Audio Consigliato: Bruce Sprinsteen "Waiting for a sunny day"
Piccolo compito per casa a chiunque abbia voglia di sobbarcarselo. Se vi trovaste per caso in un dibattito politico (non importa da che parte) ed arrivasse il momento delle domande al deputato/ministro/sottosegretario di turno (ripeto, non importa da che parte stia il suddetto politico) dovreste, per piacere, fare questa domanda:
"Vittorio Arrigoni ed Enzo Baldoni non sono degli eroi, sono solo dei testimoni del tempo in cui viviamo. Sono, purtroppo erano, giornalisti, morti per mano di terroristi mentre stavano raccontando delle guerre e delle situazioni che non sempre sono nella luce dei giornali e non sempre nella mente e nelle azioni della politica. Cosa pensa di fare per tutelare la libertà di stampa in questo paese, a parte inasprire le pene a carico dei giornalisti e sottoporli ad una specie di controllo politico preventivo (casi Rai oppure leggi sulle intercettazioni)?"
Se arriva una risposta vi prego di mandarmela.
Alla prossima
Rampa
In tutta onestà, non so se il bicchiere sia mezzo pieno oppure mezzo vuoto, ma so che non c'è sempre il sole e forse è il caso di portare in giro l'ombrello......
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sabato 16 aprile 2011
sabato 11 dicembre 2010
L'anti che????
Audio Consigliato: Guns N' Roses "Chinese democracy"
Diciamo che l'orrenda recita dei cinesi sul Premio Nobel di quest'anno ha passato il segno di un bel po'.
La protesta cinese sull'assegnazione del Nobel per la pace a Liu Xiaobo, che è arrivata fino alla creazione di un "Anti" Nobel per la pace (il premio "Confucio", assegnato all'ex vice presidente di Taiwan), sembra molto una cosa ridicola.
Il fatto è che nessuno può dirlo. Cioè siamo arrivati ben oltre il punto del "bambino che dice che il re è nudo" (I vestiti nuovi dell'Imperatore - H.C.Andersen - 1837). E così si abbozza quando venti paesi decidono di appoggiare la Cina e non intervenire alla consegna del Nobel, così come si abbozza quando semplicemente la scrittura di un testo viene punita con 12 anni di carcere.
Per la serie notizie che non lo erano: l'altro giorno si è sparsa la notizia che Sakineh è stata liberata. Poi la notizia non era vera, poi ancora si è venuto a sapere che è stata portata a casa sua per spiegare come ha ucciso il marito.
Nessuno, ma proprio nessuno, ha avuto il coraggio di fare un piccolo e semplice ragionamento?
Sakineh ha ucciso suo marito? A quel che se ne sa si, il reato non è mai stato messo in discussione.
Sakineh è stata giudicata secondo le leggi del suo paese? Si, si è discusso della forma di processo, ma a norme vigenti nello stato iraniano, questo è quello che si può ottenere come processo (intendiamoci niente a che vedere con i nostri processi, pieni di rinvii etc).
Sakineh è stata condannata a morte, perchè per quel reato è prevista questa pena? Anche in questo caso la risposta è si.
Allora la mia domanda è: perchè ci arrabbiamo con l'Iran e non per esempio, con gli Stati Uniti che, con un sistema giuridico, lievemente squilibrato ed un flilino razzista, mandano a morire un sacco di persone ogni anno?
Dovremmo dire che è ingiusto, in maniera generale mandare a morte una persona, dovunque, o dobbiamo sempre fermarci solo al caso particolare?
Come spesso mi capita ho molte domande ma molto meno risposte, quindi vi lascio con queste......
Alla prossima
Rampa
Diciamo che l'orrenda recita dei cinesi sul Premio Nobel di quest'anno ha passato il segno di un bel po'.
La protesta cinese sull'assegnazione del Nobel per la pace a Liu Xiaobo, che è arrivata fino alla creazione di un "Anti" Nobel per la pace (il premio "Confucio", assegnato all'ex vice presidente di Taiwan), sembra molto una cosa ridicola.
Il fatto è che nessuno può dirlo. Cioè siamo arrivati ben oltre il punto del "bambino che dice che il re è nudo" (I vestiti nuovi dell'Imperatore - H.C.Andersen - 1837). E così si abbozza quando venti paesi decidono di appoggiare la Cina e non intervenire alla consegna del Nobel, così come si abbozza quando semplicemente la scrittura di un testo viene punita con 12 anni di carcere.
