In tutta onestà, non so se il bicchiere sia mezzo pieno oppure mezzo vuoto, ma so che non c'è sempre il sole e forse è il caso di portare in giro l'ombrello......
sabato 28 agosto 2010
Mancanza di calcio
La notizia di oggi è in realtà la notizia dell'assalto avvenuto ieri da parte di Ultrà (mi verrebbe da dire deficienti ma poi si fa confusione) alla festa leghista a Bergamo dove era intervenuto il Ministro dell'Interno Maroni.
Ora, non che io sia un fan del ministro, anzi, però il fatto che si vada con delle bombe carta dentro una manifestazione dove ci sono le famiglie già mi indispone, ma l'indisposizione aumenta e supera i livelli di guardia quando si parla di quello contro cui protestano questi ultrà. Il nemico (contro cui apparentemente tutti gli ultrà sono contro) è la tessera del tifoso, novello progetto del ministro per combattere la tifoseria violenta.
E' (detta in parole molto povere ed un po' imprecise, ma una ricerchina su google potrebbe aiutarvi) uno strumento per identificare i tifosi non tanto quando sono in casa ma quando vanno in trasferta.
Se ne era parlato prima dei Mondiali quando De Rossi, in conferenza stampa, aveva detto il suo parere su questa cosa.
Un po' mi ripugna che vengano schedate le persone che vanno a vedere uno spettacolo. Che volete, nella mia mente naif credo che andare allo stadio sia più o meno la stessa cosa che andare a teatro, ad una gara di atletica leggera, al cinema, ad una competizione di pattinaggio artistico. Vai sul posto, paghi il giusto, guardi e/o fai il tifo per il tuo performer preferito, mangi il panino all'intervallo, applaudi se c'è da applaudire, sbadigli se c'è da sbadigliare, alla fine pigli il cappotto, finisci i pop corn, finisci la coca con quel tanto di risucchio della cannuccia e te ve vai a casa, mesto o felice pari è. E la vita continua.
Eppure c'è della gente che va allo stadio per scambiare manganellate con l'amico celerino, picchiare il tifoso avversario, buttare la bomba carta. E questi, altro che tessera del tifoso, un bel carnet di visite dal dottore, uno bravo, e via andare.
Poi però il discorso è ancora più grande. Perchè il calcio assorbe così tanto della nostra vita di italiani (parlo in genere, io non mi sento particolarmente assorbito)? Perchè in nome di 22 persone correnti dietro ad una palla intere industrie sono pronte a giocarsi una parte dei profitti, uno stato è disposto a fare delle agevolazioni fiscali che nemmeno i condoni di Tremonti nei giorni di pioggia, una rete tlevisiva è disposta a versare tanti soldi per far vedere gli spezzoni delle partite prima di altre.... perchè?
Ok, la storia dello sport nazionale la so, me la hanno già detta.... poi c'è la storia, detta dal mio amico Enrico, che il calcio è la terza industria del paese e che bisogna tutelare l'indotto....
Però ancora non capisco... com'è che c'è una industria, che brucia un sacco di soldi (apparentemente) ma che ne produce molti (altrimenti non si spiega) che però è sempre in rosso ed ha bisogno di dilazioni finanziarie, decreti spalmadebiti, plusvalenze etc....?
C'è qualcosina che non quadra anche per voi?
E se per un anno facessimo lo sciopero? Non guardassimo le partite, non andassimo allo stadio, non ci riempissimo la bocca di commenti tecnici, il più delle volte a sproposito? Succederebbe la rivoluzione? Non credo mica, sapete!
Alla prossima
Rampa
mercoledì 21 aprile 2010
Bastardi elitisti.....
Il mondo dovrebbe essere più facile. Giuro, mi viene il mal di testa. Invece, scopro di giorno in giorno che ci sono cose, pensieri ed opinioni che condivido con le persone che, dall'alto dei miei pregiudizi, giudico lontane dal mio sentire.
