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venerdì 16 settembre 2011

Il problema dell'Iva!

Audio Consigliato: Edoardo Bennato "Ok Italia"

Domani quello che è uno degli effetti più visibile della manovra entrerà in vigore. Si tratta dell'aumento dell'iva (meglio conosciuta come imposta sul valore aggiunto). Ora i miei lettori sanno che non sono mai stato tenero con l'acume finanziario di questo governo, ma veramente (probabilmente perché ce l'hanno proprio con me e le mie paranoie!) sembra che facciano a gara a stupire.
Ci sono almeno cinque ragioni per cui questa mossa è stupida oltre che inutile e probabilmente pure dannosa, che vado prontamente ad elencare:

  • La prima: ci troviamo in un periodi di stagnazione. Significa che ci sono pochi consumi, che la gente non compra perché le cose costano troppo oppure perché sono impegnati a pagare beni di prima necessità. Ma se non si consuma le cose che vengono prodotte rimangono invendute, se le cose rimangono invendute, si abbassa la richiesta, se si abbassa la richiesta la produzione di nuovi prodotti viene meno, se la produzione di nuovi prodotti viene meno le persone lavorano di meno. Per finire se le persone lavorano di meno guadagnano di meno quindi il ciclo ricomincia. Se vuoi far partire il Paese devi riuscire a muovere questo circolo vizioso in un altra direzione, aumentare imposte a carico dell'unico che non può scaricarle (l'acquirente finale, che non ha partita iva e che si prende in carico la maggiorazione) non è un'idea furba.
  • La seconda: se l'evasore quadratico medio evade l'iva al 20%, cosa ci fa supporre che se mettiamo l'iva al 21% l'evasore la smetterà? Il suo senso civico ("Dai, siamo sul serio nella merda quasi quasi le pago le tasse, ma solo per stavolta!")? E l'italica abitudine di chiedere il nero ("Mi faccia fattura, la prego, che con il 21% mi sembra sul serio di rubare! Con la vecchia iva era tutta un'altra cosa!")?
  • La terza: come mi faceva notare Max l'aumento reale è dello 0.8%. Ma ci sono dei prezzi in giro già oggi che sono aumentati del 2, 3, 5%. Non male come scusa, no?
  • La quarta: la geniale trovata di cambiare aliquota in mezzo al mese e non, per esempio, alla fine del i trimestre fiscale,che già è incasinato gestire la contabilità, così diventa fare il sudoku con i numeri romani, a testa in giù con un coro di Hare Krishna che invocano il loro Dio vicino alle orecchie.
  • La quinta: il 21%? ma porca di quella maiala di una vacca, non ne vale nemmeno la pena, tutto il casino per un guadagno infimo per le casse dello Stato. E ci hanno messo pure la fiducia su questa vaccata di dimensioni apocalittiche!  

Come spesso accade, mi investe l'impressione che l'Italia sia in mano a dei dilettanti che non sanno nemmeno da che parte cominciare. Secondo me, ma magari mi sbaglio, bastava guardarsi in giro e vedere come fanno gli altri ed imparare, una buona volta.

Alla prossima
Rampa

giovedì 26 novembre 2009

Diario della crisi.....

Audio Consigliato: Dire Straits "Private Investigations"

La crisi è finita, se mai è esistita. Secondo tutti i maitre a penser dovremmo comprare, spendere e spandere perchè la povertà non è di moda.....

Nell'ultimo anno continuo a vedere sempre di più persone anziane, vestite dignitosamente, che, guardandosi attorno, rovistano nei cassonetti alla ricerca di materiale da riutilizzare.
Sono persone che hanno l'età della mia nonna, e vi giuro, mi si stringe il cuore, ogni volta.
Adesso leggo questo articolo.
Eppure la crisi non c'è, è finita, non è mai esistita.
Non viene anche a voi un po' di voglia di vomitare?

Alla prossima
Rampa

giovedì 3 settembre 2009

Farla fuori dal vaso......

