia, sotto e sopra il livello del mare di fianco alle strade in cumuli tanto alti che i reportage di Napoli fanno ridere.

Eppure non c'è un clima irrespirabile, non ci sono miasmi che ti prendono alla gola, non si vedono topi delle dimensioni di dromedari sguazzare allegramente fra sacchetti e bidoni.
Pensandoci, è un problema di cultura. Noi europei abbiamo imparato (non adesso ma addirittura nel Medio Evo) che le immondizie lasciate a macerare nel nostro clima piovoso ed umido ci portano carestie e pestilenze, quindi le gestiamo.
In un ambiente in cui sono passati 7 anni dall'ultima pioggia con una media di 28 gradi quello non è il problema, le immondizie non marciscono, si seccano e la parte più fastidiosa del loro impatto ambientale (diciamocelo non le buttiamo al posto giusto per amore dell'ordine, le buttiamo via perchè sennò puzzano) se ne sparisce nel giro di un paio d'ore.

E' un peccato perchè le spiagge con le sigarette e le cicche non sono belle a vedersi. Il problema deve essere più profondo, difatti mi ha stupito anche l'enorme quantità di edifici iniziati e non finiti, scheletri circondati dal deserto, segno di lavori abbandonati. Certo il turista medio non vuole andare a vedere la città, viene lì per fare il subacqueo o per andare a fare snorkeling, ma quando, prima o poi, si decideranno che anche tutto quello che c'è intorno merita un po' di importanza, forse cominceranno a cambiare un po' le cose.

Alla prossima
Rampa

domenica 24 maggio 2009

Il vento del deserto....../1

Audio Consigliato: Amr Diab "Lely Nahary"

Sono appena tornato da un giro. Medio Oriente e Africa, per la precisione, e l'unico paese che consente una simile alternanza è l'Egitto.

Certo la mia è una visione da turista che ha visto due facce della medaglia (la turistica Sharm e l'altrettanto turistica ma che anche trasuda umanità El Cairo e Giza).
Certo la mia sensazione è viziata dal fatto che un turista non vede la città ed i posti in cui passa, ma li assapora e basta.

Il Cairo mi ha fatto una sensazione di infinita miseria, panorami che assomigliavano alla Beirut dei telegiornali, senza i segni dei colpi di pistola. La guida ci faceva vedere lungo la strada quartieri definiti "abusivi" di case costruite come grandi scatoloni che man mano venivano ingranditi secondo la bisogna, la guida stessa ci diceva che nell'intera città ci sono circa 18 milioni di abitanti che quasi raddoppiano quando altri 10 milioni di pendolari vengono a lavorare. Il tutto costituisce l'80 della popolazione dell'intero Egitto.
La strada che abbiamo percorso correva in mezzo ad una immensa teoria di quartieri alveare sovrappopolati. Siamo passati di fianco ad un cimitero dove, secondo la guida, dormono e vivono 50mila persone. Poi in giro per la città i turisti sono assediati da persone che farebbero qualsiasi cosa per 50 centesimi di euro.

Nel ritorno all'albergo abbiamo fatto 500 km di pullman nel deserto, e mi sono fatto due considerazioni.
1) una volta che questo "scoprono" l'eolico ed il solare, noi siamo fritti.
2) forse l'hanno già scoperto ma non gliene frega poi tanto.

Alla prossima
Rampa

martedì 17 marzo 2009

Digiuno e astinenza

Audio Consigliato: Daniele Silvestri "Aria"

Sto leggendo il giornale e quando vedo gli ultimi pareri del mio andrologo di riferimento non posso fare a meno di scriverne.
Potete leggere le perle dell'esimio scienziato qui.

Ora, secondo me (potrei pure sbagliarmi) dire che "l'Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi, anzi aumentano i problemi" non è una posizione scientifica (almeno quanto non era una posizione scientifica quella di Jacob Zuma che dopo aver "presumibilmente" violentato una ragazza positiva all'HIV disse di aver risolto il problema del contagio con una bella doccia!).

Ed in un continente come quello africano in cui l'espansione del virus è continua e preoccupante, specie per problematiche di igiene (nei paesi in cui l'acqua è un lusso spiega tu che dovrebbero sciacquarsi subito dopo l'atto), di cultura (si vabbè che la castità è la castità ma dopo un po' la voglia è voglia!!!!), di tecnologia (se un africano medio riesce ad arrivare solo sporadicamente in contatto con un medico le moderne teorie di prevenzione e cura precoce se ne vanno in certo qual modo a farsi benedire!) magari il preservativo non è la soluzione, ma quasi certamente un buon tampone.

Ma questo probabilmente a Benedetto XVI non interessa, perchè mi pare che in questo periodo l'interesse principale della Chiesa sia il mantenimento del Dogma, rigido ed inviolabile quasi a non accorgersi che il mondo attorno è cambiato.
Quasi a non volersi accorgere......

Alla prossima
Rampa

domenica 7 dicembre 2008

Quando meno te l'aspetti....

Audio Consigliato: Bob Geldof "The Great Song of Indifference"

Oggi, dopo pranzo, spaparanzato sul divano, mi trovo di fronte la trasmissione Passpartout di Philippe Daverio.

Per chi non lo sapesse, si tratta di un piccolo programma in cui il critico d'arte parla di, appunto, arte con la particolarità di mettere in correlazione opere e concetti di diversa estrazione.
Lui è un appassionato di arte mitteleuropea, quindi spesso lo si vede in giro per la Germania e l'Austria, e di solito partendo da opere e mostre arriva a connessioni un po' particolari, ma quasi sempre molto interessanti.

Oggi parlava della Tunisia, ed il programma era partito dalle immagini di barconi e di immigrati, per arrivare a dei meravigliosi mosaici, alle regge dell'Africa del Nord e delle influenze che avevano avuto in Spagna (dove ci sono ancora delle Moschee bellissime o dove ci sono alcune parti del Palazzo dell'Alhambra che sembrano portate di peso dall'Africa).

Da ultimo, il critico d'arte ricordava che "se si instituissero più relazioni fra le due sponde del Mediterraneo, forse potremmo capire meglio le persone che ci raggiungono su barconi come abbiamo visto all'inizio".

Poi parte il telegiornale e c'è la notizia che Gheddafi vuole investire in Eni fino al 10%.
La domanda è: chi dobbiamo capire meglio, la cultura o i soldi? Perchè i soldi li abbiamo capiti bene, ma mi sa che è la cultura che ci manca!

Alla prossima
Rampa
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