Prendiamo questo articolo, tratto dal Secolo d'Italia. Ecco, nelle frasi di Flavia Perina, ci trovo moltissime cose condivisibili: nell'idea di giustizia, di buoni e di cattivi.
Eppure è di destra, eppure lei non la pensa come me, eppure....
Eppure un corno.
Oggi discutendo (anzi meglio, digitando) su FB si parlava di voto. Un amico, un altro che non la pensa come me (ed in questo non c'è niente di male) mi diceva che era costretto a votare l'attuale maggioranza perchè mancava una alternativa.
Ecco l'alternativa adesso c'è. Basta leggere.
Ecco, se è naturale che a un ex Forza Italia venga in mente, ad esempio, di dichiarare che si deve fare «la riforma istituzionale che ci conviene di più», non è normale che un’idea così sia sostenuta da uno “di destra”. Se non sorprende il controcanto di Silvio Berlusconi su Roberto Saviano (peraltro pubblicato da Mondadori), eroe civile della lotta ai clan, stupisce che le uniche osservazioni critiche siano arrivate dai “finiani”: chi aspira a interpretare la destra-destra dovrebbe ancora avere nelle orecchie, per dirne una, la relazione di Beppe Niccolai all’antimafia, le assemblee del FdG con Paolo Borsellino, gli stessi comizi di Almirante in Sicilia. Come fa a stare zitto? Come fa a far finta di niente?Parole sante.....
Alla prossima
Rampa
giovedì 18 febbraio 2010
Nel frattempo, aldilà della manica....
La notizia di questi giorni, che in Italia è passata un po' sottotraccia (visto che siamo tutti occupati da Sanremo, dalla Protezione Civile, e dal gol in fuorigioco subito ieri sera dalla Fiorentina), è che uno degli anchor più famosi della BBC, Ray Gosling, durante un programma sull'eutanasia, ha ammesso di aver ucciso un suo compagno, malato terminale di AIDS, premendogli un cuscino sulla faccia.
tralasciando pure la cruda descrizione della morte di quest'uomo, questa confessione ha nuovamente portato alla ribalta il concetto di eutanasia (in Inghilterra lo chiamano "mercy killing", omicidio di misericordia) e del fatto che questa viene praticata nonostante le leggi e nonostante le battaglie di chi questa pratica la combatte.
"Avevamo questo accordo", ha detto Gosling alla Bbc, "che se le cose si fossero messe male io avrei posto fine alla sua vita. Ed è quello che ho fatto: i medici avevano detto che non c'era più niente da fare e lui soffriva in modo terribile. Ho preso il suo cuscino e gliel'ho premuto sulla faccia fino a quando non è morto".Dopo che la confessione è andata in onda, Gosling è stato arrestato dalla polizia ed interrogato sulle circostanze (nomi, fatti, periodi). Nel giro di un giorno è stato liberato su cauzione.
Che dire?
La prima cosa che mi è tornata in mente è stata una notazione di Roberto Saviano riguardo al caso di Eluana Englaro. Lo scrittore diceva che probabilmente Beppino Englaro, il padre di Eluana, avrebbe potuto allungare qualche centinaio di euro ad un infermiere, ad un medico, per farli guardare da un'altra parte, e tutta la storia sarebbe forse finita lì. Eppure non lo ha fatto, ha vissuto nella maniera più lunga e dolorosa possibile il dramma di un padre che sopravvive ad una figlia.
L'altra cosa che mi è venuta in mente è la disponibilità della nostra vita, (Codice Civile, Libro Primo, Titolo 1, articolo 5: Art. 5 Atti di disposizione del proprio corpo "Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume."), e quanto questa sia regolamentata da leggi che sono alla base del vivere civile.
Tutto questo mi ha portato a pensare alla legislazione sul "fine-vita" e sulla necessità che si trovi una via di mezzo fra le posizioni, e crei ad hoc uno strumento burocratico e legislativo che consenta a me (o ai miei cari) di decidere come terminare la mia esistenza.