Audio Consigliato: Groove Armada "My friend"

Quando qualcuno, chiunque, prova a lamentarsi della crisi in Italia di solito, si ricevono 2 risposte:

1) la crisi è già finita, se mai c'è stata, tornate tutti pure a comprare come se nulla fosse (S. Berlusconi)

2) la crisi sta passando, ma io l'avevo vista da lontano e per fortuna, che così l'abbiamo scampolata alla grande, e non credete a quelle cassandre degli economisti che non capiscono una nespola di tutto questo (G. "Modesto" Tremonti)

Gli economisti di cui sopra hanno incassato questi attestati di stima, ma dopo averci pensato un pochino (ed io me li immagino con la mano a grattarsi la testa pensierosi), poi hanno scritto una lettera.
A proposito, i firmatari non sono gli ultimi della fila (abbiamo un ex-ministro, un paio di studiosi, giornalisti economici quotati a livello nazionale ed internazionale).
Poi quando uno si espone come un genio dell'economia non si deve sorprendere se arrivano frasi di questo tipo:
Ma soprattutto ci chiediamo se la capacità di previsione di cui egli (il ministro Tremonti) è fiero abbia ispirato la sua azione di governo. Una ricerca in questa direzione dà risultati deludenti. Non troviamo traccia di gravi preoccupazioni sulla stabilità finanziaria globale nei documenti ufficiali firmati dal Ministro; né rinveniamo espressioni di preoccupazione manifestate nei consessi internazionali a cui egli partecipò prima della crisi. Di più: alcuni provvedimenti assunti nell'estate del 2008 (quando, anche prima di Lehman, gli Stati Uniti e, sola in Europa, l'Italia erano già in recessione) paiono poco comprensibili in una realtà in cui l'occupazione si riduceva, aumentava la cassa integrazione e i bilanci delle banche esibivano crescenti sofferenze.
Che dire? Possiamo solo pensare che il futuro o la critica ci dica chi ha ragione, guardando i pochi soldini che adesso mi ballonzolano nel portafoglio, io un po' di idee ce l'ho.

Alla prossima
Rampa

martedì 4 agosto 2009

Date loro dei croissant!

Audio Consigliato: Little Steven "Bitter Fruit"

Su Facebook, ammettiamolo, girano molte stronzate, però ogni tanto ci sono delle perle che meritano. Questa è dell'amico Gianni che ha linkato questo articolo della Stampa.
Le multinazionali stanno comprando zone coltivabili in attesa di un futuro in cui il cibo sarà una risorsa fondamentale ancor più di adesso.

Alla fine, gira e gira, è il solito discorso. Il grande che mangia il piccolo, e poi ci meravigliamo che i popoli africani tentino la fortuna immigrando verso i nostri paesi?
E' curiosa questa meraviglia, vero?

Alla prossima
Rampa

giovedì 30 aprile 2009

Anch'io ne voglio un po'!

Audio Consigliato: Bruce Springsteen "Pink Cadillac"

Adesso si, che ne voglio anch'io..... E' notizia di questi giorni dell'imminente accordo Fiat-Chrysler. Se da un lato mi fa piacere che la finanza italiana faccia spesa all'estero, da un certo punto mi vengono delle domande interessanti.

Facciamo un passo indietro e guardiamo un po' all'intera vicenda di cui questo è il finale.
La FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) è dal secolo scorso un indicatore dell'economia italiana. Si guarda all'andamento della fabbrica e da quello si valuta, intere legislazioni (ecoincentivi, aiuti etc....) sono state fatte con la fabbriche dalla Fiat in mente e ben presente.
Negli anni la FIAT ha con successo ribaltato parte delle sue disgrazie sullo stato italiano grazie a casse integrazioni, aiuti di vario genere e tipo, tanto da diventare un po' l'epitome dell'assistenzialismo.

Poi, ad un certo punto è arrivato Marchionne che ha detto: "Sai che c'è, facciamo le macchine?" Ed han fatto le macchine, e per un po' in piena bolla è andato tutto bene.
Poi siccome va tutto bene finchè qualcosa va male, è arrivata la Crisi. Ha colpito, duro, la crisi. Prima i mutui subprime, poi le banche e visto che non ci sono soldi, la gente non compra le macchine, quindi ha colpito anche le case produttrici di automobili.
In America, Mr. President Obama per mettere un tappo all'economia propone un piano per salvare le fabbriche di auto (GMC, Chrysler, Ford....) che prevede più o meno le seguenti cose: che le industrie si riconvertano a produzioni più "ecosensibili" (auto ibride, ad idrogeno, ad energia solare, ma soprattutto basta SUV!), che l'aiuto non sia una scusa per mandare a casa le persone chiudendo le fabbriche, che le auto vengano TUTTE prodotte in USA!