Per la serie notizie che non lo erano: l'altro giorno si è sparsa la notizia che Sakineh è stata liberata. Poi la notizia non era vera, poi ancora si è venuto a sapere che è stata portata a casa sua per spiegare come ha ucciso il marito.
Nessuno, ma proprio nessuno, ha avuto il coraggio di fare un piccolo e semplice ragionamento?
Sakineh ha ucciso suo marito? A quel che se ne sa si, il reato non è mai stato messo in discussione.
Sakineh è stata giudicata secondo le leggi del suo paese? Si, si è discusso della forma di processo, ma a norme vigenti nello stato iraniano, questo è quello che si può ottenere come processo (intendiamoci niente a che vedere con i nostri processi, pieni di rinvii etc).
Sakineh è stata condannata a morte, perchè per quel reato è prevista questa pena? Anche in questo caso la risposta è si.
Allora la mia domanda è: perchè ci arrabbiamo con l'Iran e non per esempio, con gli Stati Uniti che, con un sistema giuridico, lievemente squilibrato ed un flilino razzista, mandano a morire un sacco di persone ogni anno?
Dovremmo dire che è ingiusto, in maniera generale mandare a morte una persona, dovunque, o dobbiamo sempre fermarci solo al caso particolare?
Come spesso mi capita ho molte domande ma molto meno risposte, quindi vi lascio con queste......
Alla prossima
Rampa
mercoledì 8 settembre 2010
Spazio, l'ultima frontiera......
Audio Consigliato: Coldplay "Viva la vida"
Mio padre è a casa, in questi giorni. Niente di strano ma, vuoi perchè ha il tempo di digerire le cose, vuoi perchè ha il tempo di seguire le notizie, mi capita di trovarlo spesso più informato di me.
Questo ha un effetto benefico sulle conversazioni, sulle discussioni, ci sono molti più dati informazioni, che infarciscono le opinioni e questo, in un certo modo, le rende più profonde più vere.
Oggi, dicevo, si parlava di Sakineh. Non c'è giornale che non ne parli, non c'è municipio che non esprima solidarietà con questa donna, accusata e condannata a morire per lapidazione .
Ecco un altro volto che viene dato allo sdegno popolare e fino a conclusione di questa vicenda, in un senso o nell'altro, sarà il simbolo del bene contro il male, della civiltà contro la barbarie.
Giusto, tutto molto giusto. Condivisibile, certamente, nessuno (io per primo) si augura la morte di qualcuno, specie in una maniera così brutale e barbara.
Ma.....
Io sono un appassionato di Star Trek, una serie televisiva di fantascienza che è poi sfociata in una specie di grande fiction parallela di come dovremmo e potremmo essere noi umani in un futuro prossimo. Uno dei capisaldi della serie è la Prima Direttiva. Per i meno avvezzi si tratta di una specie di codice etico che impedisce di interferire con le popolazioni meno progredite. Si tratta insomma di una specie di autoregolamentazione dei buoni (i protagonisti) contro i barbari (di solito le popolazioni meno progredite con cui vengono in contatto).
Ora, non vorrei sbagliarmi ma qui mi sembra che noi si abbia un problema di Prima Direttiva. Spiego: con che diritto possiamo dire ad un paese sovrano come amministrare la propria giustizia interna? Siamo d'accordo che la condanna a morte è una pena ingiusta, arcaica, barbarica, ma qual'è la differenza, se ce ne è una fra la lapidazione iraniana e l'iniezione letale americana?
E perchè quando gli Stati Uniti mandano a morte qualcuno, la cosa viene considerata quasi naturale mentre quando è invece l'Iran si progettano "ulteriori sanzioni dell'Onu" ed altre proteste?
Siamo proprio sicuri che sia così che si faranno crescere le altre culture?
Deve essere una minaccia mondiale a far cambiare la legislazione iraniana o deve essere un'effettiva crescita culturale a far in modo che le condanne a morte siano delle pene superate?