Questo senza scatenare un "far west" (che all'epoca era una espressione cara al Min. Prestigiacomo!), ma facendo ordine una volta e per tutte. Eppure, l'anno scorso, di questi tempi sembrava che una legge fosse pronta in quattro e quattrotto, mentre adesso nessuno ne parla e nessuno dice nulla.
Ah, già c'è Sanremo....
O forse, sarà che in Italia ci stiamo abituando ad una legislazione di "emergenza" che risolve i problemi più caldi e più sentiti.
Ma sono i problemi a chiedere le leggi, o le leggi a far risaltare i problemi? Bella domanda, vero? Magari ci torno....
Alla prossima
Rampa
domenica 31 gennaio 2010
La disattenzione pubblica.....
Una mia amica ha scritto su un blog..... e fin qui, non c'è nulla di particolare (anzi qualcosa di particolare c'è ma lo sappiamo io e lei, voi leggete l'articolo, e tanto vi basti!). Lei lavora nel campo della comunicazione, e si sta specializzando nelle tematiche ambientali.
L'articolo mi ha colpito per due motivi. Ha confermato la pessima opinione (che avevo scritto qui) degli scarsi risultati del vertice (pur con la comparsa di Mr. President nella riuscita veste di "Campione dell'Ambiente"), ma quello che mi ha molto interessato è l'interpretazione di Elisabetta della realtà della comunicazione oggi.
Il riscaldamento climatico non è così "cool" da occupare in permanenza le prime pagine dei giornali ed è destinato a venire soppiantato, nel peggiore dei casi, dalla "Velina" che la presta ad un calciatore, nel migliore dei casi, dalla prossima emergenza umanitaria (mi fa ridere che in Italia oggi ci sia una crescita di iniziative a favore del terremoto di Haiti ed, in contemporanea, ci sono delle pubblicità sul terremoto dell'Aquila che sembrano dire che tutto è a posto).
Il problema della necessità di pubblicizzare le cause è molto grande e molto sentito.
Mi viene in mente Terry Pratchett, un bravissimo scrittore di fantasy, un giocoliere della parola, cui nel 2007 è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer. Una delle cose che ha notato è che i fondi donati per la cura della sua malattia sono solo il 3% rispetto a quelli dedicati alla ricerca sul cancro.
Secondo me è inconcepibile che la risoluzione dei problemi sia demandata alla raccolta fondi, che le cause più nobili siano messe come in competizione per ottenere attenzione, fondi, interesse.
E' inconcepibile che ci siano delle cause più "cool" di altre, delle donazioni più di moda di altre.
E molto, ma molto, triste.
Alla prossima
Rampa
venerdì 30 ottobre 2009
Il gioco delle tre carte........
Ok, adesso lo dico, attenti. Lo sto per dire. Pronti?
Ci sono delle cose che non mi quadrano nella vicenda Marrazzo.
L'ho detto, tutto d'un fiato.
Ci sono dei dubbi sulla tempistica (in un totale di 5 giorni si sono praticamente già fissate le elezioni per la regione Lazio!), sui modi e sui metodi.
Seppure la ricostruzione di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica, mi sembra molto affascinante ma anche discretamente lontana dalla realtà (adesso per quanto Mr. B. non mi stia simpatico, arrivare ad ipotizzare un reato di "ricettazione" a suo carico, mi sembra un filino pretestuoso), sono rimasto colpito dall'analisi della situazione di Concita de Gregorio a Ballarò, l'altro giorno.
Non mi era subito venuta l'associazione fra in caso di Marrazzo e quello di Boffo (e forse questo spiega in parte perchè io sono solo un blogger e lei è la direttrice dell'Unità!), però in effetti è l'uovo di Colombo (non Furio, Cristoforo!).
La prossima volta che qualcuno mi viene a dire che non esiste il conflitto di interessi queste sono le domande che bisognerebbe fare ("ed allora com'è che Berlusconi riceve materiali riservati comprati dai suoi giornali?"). Poi c'è il fatto che il Presidente del Consiglio è comunque un pubblico ufficiale che ha una specie di obbligo di riportare ogni reato di cui venga a conoscenza....