A questo punto le ditte hanno la possibilità di dichiarare un fallimento controllato (si chiama Chapter 11 ed è una procedura che protegge la vittima dai creditori in attesa di un piano industriale di rientro credibile) e ripartire meglio che pria.
Il piano industriale credibile l'ha presentato la FIAT (e qui ci sta un "orpo!") proponendosi per una fusione con la Chrysler, tramite l'acquisizione di parte della società americana.

Occhio gente, stiamo parlando della stessa FIAT che per colpa della crisi mette l'intero stabilimento di Melfi in cassa integrazione, e tutto il resto in cassa integrazione per in media una settimana al mese? Si già è proprio la stessa.
La stessa FIAT cui la famiglia Agnelli ha detto "se proprio devi fare spese, ti arrangi perchè noi non ti aumentiamo più il capitale"? Si, si, proprio quella.

A questo punto la domanda è: quanto mi spetta della Chrysler? Perchè quei soldi sono anche miei, li ho pagati con le tasse. Giuro.
Mi sembra un po' comodo fare acquisti scaricando le spese sulla collettività, non trovate?

Alla prossima
Rampa

giovedì 19 marzo 2009

La grande truffa.......

Audio Consigliato: Limp Bizkit "Take a look around"

Ok, gente, oggi piccola lezione di storia contemporanea. Seguitemi che è un divertimento.
Prima domanda: sapete in cosa consiste la cartolarizzarione? Niente paura, lo spiega wikipedia, qui.

Eravamo nel 2001, e l'allora ministro Tremonti decise di "cartolarizzare i beni immobili dello Stato" per fare cassa (all'epoca di parlava di finanza creativa!). Cosa fece, in breve?
Lo stato, attraverso i suoi enti previdenziali (INPS, ENPALS, etc), fa attività di investimento, funziona così, gli enti di previdenza sociale prendono il dovuto dalle busta paga dei loro associati (sotto forma di contributi) e li investono, fra i vari investimenti che possono fare, quello che negli anni è sempre stato privilegiato è stato il campo dell'edilizia, gli edifici venivano poi dati in affitto e l'affitto era il guadagno che sarebbe servito alla previdenza (pensione, fondo di assistenza, etc....). Gli enti non sembravano essere in grado di fare cassa procedendo alla vendita del loro capitale immobiliare quindi il governo decise di creare una società ad hoc alla bisogna.
Da Mercato Libero News:
Il meccanismo inventato alla fine del 2001 aveva una sua genialità. Prima si accusa per mesi i vari Inps, Inpdai, Inpdap e Inail di non essere capaci di vendere le case acquistate con i risparmi dei lavoratori. Poi, a fine novembre, Tremonti trasferisce d'imperio una prima tranche di 27.500 immobili in un società-veicolo, incaricata poi di emettere sui mercati internazionali obbligazioni garantite dal patrimonio acquisito e dai flussi di cassa previsti dalle vendite.La società viene chiamata Scip (Società cartolarizzazione immobili pubblici) e nasce in Lussemburgo con un capitale di 10 mila euro, due fondazioni olandesi come azioniste e un cittadino scozzese di nome Gordon Burrows alla presidenza. "Ragioni di semplicità operativa", spiegherà il Tesoro alla Corte dei Conti che nel 2005 storceva il naso e già parlava di "scarsa trasparenza".

Così iniziò il passaggio delle proprietà immobiliari dagli enti alla Scip e si procedette alla vendita. Dal punto di vista finanziario si trattò di un vero e proprio esproprio visto che la proprietà venne passata senza nessuna compensazione. Mi viene il dubbio di sapere con che diritto beni pagati nel corso degli anni con dei contribuenti possano essere stati passati ad una società privata con sede in Lussemburgo....
Comunque, vengono emessi i bond, vengono venduti gli immobili, ripagate le obbligazioni ed al termine dell'operazione rimane un attivo di 1,3 miliardi di euro (mi pare quasi di sentirlo: "e così il buco viene tappato!").