Ripeto, questo discorso è puramente accademico, io voglio che quella donna viva e che non venga ne uccisa a pietrate ne con l'impiccagione, ne in alcuna altra maniera, ma onestamente voglio che lo stesso avvenga anche per tutti i detenuti rinchiusi nel braccio della morte delle prigioni americane, e per tutti i detenuti in attesa di condanna a morte nei 159 paesi (rapporto Amnesty International 2010) che ancora la prevedono.
Altrimenti mi sa un po' di ipocrisia, non credete?
Alla prossima
Rampa
Mio padre è a casa, in questi giorni. Niente di strano ma, vuoi perchè ha il tempo di digerire le cose, vuoi perchè ha il tempo di seguire le notizie, mi capita di trovarlo spesso più informato di me.
Questo ha un effetto benefico sulle conversazioni, sulle discussioni, ci sono molti più dati informazioni, che infarciscono le opinioni e questo, in un certo modo, le rende più profonde più vere.
Oggi, dicevo, si parlava di Sakineh. Non c'è giornale che non ne parli, non c'è municipio che non esprima solidarietà con questa donna, accusata e condannata a morire per lapidazione .
Ecco un altro volto che viene dato allo sdegno popolare e fino a conclusione di questa vicenda, in un senso o nell'altro, sarà il simbolo del bene contro il male, della civiltà contro la barbarie.
Giusto, tutto molto giusto. Condivisibile, certamente, nessuno (io per primo) si augura la morte di qualcuno, specie in una maniera così brutale e barbara.
Ma.....
Io sono un appassionato di Star Trek, una serie televisiva di fantascienza che è poi sfociata in una specie di grande fiction parallela di come dovremmo e potremmo essere noi umani in un futuro prossimo. Uno dei capisaldi della serie è la Prima Direttiva. Per i meno avvezzi si tratta di una specie di codice etico che impedisce di interferire con le popolazioni meno progredite. Si tratta insomma di una specie di autoregolamentazione dei buoni (i protagonisti) contro i barbari (di solito le popolazioni meno progredite con cui vengono in contatto).
Ora, non vorrei sbagliarmi ma qui mi sembra che noi si abbia un problema di Prima Direttiva. Spiego: con che diritto possiamo dire ad un paese sovrano come amministrare la propria giustizia interna? Siamo d'accordo che la condanna a morte è una pena ingiusta, arcaica, barbarica, ma qual'è la differenza, se ce ne è una fra la lapidazione iraniana e l'iniezione letale americana?
E perchè quando gli Stati Uniti mandano a morte qualcuno, la cosa viene considerata quasi naturale mentre quando è invece l'Iran si progettano "ulteriori sanzioni dell'Onu" ed altre proteste?
Siamo proprio sicuri che sia così che si faranno crescere le altre culture?
Deve essere una minaccia mondiale a far cambiare la legislazione iraniana o deve essere un'effettiva crescita culturale a far in modo che le condanne a morte siano delle pene superate?
Ripeto, questo discorso è puramente accademico, io voglio che quella donna viva e che non venga ne uccisa a pietrate ne con l'impiccagione, ne in alcuna altra maniera, ma onestamente voglio che lo stesso avvenga anche per tutti i detenuti rinchiusi nel braccio della morte delle prigioni americane, e per tutti i detenuti in attesa di condanna a morte nei 159 paesi (rapporto Amnesty International 2010) che ancora la prevedono.
Altrimenti mi sa un po' di ipocrisia, non credete?
Alla prossima
Rampa
martedì 1 giugno 2010
Tana libera tutti......
Audio Consigliato: Noa "Wildflower"
Sono convinto che tutto questo sia iniziato un sacco di anni fa..... Sono convinto che l'attacco di Israele alla flotta di pacifisti ieri sia solo l'ultimo passo di una specie di "Tana libera tutti" che l'allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, aveva proclamato dopo l'attentato alle Torri Gemelle del 2001.
La teoria della guerra preventiva è terrorismo, pochi cazzi. E chiunque dica il contrario mente, a se stesso ed al mondo.
Ma quando sei l'America e lo fai in diretta televisiva con i giornalisti embedded, perdi il diritto di parola e di protesta quando, per esempio, l'allora presidente Putin risolve con tecniche terroristiche l'attacco alla scuola di Beslan (potete leggere qui), oppure ancora al teatro Dubrovka (qui). Se proprio avevi la voglia di protestare, non puoi più farlo.