Ma questa è un'altra storia e non sono sicuro che tutti la capirebbero....
Alla prossima
Rampa
domenica 18 ottobre 2009
Risate Convulse 18-10-09
Dopo il TG1 di Minzolini, adesso abbiamo anche la Mattina 5 di Brachino. Secondo cui:
- è chiaramente un comportamento eccentrico aspettare il proprio turno al barbiere, ed essere nervoso.
- è certamente stravagante passeggiare per Milano, durante il weekend.
- è strano avere dei calzini turchese (certo con mocassini bianchi è brutto, ma da qui ad essere un problema...)
- è certamente una cosa strana chiedere rinvio a delle udienze (non ci dicono se in seguito a richiesta delle parti oppure no!)
Seriamente, adesso vogliamo dire ancora che la libertà di stampa non è un problema in questo paese (certo che non è un problema, non c'è!).
Alla prossima
Rampa
martedì 22 settembre 2009
A buon mercato.......
Spuntano fuori articoli interessanti di questi periodi, e vedo la segnalazione di questo articolo di uno dei blog del Wall Street Journal. Intendiamoci io continuo ad essere contro il nucleare, e penso che la mossa di reintrodurlo nel nostro paese sia una mossa sbagliata e che vada a coprire interessi che ci metteremo un po' a capire quali realmente sono.
Diciamo che la cosa che non mi convince sta molto nel materiale che verrà bruciato in queste quattro centrali nuove di zecca (che saranno pronte fra 10 anni, se tutto va bene): l'uranio. Che, a quanto dicono gli studi comincia ad essere scarso adesso, figuriamoci fra 10 anni.
Dubbi miei a parte, la parte interessante è:
(l'autore sta guardando ai costi che dichiara EDF che è la ditta francese che ha preso l'appalto per la costruzione delle centrali nucleari in Italia) EDF works with Areva, the big French nuclear company which designs the third-generation reactors and which has all sorts of experience with nuclear power at home. In fact, EDF figures costs will come down even more once the new group gets the hang of things.Then again, the reactors Italy is looking at are the same design that Areva has been trying to build in Finland for years—and which has been plagued with constant delays and cost overruns.
Which puts Italy’s nuclear debate pretty much where it is in the U.S.: How much will the nuclear renaissance really cost?
Traduco:
Bello, vero? Glielo spieghiamo noi che in Italia il dibattito non c'è, la discussione nemmeno, e tutti quelli che provano a dire qualcosa, anche su questo, si beccano dei "farabutti" se non peggio?EDF lavora con Areva, il colosso francese del nucleare che progetta i reattori di terza generazione e che ha un sacco di esperienze con l'energia nucleare in Francia. Di fatto, EDF considera che i costi si abbatteranno ancora di più una volta che il gruppo acquisirà esperienza.
Ma comunque i reattori che l'Italia sta guardando sono dello stesso tipo di quelle che Areva sta tentando di construire da anni in FInlandia, e che sono state contrassegnate da continui ritardi e crescite di costi.
Tutto questo porta il dibattito nucleare in Italia più o meno allo stesso livello degli US: quanto costerà in realtà il nuovo Rinascimento Nucleare?
Alla prossima
Rampa
giovedì 17 settembre 2009
Risate Convulse 17-9-09
In effetti l'Italia di oggi non è nemmeno facile da capire. Posso solo sperare che Filippo Facci, prima o poi ci faccia uno schemino.
Alla prossima
Rampa
giovedì 10 settembre 2009
Allegria!!!!
Il titolo del post è un omaggio a Mike Bongiorno, non aggiungo altro perchè in questi casi si scrivono sempre fiumi di inchiostro inutili più o meno all'80%. Quindi, next!