Geniale, funziona! Perchè non ne facciamo un altro?
A dicembre 2002, Tremonti lancia "la più grande cartolarizzazione mai fatta da uno Stato europeo". 'Scip2′ parte con 62.800 immobili in vendita, per un valore di mercato pari a 10 miliardi e un prezzo che sfiora i 7,8 miliardi. I bond portano nelle esauste casse statali la bellezza di 6,7 miliardi di euro, ma le vendite non vanno bene. Complici un mercato in frenata, interessi in aumento e migliaia di contenziosi sulla definizione della categoria 'immobili di pregio', alla fine l'operazione si chiude in passivo: il saldo negativo arriva a quota 1,7 miliardi necessari a rimborsare i bond in circolazione e restituire il prestito ricevuto dalle banche per pagare gli interessi.

Adesso viene il bello.....
Abbiamo già parlato del decreto "Milleproroghe"? Io ne avevo già parlato qui. Quello che mi era sfuggito era questo:
Così, la sera dell'11 febbraio, nel decreto Milleproroghe spunta un piccolo emendamento che mette in liquidazione Scip2. Ma è il meccanismo usato a sorprendere: gli stessi enti previdenziali che nel 2001 erano stati ritenuti incapaci vengono ora costretti a riprendersi i 28 mila appartamenti invenduti, e a coprire il buco attingendo alle loro casse. A questo punto è chiaro che qualcosa non ha funzionato.
Capito il gioco?
A me sembra di nuovo di sentire la voce: "e così il buco è ripianato!".
C'è un piccolo problema, quelli sono i soldi nostri, delle nostre pensioni, delle nostre cure, dei nostri pezzetti di stato sociale. Se non è truffa questa, ben poco ci manca.....
Un grazie a Mercato Libero News da cui ho pescato a piene mani.

Alla prossima
Rampa

venerdì 20 febbraio 2009

Le tecnologie Avanzate!


Audio Consigliato: The Buggles "Video killed the Radio Star"

Mi è sempre piaciuto il giornalismo d'inchiesta, specie quando scopre verità scomode eppure visibili a tutti con poco sforzo.

Anni fa c'era un video (mi pare addirittura di un gruppo italiano) dove c'era un robottino che si aggirava in uno dei distretti cinesi dove veniva riciclata tutta la tecnologia di cui noi non ci facciamo più nulla.
C'erano schede madri che venivano bollite su pentolini affinchè tutti i metalli preziosi dei circuiti si liquefacessero e colassero per essere raccolti, wafer (si, si chiamano proprio così) che venivano smantellati con lo scalpello da persone che, nell'assenza più completa di qualsiasi norma di sicurezza, si respiravano allegramente tutte le risulte delle lavorazioni.
Mi ricordo che c'era tutta una discussione riguardole normative ecologiche e le norme ambientali ed il fatto che noi, il mondo avanzato, non potevamo continuare a scaricare a destra ed a manca i nostri rifiuti.
Poi c'è stato Kyoto, regolamentazioni sempre più stringenti.

Oggi è uscito questo. Un'inchiesta di Greenpeace che ha seguito per tre anni il tragitto di un televisore rotto da Londra, dove è stato consegnato ad una ditta che avrebbe dovuto gestirne lo smaltimento in sicurezza, al Lagos, dove viene ricomprato per pochi soldi prima di essere smaltito in una discarica a cielo aperto da bambini di quindici anni che con solventi e sostanze chimiche provvedono a recuperare il più possibile.

Prima o poi bisognerà affrontare pure questo problema, la tecnologia deve diventare sostenibile per il pianeta prima che tutto trabocchi.
Un conto sono i conteggi sulla CO2 che producono le mucche un conto sono i conteggi di tutti i telefonini (solo per fare un esempio) che finiscono nel pattume ogni giorno.
Onestamente non so cosa sia peggio.....

Alla prossima
Rampa

domenica 11 gennaio 2009

La Carità Cristiana versione 2.0

Audio Consigliato: The Aerosmith "Dream On"

E così decidiamo di rastrellare fondi dai permessi di soggiorno, ma bene! Oggi Maroni su Repubblica dice che il disegno iniziale era addirittura di fare pagare 200 Euro anzichè 50 (come propone la Lega e come ha negato il Governo).

Sia quel che sia, lo spettacolo è triste. Mi ricorda molto quando Gentilini (l'attuale prosindaco di Treviso, ma all'epoca sindaco della città) proponeva con fare diplomatico "di rimandarli tutti a casa loro!" e la struttura produttiva della città (Industriali in testa) gli rispondeva che allora avrebbero avuto un grosso problema di manodopera.