In quei casi una piccola voce avrebbe dovuto sollevarla Kofi Annan, dell'Onu, ma o non l'ha sollevata o è stata talmente piccola......
Poi la teoria della guerra preventiva diventa l'alibi perfetta per la strategia di Israele nei confronti dei palestinesi. Nessuno lo dice, ma questi non sono i primi pacifisti che vengono uccisi dalle forze armate israeliane (questa è la storia di Rachel Corrie, cittadina americana, del 2003), quella volta parlarono di un "deprecabile incidente" (che deve essere un eufemismo israeliano per "ricoprire di terra e passare due volte sopra una persona con un bulldozer"!), questa volta volta facendo rispettare con la forza un blocco navale ne hanno uccisi una decina.
Come al solito quando mi trovo a parlare di Israele, sono sempre più stupefatto dal fatto che oggi, adesso, nessuno sia più in grado di definire chi ha ragione e chi ha torto.... Non prendiamoci in giro, la sequenza di attacchi, strategie, massacri, è talmente convoluta ed intricata che nessuna delle due parti è più in grado di criticare se stessa o di capire l'altra.
Siamo di fronte ad un popolo oppresso (quello della striscia di Gaza)? Si, evidentemente. Siamo di fronte ad una nazione con un enorme problema di sicurezza (quella di Israele)? Ancora una volta si, evidentemente.
Eppure la pressione di tutto il mondo non riesce a portare queste persone a sedersi su un tavolo, a chiarirsi, a trovare un accordo e susseguentemente a farlo rispettare! Allora mi viene in mente che ci deve essere qualcosa d'altro sotto, qualcosa o qualcuno cui va bene la costante sequenza di infamie fatte da ambo le parti! Sembra di essere ad una gara a chi la fa più grossa. E sembra che la cosa non dia fastidio a nessuno!
Adesso stiamo qui a discutere se questi erano pacifisti o contrabbandieri, se la risposta è stata proporzionata oppure no, se quelle erano armi oppure coltelli da cucina (certo se con tutte quelle navi si mettono a contrabbandare un po' di spranghe e dei coltelli, siamo di fronte ai contrabbandieri più scarsi della storia del crimine), ma l'unica cosa che mi auguro è che questo evento spinga le parti, ambo le parti, ad una certa riflessione.
Alla prossima
Rampa
Sono convinto che tutto questo sia iniziato un sacco di anni fa..... Sono convinto che l'attacco di Israele alla flotta di pacifisti ieri sia solo l'ultimo passo di una specie di "Tana libera tutti" che l'allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, aveva proclamato dopo l'attentato alle Torri Gemelle del 2001.
La teoria della guerra preventiva è terrorismo, pochi cazzi. E chiunque dica il contrario mente, a se stesso ed al mondo.
Ma quando sei l'America e lo fai in diretta televisiva con i giornalisti embedded, perdi il diritto di parola e di protesta quando, per esempio, l'allora presidente Putin risolve con tecniche terroristiche l'attacco alla scuola di Beslan (potete leggere qui), oppure ancora al teatro Dubrovka (qui). Se proprio avevi la voglia di protestare, non puoi più farlo.
In quei casi una piccola voce avrebbe dovuto sollevarla Kofi Annan, dell'Onu, ma o non l'ha sollevata o è stata talmente piccola......
Poi la teoria della guerra preventiva diventa l'alibi perfetta per la strategia di Israele nei confronti dei palestinesi. Nessuno lo dice, ma questi non sono i primi pacifisti che vengono uccisi dalle forze armate israeliane (questa è la storia di Rachel Corrie, cittadina americana, del 2003), quella volta parlarono di un "deprecabile incidente" (che deve essere un eufemismo israeliano per "ricoprire di terra e passare due volte sopra una persona con un bulldozer"!), questa volta volta facendo rispettare con la forza un blocco navale ne hanno uccisi una decina.
Come al solito quando mi trovo a parlare di Israele, sono sempre più stupefatto dal fatto che oggi, adesso, nessuno sia più in grado di definire chi ha ragione e chi ha torto.... Non prendiamoci in giro, la sequenza di attacchi, strategie, massacri, è talmente convoluta ed intricata che nessuna delle due parti è più in grado di criticare se stessa o di capire l'altra.