La cosa che mi ha colpito oggi, è questo articolo di Filippo Facci, ex opinionista del Giornale, passato a Libero. L'articolo viene riportato su Macchianera, qui.
Articolo molto ma molto interessante su una cosa che sto già percependo da un po' nella destra che sta governando adesso, una certa deriva verso l'ultradestra ed un continuo rinnegare della cultura della destra sociale.
La mia paura, cioè, è che il famoso complesso delle catacombe missine, poi trasfigurate nella nuova e moderna destra di Fiuggi, si stia ri-trasformando in una becera rivendicazione di pulsioni datate e che non hanno niente a che vedere col progetto che il Pdl si era dato da principio. Temo, per dirla malissimo, che una larga parte del Pdl si stia trasformando in pratica nella Destra di Storace: senza che nessuno, tantomeno gli elettori, gli abbia mai chiesto di farlo.Questo è solo l'inizio ed il rimescolamento degli schieramenti cui stiamo assistendo nel bel mezzo dello scontro Fini-Berlusconi, è un segno inequivocabile di questa deriva.
Certo che nel momento che si creano delle divisioni nel granitico blocco del partito azienda, se adesso un partito dell'opposizione a caso (a me viene in mente il PD, ma non è mai detto!) si muovesse e proponesse una certa alternativa.... male non sarebbe.
Quando poi:
Il 70 per cento degli elettori di centrodestra (fonte: Crespi Ricerche) è contro il testamento biologico che il governo sta cucinando, ma guai a dirlo; il 51 per cento degli elettori del Pdl è favorevole a un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, ma è roba da froci, roba da sinistra o, peggio ancora, da destra europea. C’è poi una faccenda che mette in presidente della Camera in una posizione oggettivamente eccentrica – ne convengo pienamente – ed è quella sul voto agli immigrati, posizione che oltretutto è la stessa di Santa Romana Chiesa: e però guardate la disparità di trattamento.C'è di che riflettere, o no?
Alla prossima
Rampa
domenica 12 luglio 2009
Have a seat, let's talk.....
A proposito di cose intelligenti, leggo questo articolo di Umberto Eco da cui cito alcuni passi:
Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).Ecco, lì sta l'intoppo, lì sta tutto il cortocircuito di questo paese. E non c'è crisi che lo spieghi, che lo giustifichi. E' per la maggior parte un problema di cultura. In Inghilterra, un ministro si è dimesso per i filmini del marito, qui non bastano le prostitute, per mandare a casa qualcuno.....
Meditate gente, meditate
Alla prossima
Rampa
mercoledì 8 luglio 2009
Sciopero, sciopero, sciopero.........
Dal blog di Dario Salvelli, una spiegazione, pacata, semplice e circostanziata del perchè il ddl Alfano sia una vaccata di dimensioni medio-grandi, partorita da persone che di Internet ne capiscono esattamente quanto io ne capisco di mazurka (ed io non ci capisco assolutamente nulla di mazurka!).
Nei giorni scorsi mi avevano girato questo articolo di Filippo Facci, che esprime un altro lato della situazione.
Alla luce, ho pensato a che ruolo hanno i blogger, adesso. Io, per quel che mi riguarda, non mi reputo un blogger ma una specie di turista dell'informazione, cui piace, per chiarezza, mettere per iscritto i propri pensieri. Non faccio la notizia, la commento.
E, più in generale, sono convinto che i blogger siano quanto di più lontano ci siano dai giornalisti. Sono dei commentatori, che si svegliano alla mattina, con il caffè in mano vanno verso il pc, lo accendono, leggono una serie di giornali o di fonti, ed aggregano commentandole le notizie (io almeno faccio così!).
I giornalisti vanno a caccia della notizia, i blogger vanno a caccia di quello che scrivono i giornalisti, correlano, scartabellano, si informano, fanno un po' la coscienza della rete...... Poi hanno la fortuna che in questo momento la rete è migliore, e di molto, della memoria di tutti, tutto lascia una traccia, tutto lascia un segno.