Il ragionamento che ci sta sotto è esattamente lo stesso. Noi e loro, noi siamo qua, loro vengono qua, loro devono andarsene. E la mossa di pancia, la risposta istintiva è quella di fare di ogni erba un fascio e di mandare a casa tutti.

Un'altra cosa ancora più fastidiosa è l'altro emendamento sempre della Lega per chiedere una ulteriore fideiussione di 10000 all'immigrato che intenda aprire una partita IVA (quindi iniziare un'attività!).
A me quando queste cose succedono viene sempre da pensare: "Ma a Tanzi quando apriva compagnie come fossero scatolette di tonno, gli chiedevano di coprire i suoi prestiti?"
E che so già la risposta e mi passa subito il divertimento.

La cifra caratteristica di queste manovre sta nel fatto che la supposta Carità Cristiana che la maggioranza della popolazione italiana esprime la domenica andando in Chiesa, mettendo i soldi nel cappello del sacrestano per le offerte sembra del tutto scollata dall'atteggiamento della vita di tutti i giorni.
Cioè quando sono di fronte alla Croce devo far vedere che sono interessato ad agire bene, per il resto chi se ne frega!

A me, personalmente sembra un atteggiamento un filino ipocrita, non credete?

Alla prossima
Rampa

mercoledì 26 novembre 2008

Ma per piacere, parla come mangi........

Audio Consigliato: Rodolfo De Angelis "Sanzionami questo"

Che poi si dice che la gente non capisce quando gli si parla! Devolution, Robin Tax, Inflation, Deflation ed adesso Social Card.

Non entro nemmeno nel merito del provvedimento (che mi si spieghi perchè prima si prendono tasse e poi le si ridistribuiscono, non si farebbe un bel prima ad abbassarle?), e nemmeno nel successo del provvedimento (mi sembra molto una pastiglia di aspirina ad un malato di Ebola!), ma faceva schifo chiamarle, chessò, "Tessere Annonarie 2008/2009"? (potrei anche transare per un po' bipartisan "Tessera Sociale", "Tessera d'aiuto").
Diciamo che sarebbe almeno un po' più in voga con i tempi (dopo il calendario del Duce 2009, mi aspetto un po' di tutto!).

Alla prossima
Rampa

martedì 25 novembre 2008

Fuori piove..........

Audio Consigliato: Vasco Rossi "Sally"

L'altro giorno un soffitto di un'aula è caduto in testa ai ragazzi, oggi un alunno rimasto solo in un laboratorio si è schiantato nel cortile della sua scuola.
Nel primo caso un morto e venti feriti, nel secondo un ragazzino in coma.

Non è sicuramente un argomento su cui scherzare, come ci sono le leggi anti-infortunistiche nelle fabbriche, così dovrebbero esserci negli ambienti in cui i bambini passano la maggior parte della loro adolescenza.

La creatura adolescente viene sempre guardata con sospetto, lo ammetto, anche da me, non si capisce cosa pensano, se pensano, non si capisce quali sono i loro valori, se ne hanno, c'è sempre la voglia, da parte dell'opinione pubblica, di trasformarli di volta in volta in "gruppo di svogliati che danno fuoco ai barboni" (e quei quattro comunque dovrebbero per punizione andare a cambiare le bende all'uomo che hanno bruciato!) oppure "alunni svogliati che farebbero lo sciopero per qualsiasi cosa pur di non andare a scuola" oppure "target di marketing, per il nuovo libro di Moccia, per il nuovo telefonino, per il nuovo marchio fashion"!

Ciononostante il cielo si apre quando succedono queste cose, quando Bertolaso, Protezione Civile, dice che per mettere in sicurezza le scuole servono interventi per 13 miliardi di euro (lo dice qui) e noi stiamo a discutere di baronie universitarie e di tagli.
E non è nemmeno la prima volta (qualcuno si ricorda della scuola caduta a San Giuliano di Puglia? Rinfrescate la memoria qui.). E siamo sempre a piangere i corpi di ragazzini estratti dalle macerie. Ed a sentire il cordoglio dei politici ("Fatalità? Fatalità la mia cippa, bei signori!"), ed a sentire le promesse e gli applausi ai funerali.

Il giramento è troppo, mi sa che sto riempiendo questo post di troppa fiele, quindi smetto.

Alla prossima
Rampa

martedì 11 novembre 2008

Il business prossimo venturo.....