Siamo di fronte ad un popolo oppresso (quello della striscia di Gaza)? Si, evidentemente. Siamo di fronte ad una nazione con un enorme problema di sicurezza (quella di Israele)? Ancora una volta si, evidentemente.
Eppure la pressione di tutto il mondo non riesce a portare queste persone a sedersi su un tavolo, a chiarirsi, a trovare un accordo e susseguentemente a farlo rispettare! Allora mi viene in mente che ci deve essere qualcosa d'altro sotto, qualcosa o qualcuno cui va bene la costante sequenza di infamie fatte da ambo le parti! Sembra di essere ad una gara a chi la fa più grossa. E sembra che la cosa non dia fastidio a nessuno!
Adesso stiamo qui a discutere se questi erano pacifisti o contrabbandieri, se la risposta è stata proporzionata oppure no, se quelle erano armi oppure coltelli da cucina (certo se con tutte quelle navi si mettono a contrabbandare un po' di spranghe e dei coltelli, siamo di fronte ai contrabbandieri più scarsi della storia del crimine), ma l'unica cosa che mi auguro è che questo evento spinga le parti, ambo le parti, ad una certa riflessione.
Alla prossima
Rampa
sabato 24 aprile 2010
Nemmeno da prima pagina....
Audio Consigliato: Simon and Garfunkel "Scarborough Fair"
Mi ricordo che ai tempi della Guerra Preventiva in Afghanistan, i manigoldi pù grossi erano due: Osama Bin Laden ed il Mullah Omar.
Del primo non si sa più nulla, nel senso che ogni tanto arrivano dei messaggi (ma avete notato che con l'amministrazione Obama ne arrivano sempre meno?), ma sembra sempre più parlare d uno spettro del passato. Del secondo si sapeva poco fin dall'inizio (mi ricordo che c'era una foto sgranata, quella qui a sinistra). Gli mancava un occhio, ed era fuggito in moto (con un "Ciao"?) all'avanzata delle truppe americane.
Insomma era lo spauracchio di tutti, in quel periodo. Ma i tempi cambiano, costantemente.
E quindi, quando lo catturano, finalmente, ieri, nessuno ne parla.
Poverino, uno fa il capo dei talibani, mette in piedi tutto un regime totalitario all'insegna di una lettura "stupida ed anacronistica" delle Sacre Scritture della Sua Religione, prende allegramente per il sedere "l'esercito più potente del mondo", ed adesso nemmeno la prima pagina.
C'è dell'ingiustizia in tutto questo, non trovate?
Alla prossima
Rampa
Mi ricordo che ai tempi della Guerra Preventiva in Afghanistan, i manigoldi pù grossi erano due: Osama Bin Laden ed il Mullah Omar.Del primo non si sa più nulla, nel senso che ogni tanto arrivano dei messaggi (ma avete notato che con l'amministrazione Obama ne arrivano sempre meno?), ma sembra sempre più parlare d uno spettro del passato. Del secondo si sapeva poco fin dall'inizio (mi ricordo che c'era una foto sgranata, quella qui a sinistra). Gli mancava un occhio, ed era fuggito in moto (con un "Ciao"?) all'avanzata delle truppe americane.
Insomma era lo spauracchio di tutti, in quel periodo. Ma i tempi cambiano, costantemente.
E quindi, quando lo catturano, finalmente, ieri, nessuno ne parla.
Poverino, uno fa il capo dei talibani, mette in piedi tutto un regime totalitario all'insegna di una lettura "stupida ed anacronistica" delle Sacre Scritture della Sua Religione, prende allegramente per il sedere "l'esercito più potente del mondo", ed adesso nemmeno la prima pagina.
C'è dell'ingiustizia in tutto questo, non trovate?
Alla prossima
Rampa
venerdì 6 marzo 2009
Un attimo di pausa
Audio Consigliato: Oren Lavie "Her morning Elegance"
Ogni tanto su Youtube in mezzo ai pirla che vanno in classe con il motorino o fanno altre stronzate, ci sono delle cose che valgono la pena.
Un paio d'anni c'era stato quel gruppo nordico (danese? finlandese?) che aveva fatto quel video con la coreografia sui tapis roulants, assolutamente originale e incredibile.
Oggi ci sono questi, anzi questo.