E' molto più facile ora sbugiardare qualcuno che, per esempio, dieci anni fa.
Onestamente non so se sia meglio o peggio, però adesso è così. E se questo è il ballo......
Alla prossima
Rampa
Illuso e felice......
Ancora una volta mi giro verso le persone che ne sanno più di me ed arrossisco......
Guardo questo post sul blog di Matteo Bordone, e pur essendo un discreto lettore di Vittorio Zucconi, devo ammettere che Freddy Nietzsche ci ha preso in pieno.
In effetti l'agiografia italiana del presidente Obama dalla campagna elettorale ad oggi non è proprio cambiata, è quello che se ha fame va a prendersi un hamburger, quello dell'orto di crisi, quello che va a vedere le partite di basket e la gente applaude.
Bello, tutto molto bello, certo.
Ma poi come si spiega che era quello che voleva riportare a casa i suoi ragazzi, ma poi attacca i talebani in Afganistan con "il più grande spiegamento di forze dai tempi del Vietnam"? Non vi si è accesa una lampadina? C'è una certa discrepanza in questo?
Cito:
La tendenza ad arrangiare le cose per farle rientrare in un teorema bello da esprimere è fastidiosa. Qui salta fuori che Obama “mette l’elmetto” adesso, mentre per gli altri media sono mesi che è in trincea. Poi la guerra sembra quasi un buffetto, un’eccezione che conferma la regola della santità. Una posizione, questa, che risponde solo alla retorica dei mesi precedenti, perché i lettori di Repubblica e l’area politica cui fa riferimento il giornale non sono sulle posizioni di Caruso, Agnoletto o Menapace (sanno quindi che le colombe funzionano poco coi nazisti). Ma soprattutto la politica di Obama e quella di Bush SONO sostanzialmente lontane. E se uno perde tempo a fare i temini, nessuno capisce come e perché. Se dici che sono diversi perché uno pum pum e l’altro margherite, poi quando anche l’altro pum pum devi fare le capriole per spiegare che sì, è vero, pum pum, però è un pum pum coi petali, profumato, in fondo gradevole.E' meravigliosamente vero.... Dovremmo imparare, fin da piccoli a leggere e capire le cose che vediamo e sentiamo, applicare una capacità critica. Ma nessuno ce lo insegna, e questo ci espone a tesi premasticate e temini precompilati.
Alla prossima
Rampa
sabato 4 luglio 2009
I bei tempi andati
Il Times intervista Bernie Ecclestone. E fin qui.... Diciamocelo, è un tipino fine, che vive modestamente di un tozzo di pane (con abbondante caviale!) e dell'acqua. Abituato a spendere e spandere.
Sulla wiki si dice che "è l'uomo che ha trasformato la Formula Uno in una attività redditizia" bisogna poi vedere per chi ed a scapito di che...
Nell'articolo di oggi ci sono delle perle...... tipo:
Mr Ecclestone said: “In a lot of ways, terrible to say this I suppose, but apart from the fact that Hitler got taken away and persuaded to do things that I have no idea whether he wanted to do or not, he was in the way that he could command a lot of people, able to get things done.Che traduco:“In the end he got lost, so he wasn’t a very good dictator because either he had all these things and knew what was going on and insisted, or he just went along with it . . . so either way he wasn’t a dictator.” He also rounded on democracy, claiming that “it hasn’t done a lot of good for many countries — including this one [Britain]”.
Ecclestone dice: "In molti modi, suppongo che sia terribile da dirsi, ma a parte il fatto che Hilter poi si sia fatto trascinare e persuadere a fare cose che io non ho idea se le volesse oppure no, era nella posizione in cui poteva comandare molte persone, ed era capace di fare le cose."Oppure:
"Alla fine si è perso, e non era un buon dittatore visto che aveva tutte queste idee e sapeva cosa stava capitando, o semplicemente faceva buon viso a cattivo gioco.... in ambo i casi non era un buon dittatore." Ha anche detto la sua sulla democrazia, sostenendo che "non ha fatto del bene a molte nazioni, compresa questa (la Gran Bretagna)".