Audio Consigliato: Pink Floyd "Money"

Oggi leggo su Repubblica.it questo articolo di economia in cui una analisi del fatturato della Porsche porta alla considerazione che, almeno nel caso della casa di Stoccarda, il guadagno maggiore non è stato generato dalla produzione e vendita di velocipedi a motore (cosa che peraltro riesce bene da quelle parti!) ma bensì dalla negoziazione delle azioni Volkswagen in possesso alla Porsche.

L'articolo di Vincenzo Borgomeo ne parla come fosse una cosa nuova, ma in realtà il modello secondo cui le multinazionali stanno cambiando il peso del loro core business non è una cosa nuova.

Di solito quando racconto questo meccanismo, i miei interlocutori mi guardano come fossi un alieno, eppure la cosa mi è stata raccontata da colleghi e fornitori che sono dentro al sistema.
Prendete una qualsiasi catena GDO (che sta per Grande Distribuzione Organizzata), sceglietene una a caso, elettronica di consumo, supermercati, articoli sportivi e chiedetevi quale potrebbe essere il loro core business (la loro principale fonte di reddito).
Vendere prodotti al cliente? Direte voi...
Sbagliato. I loro veri affari li fanno investendo denaro a medio termine, su mercati azionari o obbligazionari. Stupiti, vero?
Tutto funziona con un meccanismo piuttosto semplice ma ingegnoso.....
Poniamo che io sia una catena di negozi a respiro nazionale o meglio ancora europeo, ed il mio amico Pippo abbia una fabbrica di minuterie metalliche che produce, per esempio, frullini a mano (quell'attrezzo di cucina che serve per montare a neve le uova!).
Arrivo in ditta da Pippo e gli dico una cosa del tipo: "Mi piace il tuo frullino, così bello, autarchico eppure fashion, ne voglio 3 milioni per i miei negozi!".
Dopo aver strabuzzato gli occhi per la dimensione della commessa, l'amico Pippo si fionda su una calcolatrice, calcola, scorpora, fa tutte le cose che deve fare e mi dice trionfante (probabilmente anche un po' sudato): "Te li faccio e ti costano 100 al pezzo, spese comprese."
Io serafico gli rispondo: "Quando sono pronti, per il pagamento facciamo un 180 giorni?" (per i non addentro significa che ricevo la merce adesso e la pago dopo 180 giorni dalla consegna, cioè fra sei mesi).
La mole della commessa rende comunque vantaggiosa la mia offerta, quindi Pippo accetta.
Andiamo nel mio grande magazzino, dove ricevo tutti quei frullini (siamo a tempo 0 quando il tempo arriva a 180 devo pagare Pippo, occhio!).
Io inondo di frullini il mondo, e siccome sono frullini belli ne vendo a pacchi, poi visto che il prezzo è buono (io li ho messi fuori a 110) ne vendo veramente un sacco.
Se mi avete seguito fin qui adesso dovrebbe sorgere la domanda: "Ma come li hai comprati a 100, li vendi a 110, sei sicuro di quello che fai, non ti pare di fare un po' poco guadagno?"
Invece no, perchè siamo a tempo 0 ed il cliente (quello che paga per il frullino fashion) mi sta dando i suoi soldi adesso! Io li darò a Pippo a tempo 180, quindi ho sei mesi (diconsi sei mesi) per investirli in speculazioni e guadagnarci ben di più. Et voilà!

Questo meccanismo ha delle ricadute che gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno provveduto a scoprire in maniera preoccupante. Vediamo perchè: la necessità di grandi masse di denaro che dovevano essere redditive in fretta ha senz'altro drogato una parte di mercato che aveva a che fare con investimenti ad alto rischio, e questo, nel momento in cui i nodi vengono al pettine potrebbe generare un blocco nel circolo della catena distributiva.
Il fatto di drogare un mercato come quello della media e grande distribuzione al ribasso, porta a tagliare i ricarichi, porta ad una sorta di guerra tra poveri in cui in realtà quello che vende sottocosto si sta indebitando in maniera proporzionale al successo che ha sul mercato (concetto interessante).
La cosa poi più importante è un cambiamento di direzione: in un negozio in una fabbrica c'è un prodotto "certo" (la cosa che produco, la cosa che compro e vendo) nel momento in cui questo diventa corollario ad un prodotto "incerto" (la plusvalenza derivante dalle mosse sul mercato di borsa o altro), quale sarà a soffrire in caso di problemi?