Si tratta di un artista israeliano, Oren Lavie, la canzone è carina, ma il video è veramente stupendo.
Alla prossima
Rampa
Ogni tanto su Youtube in mezzo ai pirla che vanno in classe con il motorino o fanno altre stronzate, ci sono delle cose che valgono la pena.
Un paio d'anni c'era stato quel gruppo nordico (danese? finlandese?) che aveva fatto quel video con la coreografia sui tapis roulants, assolutamente originale e incredibile.
Oggi ci sono questi, anzi questo.
Si tratta di un artista israeliano, Oren Lavie, la canzone è carina, ma il video è veramente stupendo.
Alla prossima
Rampa
sabato 24 gennaio 2009
Nessuna nuova, buona nuova
Audio Consigliato: Scorpions "Wind of Change"
In America c'è un nuovo presidente, ci siamo liberati di Bush figlio (con delle celebrazioni anche equivoche qui in Italia!) e facciamo un passo dietro l'altro nel nuovo millennio.
Non tutti però sono ebbri di novità, ed uno di questi sembra essere Osama Hamdan, portavoce di Hamas che:
Ecco mi sembra un po' troppo ottimistica una cosa del genere.
Leggo un articolo mandatomi da Giuliano sul comportamento di Hamas nei confronti di Israele e nei confronti della stessa popolazione della Striscia di Gaza che non è d'accordo con questa stupida guerra.
Sono fermamente convinto che Hamas sia la minoranza, così come sono fermamente convinto che la risposta militare di Israele sia stata eccessiva. Ciononostante, il problema è che queste due parti una soluzione non vogliono e non vorranno mai trovarla.
C'è bisogno di un enorme sforzo diplomatico e di interposizione da parte della comunità internazionale che non so se possa o voglia produrlo. Obama, nelle sue prime mosse sembra essere molto preoccupato per la politica e la stabilità della zona ma sembra ancor più preoccupato per un'America che esce da sette anni di guerra continua e da una crisi che l'ha colpita duro e più a fondo di molti altri.
Se dovesse scegliere, probabilmente, dico probabilmente, mi sa che sceglierebbe le persone che ha in casa piuttosto che gli estremisti che sono dall'altra parte del mondo.
E non so se sarei in grado di dargli torto.
Alla prossima
Rampa
In America c'è un nuovo presidente, ci siamo liberati di Bush figlio (con delle celebrazioni anche equivoche qui in Italia!) e facciamo un passo dietro l'altro nel nuovo millennio.
Non tutti però sono ebbri di novità, ed uno di questi sembra essere Osama Hamdan, portavoce di Hamas che:
Per Hamdan le posizioni di Obama, che ha intimato a Hamas di porre fine al lancio di razzi contro Israele, non rappresentano un "cambiamento malgrado questo fosse quanto aveva promesso durante tutta la sua campagna. "Obama sta seguendo le orme del suo predecessore" e questo, ha aggiunto, "lo porterà a commettere gli stessi errori di Bush che ha infiammato la regione invece di portare stabilità". Insomma per l'esponente di Hamas l'amministrazione Obama è destinata "ad altri 4 anni di fallimenti in Medio Oriente".Sono piuttosto perplesso. Cosa diavolo si aspettano questi? Un presidente americano che dica qualcosa del tipo "Ma, no, dai, continuate a tirare i missili un po' dove vi pare, io nel frattempo faccio stare buoni i vostri bersagli, così se volete trasformare tutto, dall'Egitto alla Turchia nel vostro privato e personale poligono di tiro, siete liberi di farlo!"?
Ecco mi sembra un po' troppo ottimistica una cosa del genere.
Leggo un articolo mandatomi da Giuliano sul comportamento di Hamas nei confronti di Israele e nei confronti della stessa popolazione della Striscia di Gaza che non è d'accordo con questa stupida guerra.
Sono fermamente convinto che Hamas sia la minoranza, così come sono fermamente convinto che la risposta militare di Israele sia stata eccessiva. Ciononostante, il problema è che queste due parti una soluzione non vogliono e non vorranno mai trovarla.
C'è bisogno di un enorme sforzo diplomatico e di interposizione da parte della comunità internazionale che non so se possa o voglia produrlo. Obama, nelle sue prime mosse sembra essere molto preoccupato per la politica e la stabilità della zona ma sembra ancor più preoccupato per un'America che esce da sette anni di guerra continua e da una crisi che l'ha colpita duro e più a fondo di molti altri.