Alla prossima
Rampa

domenica 2 novembre 2008

Affari all'italiana.....

Audio Consigliato: Adriano Celentano "Svalutation"

Un'ultima cosina su Alitalia, va bene i piloti sono brutti cattivi e puzzano, ma desidero a nome del mio conto in Banca ringraziare il Governo per la mediazione favorevole al Popolo Tutto, i soci tutti della Cai per l'umiltà e lo spirito di abnegazione, e quel simpatico signore che mi si sta avvicinando con fare minaccioso chiedendomi dei soldi...... perchè c'è un mutuo da pagare ed una prossima multa della Comunità Europea in arrivo.

Su macchianera trovo questo post. Guardate e gioitene tutti.

Alla prossima
Rampa

martedì 30 settembre 2008

La misura è evidentemente colma....

Audio Consigliato: Seal "Crazy"

Oggi a pranzo guardo la televisione e vedo l'appello di George W. Bush, l'attuale presidente degli Stati Uniti, che prega i membri del proprio Congresso (i membri della sua stessa parte che ieri gli hanno votato contro) affinchè facciano passare il provvedimento a sostegno dell'economia che prevede un esborso del governo di 750 milioni di dollari (mica bruscolini!).

Si tratta di un provvedimento importante che ha una enorme base di appoggio, visto che è stato concordato ed appoggiato da ambedue i candidati presidente delle elezioni di novembre.

Il fatto che un provvedimento del genere non sia passato al primo colpo, significa, a mio parere due cose: che parte del governo americano non vuole che lo stato si invischi nel mercato azionario e che parte del governo gradisce che quelli che non hanno agito secondo le regole paghino il peso delle loro azioni con la maggiore pena possibile in campo finanziario, il fallimento.

E' sicuramente un'opinione per certi aspetti condivisibile, anche se come al solito si corre ai ripari chiudendo il recinto quando i buoi sono già scappati da un bel pezzo.
Chiunque dica che la crisi di questi giorni è una cosa inaspettata (John McCain la settimana scorsa: "L'economia americana è forte e resisterà!") mente sapendo che sta dicendo una menzogna delle dimensioni dell'intero Idaho!
Oggi su Repubblica, Paul Samuelson, Nobel per l'economia del 1970, diceva che di fatto questa è la stessa situazione del 29, con poche differenze. E' preoccupante, significa che i segnali sono stati ignorati, che si è preferito chiudere gli occhi di fronte al fatto che importanti compagnie producevano guadagni dall'aria, e nessuno, nessuno si è fatto delle domande.

Stasera, Ferruccio De Bortoli, intervistato al TG2 diceva che forse è finita una fase, e che è finito il tempo in cui si credeva che il denaro da solo generasse denaro. C'è parecchia verità in quelle parole.
Ho un amico che sta perdendo il lavoro per quello che accade nel mercato adesso, e che in questo momento non ha prospettive per la professionalità che ha conquistato in anni di lavoro. E questo mi fa piangere il cuore.

A questa situazione mi sembra che i governi non siano preparati ad intervenire, le banche stanno infilando soldi nei mercati per tenerli su, ma non mi sembra che ci sia nessun intervento organizzato (è notizia di oggi che Sarkozy, presidente di turno della comunità europea, sospenderà per un attimo l'adorazione di Carla Bruni, per sollecitare una riunione fra i ministri dell'economia dei paesi membri e risolvere la soluzione..... di nuovo i buoi sono fuori a brucare nei prati!).
Perchè contingenze di questo genere non vengono previste, quando lo studio dell'economia è divenuta una scienza talmente raffinata da prevederle? Improvvisamente il mio materasso sta raggiungendo inusitati livelli di appeal come cassaforte!

Alla prossima
Rampa

mercoledì 17 settembre 2008

I conti della Signora Pina......

Audio Consigliato: REM "Nightswimming"

Avvertenza per tutti, questo mio post non è un discorso politico, non ho voglia di dire chi ha torto o chi ha ragione.
Da quando si è formata la cordata italiana per Alitalia (una cordata che si fa chiamare CAI, ci vuole tutta!), mi sono sempre chiesto quali fossero i conti dietro le discussioni good company/bad company.
Ho cercato parecchio in giro ma le cifre citate da giornali di uno schieramento o dell'altro erano sempre piuttosto nebulose, si parlava dell'offerta della Cai ma non di tutto ciò che dovrebbe ricadere sui contribuenti italiani.
Ripeto non è una polemica politica, questi dati li cercherei anche se il governo fosse schierato in maniera diversa. L'informazione è potere.

Su lavoce.info esce ieri un articolo di Carlo Scarpa (e qui ci metto anche il curriculum, visto che un professore di Economia Industriale forse sa di quello di cui parla).

Il conto, che l'autore ammette essere fatto a spanne per la totale mancanza di dati pubblici, arriva fino ad ammontare a 3.6 miliardi di euro (!).
A noi, tutti, a mia nonna pensionata, al bimbo che nasce oggi........

Ci sono due considerazioni evidenti: la prima è che in una vendita del genere la documentazioni i dati non dovrebbero essere desumibili, ma dovrebbero essere pubblici. palesi, certificati.
La seconda è che l'atteggiamento italiano sul panorama economico è decisamente diverso da quello americano (salviamo Fanny e Freddie per sostenere il mercato, gli altri si arrangino), da noi si tende sempre a dare una mano a trovare un modo per far pagare gli altri.

Alla prossima
Rampa

sabato 21 giugno 2008

Non tutto il mondo è paese.....

Audio Consigliato: The Beatles "Can't buy me love"

Questa mattina sul giornale si parlava di borsa, della retata che in settimana hanno fatto negli Stati Uniti in cui un bel giorno i poliziotti sono entrati a Wall Street e ne sono usciti con una sessantina di manager in manette!

I nomi più di rilievo in questa retata sono stati Ralph Cioffi e Matthew Tannin, manager responsabili di Bear Stearns, gestori di fondi che, pur a conoscenza dello stato in cui versavano i loro fondi gestiti non si sono fatti scrupolo nel mentire agli investitori riguardo la liquidità disponibile e la solvibilità. Poi i fondi sono falliti.

In controtendenza al nostro paese negli Stati Uniti tendono ad essere particolarmente giustizialisti per quello che riguarda i reati finanziari (vedi ad esempio il caso Enron), invece qui gli autori delle truffe più grosse (Parmalat, Bond Argentini, etc.....) hanno sempre fatto il possibile per ricicciare fuori da qualche parte.
Che dire nel nostro paese è importante che le intercettazioni vengano vietate piuttosto che l'impunità venga sanata, bisogna depenalizzare il falso in bilancio e poi urlare allo scandalo quando "i furbetti del quartierino" tentano di fare manovre finanziarie con soldi che non hanno.

Oggi sul giornale qualcuno diceva che "in Italia quello che è successo in America non avrebbe potuto succedere, perchà abbiamo gli organi di controllo, perchè c'è la Consob, etc....".
Fregnacce, in Italia succede, succede anche di peggio, solo che noi invece di sbattere in galera i criminali li premiamo con cariche istituzionali.
Forse questa è la battaglia più condivisibile di Grillo, fra le tante che lancia, non so se sia quella giusta, ma di certo è la più condivisibile.

Alla prossima
Rampa

giovedì 19 giugno 2008

Chi ci fa e chi ci è........

Audio consigliato: Roberto Vecchioni "Hotel degli Assassini"

Questa volta mi tocca ringraziare un sacco mio "cugino" Enrico (non è veramente mio cugino.... ma è una storia lunga e la terrò per la prossima notte di pioggia!) che mi ha passato un link.
lavoce.info è una specie di giornale web, in cui si parla di attualità, approfondendo le notizie che vengono sempre più strillate dai giornali convenzionali.
Il taglio editoriale è volutamente serio, le cose che succedono vengono viste principalmente dal lato socio economico. Ciononostante, gli articoli sono piuttosto chiari e comprensibili senza essere particolarmente tecnici.
Il giornale funziona con i finanziamenti dei lettori.

I redattori non sono solo italiani, ma abbiamo anche stranieri, il giornale ha una cadenza mensile (circa, per quello che possa essere mensile nel web!).
Magari non sono del tutto d'accordo su tutto quello che scrivono, però le idee da qualche parte devono pur venire.

Ho letto una tag su un forum: "Se io do una moneta a te e tu dai una moneta a me, abbiamo una moneta a testa, se io do un'idea a te e tu dai un'idea a me, tutti e due abbiamo due idee".

Alla prossima
Rampa
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