Se dovesse scegliere, probabilmente, dico probabilmente, mi sa che sceglierebbe le persone che ha in casa piuttosto che gli estremisti che sono dall'altra parte del mondo.
E non so se sarei in grado di dargli torto.
Alla prossima
Rampa
sabato 3 gennaio 2009
Tanto per capire........
Audio Consigliato: Guns N' Roses "Civil War"
Da quando finalmente con il nuovo anno la comunità internazionale si è mossa per risolvere il problema della Striscia di Gaza, mi sto informando sulle ragioni, e per curiosità ho trovato due link interessanti sull'ormai esploso conflitto Israele - Hamas (non saprei come meglio definirlo.
Matteo Bordone, nel suo blog Freddy Nietzsche, tiene una rubrica che si chiama Ebrei for Dummies in cui un suo amico e collaboratore (che passa sotto il nome di Yankele, classico nome yddish) risponde alle domande dei lettori sfatando e spiegando quali sono le basi della religione ebraica che spesso vengono travolte da incomprensioni e dicerie. Ieri Matteo gli ha chiesto degli attacchi e la risposta è qui. Certamente è una visione filo-israeliana dell'intera situazione, ma già il saperlo ci permette di fargli un po' la tara e capire meglio.
Certo che il video di cui parla Yankele non fa sembrare Gaza una roccaforte terrorista ridotta allo stremo (ed è solo passato un mese da quelle immagini).
Una spiegazione un po' più politica e meno di pancia l'ho trovata sul Washington Post in un articolo di Ephraim Sneh. Ex-membro del Consiglio di Gabinetto Israeliano e ministro della Difesa dal 1999 al 2001, da una lettura un pelo più politica e costruttiva della situazione.
La colpa secondo lui è tutta del partito Hamas che ha preso il controllo della Striscia di Gaza e la sta trasformando in una piattaforma terroristica iraniana in mezzo a Israele, gestendo un traffico di armi sempre più potenti fino a far diventare quella zona una vera polveriera.
La cosa più interessante che noto nell'articolo di Sneh è una critica alla politica di Hamas, che in questi anni non ha investito per migliorare l'economia del paese (e quindi stroncare alla base lo scontento che di solito aiuta il terrorismo) ma ha investito nel creare una struttura d'attacco importante.
Sembra quasi che sia il frutto di un piano prestabilito, da come la racconta.....
In questo momento non riesco a trovare letture di questo livello dalla parte filo-palestinese, ma vero è che l'intera faccenda sembra un po' troppo circoscritta (negli altri territori ed in Libano non ci sono scontri e non pare che ci siano tensioni rilevanti) per essere una sollevazione popolare.
L'unica cosa che non riesco a capire è a chi giova tutto questo?
Alla prossima
Rampa
Da quando finalmente con il nuovo anno la comunità internazionale si è mossa per risolvere il problema della Striscia di Gaza, mi sto informando sulle ragioni, e per curiosità ho trovato due link interessanti sull'ormai esploso conflitto Israele - Hamas (non saprei come meglio definirlo.
Matteo Bordone, nel suo blog Freddy Nietzsche, tiene una rubrica che si chiama Ebrei for Dummies in cui un suo amico e collaboratore (che passa sotto il nome di Yankele, classico nome yddish) risponde alle domande dei lettori sfatando e spiegando quali sono le basi della religione ebraica che spesso vengono travolte da incomprensioni e dicerie. Ieri Matteo gli ha chiesto degli attacchi e la risposta è qui. Certamente è una visione filo-israeliana dell'intera situazione, ma già il saperlo ci permette di fargli un po' la tara e capire meglio.
Certo che il video di cui parla Yankele non fa sembrare Gaza una roccaforte terrorista ridotta allo stremo (ed è solo passato un mese da quelle immagini).
Una spiegazione un po' più politica e meno di pancia l'ho trovata sul Washington Post in un articolo di Ephraim Sneh. Ex-membro del Consiglio di Gabinetto Israeliano e ministro della Difesa dal 1999 al 2001, da una lettura un pelo più politica e costruttiva della situazione.
La colpa secondo lui è tutta del partito Hamas che ha preso il controllo della Striscia di Gaza e la sta trasformando in una piattaforma terroristica iraniana in mezzo a Israele, gestendo un traffico di armi sempre più potenti fino a far diventare quella zona una vera polveriera.
La cosa più interessante che noto nell'articolo di Sneh è una critica alla politica di Hamas, che in questi anni non ha investito per migliorare l'economia del paese (e quindi stroncare alla base lo scontento che di solito aiuta il terrorismo) ma ha investito nel creare una struttura d'attacco importante.
Sembra quasi che sia il frutto di un piano prestabilito, da come la racconta.....
In questo momento non riesco a trovare letture di questo livello dalla parte filo-palestinese, ma vero è che l'intera faccenda sembra un po' troppo circoscritta (negli altri territori ed in Libano non ci sono scontri e non pare che ci siano tensioni rilevanti) per essere una sollevazione popolare.
L'unica cosa che non riesco a capire è a chi giova tutto questo?
Alla prossima
Rampa
domenica 28 dicembre 2008
Il Natale non è una cosa per tutti.......
Audio Consigliato: The Wham "Careless Whisper"
Leggo su Wittgenstein questa piccola nota e mi intristisco non poco.
Il fatto che le due parti abbiano deciso, a questo punto scientemente, di fare scadere il cessate il fuoco proprio sotto Natale, ha secondo me due sottintesi che mi fanno già girare le scatole.
Il primo è che in un momento di scarsa attività fare degli attacchi su obiettivi "civili" garantisce la prima pagina dei giornali.
Il secondo è che in realtà la cosa sta scuotendo sempre meno.
Non ho visto dichiarazioni del ministro Frattini (che probabilmente starà dando delle gran interviste a Grazia riguardo il suo primo Natale con Chantal!) e nemmeno del facente funzioni Premier.
L'omelia del papa sta vertendo da un mese a sta parte sul consumismo (con dall'altra parte il Presidente del Consiglio che consiglia di comprare, per il bene dell'economia!).
Boh!
Fatico sempre di più ad individuare chi abbia ragione e chi torto fra Israeliani e Palestinesi, ed il fatto che nessuno si immischi più fra le due fazioni mi sembra che non sia più nemmeno un freno inibitorio nella spirale di stupidità che sembra essere da quelle parti.
Nessuno parla più del muro eretto, nessuno parla delle vessazioni a cui viene sottoposta la popolazione.
In questi casi mi ritorna in mente una frase che scrisse uno dei miei scrittori preferiti, Isaac Asimov, e la mise in bocca al suo personaggio Hari Seldon nel Ciclo della Fondazione.
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci"
Devo aggiungere altro?
Alla prossima
Rampa
Leggo su Wittgenstein questa piccola nota e mi intristisco non poco.
Il fatto che le due parti abbiano deciso, a questo punto scientemente, di fare scadere il cessate il fuoco proprio sotto Natale, ha secondo me due sottintesi che mi fanno già girare le scatole.
Il primo è che in un momento di scarsa attività fare degli attacchi su obiettivi "civili" garantisce la prima pagina dei giornali.
Il secondo è che in realtà la cosa sta scuotendo sempre meno.
Non ho visto dichiarazioni del ministro Frattini (che probabilmente starà dando delle gran interviste a Grazia riguardo il suo primo Natale con Chantal!) e nemmeno del facente funzioni Premier.
L'omelia del papa sta vertendo da un mese a sta parte sul consumismo (con dall'altra parte il Presidente del Consiglio che consiglia di comprare, per il bene dell'economia!).
Boh!
Fatico sempre di più ad individuare chi abbia ragione e chi torto fra Israeliani e Palestinesi, ed il fatto che nessuno si immischi più fra le due fazioni mi sembra che non sia più nemmeno un freno inibitorio nella spirale di stupidità che sembra essere da quelle parti.
Nessuno parla più del muro eretto, nessuno parla delle vessazioni a cui viene sottoposta la popolazione.
In questi casi mi ritorna in mente una frase che scrisse uno dei miei scrittori preferiti, Isaac Asimov, e la mise in bocca al suo personaggio Hari Seldon nel Ciclo della Fondazione.
"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci"
Devo aggiungere altro?
Alla prossima
Rampa
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