“We did a terrible thing when we supported the idea of getting rid of Saddam Hussein. He was the only one who could control that country. It was the same [with the Taleban]. We move into countries and we have no idea of the culture. The Americans probably thought Bosnia was a town in Miami. There are people starving in Africa and we sit back and do nothing but we get involved in things we should leave alone.”Che traduco:
"Abbiamo fatto una cose terribile appoggiando l'idea di liberarsi di Saddam Hussein. Era l'unico che poteva controllare quel paese. E lo stesso (con i Talebani). Entriamo in nazioni senza alcuna idea della loro cultura. Gli americani probabilmente pensano che Bosnia sia un quartiere di Miami. Ci sono persone che muoiono di fame in Africa e noi ci tiriamo indietro ma ci infiliamo in cose che dovremmo lasciar stare."Ora, ma magari sono io, che mi faccia lezioni di morale un tizio la cui carta igienica probabilmente costa quanto servirebbe per sfamare un piccolo villaggio della Tanzania, mi sembra oltremodo affascinante (nel senso brutto del termine!). Che si possa discutere su modi e mezzi dell'intervento in Iraq ed Afganistan è sacrosanto, ma dire che era meglio lasciare tutto com'era è un po' pretestuoso.
Anche ipocrita, direi.
Alla prossima
Rampa
lunedì 29 giugno 2009
Così vicino, così lontano....
Leggo su "Dicono di noi" questa intervista a Giovanni Sartori, in cui si parla dello strano paese di Mr. B.
Il politologo ha appena scritto un libro che, uscito prima delle foto e delle indiscrezioni, si chiama "Il Sultanato".
La descrizione che da del nostro paese è piuttosto deprimente, però vera.
D. In cosa si assomiglia ad una dittatura?E' esattamente quello che sostengo io.
R. Non parliamo di un dittatore del XX° secolo perché non ha cambiato la Costituzione, anche se ha provato a svuotarla del suo contenuto dall'interno per togliere potere al Parlamento. Ma gli italiani che lo votano dicono: "Siamo contentissimi del nostro dittatore". Gli calza a pennello l'idea di corte: fa quello che vuole, ottiene ció di cui ha bisogno, non fa distinzione tra pubblico e privato, il piacere del potere lo gratifica. E' a metá strada tra l'essere un dittatore e il non esserlo. E' il padrone all'antica, il proprietario della fattoria.
A questo punto vorrei che i suoi elettori almeno lo ammettessero.
Alla prossima
Rampa
sabato 27 giugno 2009
Risate Convulse 27-6-09
Io ci ho provato, giuro. Ma ve lo immaginate Massimino in un festino? Secondo voi sballato che fa? Cita Kant, fa delle battute sul boma e la randa? Io proprio non riesco ad immaginarlo.
Mi fa più ridere la possibile telefonata fatta al cronista del Giornale: "Imbecille, ti ho detto che Cesa frequenta Casini! Casini, Pierferdinando, con la C maiuscola! Pirla!"
Secondo me nessuno avrà il coraggio di dirlo ma è proprio così!
Alla prossima
Rampa
martedì 23 giugno 2009
Beccato!
Oggi ho improvvisamente capito. Ho capito perchè la classe politica ed intellettuale ha paura di internet e tenta di imbrigliarla, di controllarla, di chiuderla, in certi casi.
Prima che parta lo sdegno collettivo: non sto parlando dell'Iran, sto parlando dell'Italia.
Partiamo dall'inizio, vado piano così anche chi proprio non ci riesce non perde il filo.
Dunque, ieri sera guardo il TG1, stavo seguendo l'andamento delle elezioni, e la cottura della mia pizza (non proprio nel corretto ordine di importanza, ma fa niente!). Ad un certo punto appare Augusto Minzolini, l'attuale direttore del TG1 e fa una dichiarazione:
"Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull'ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c'è ancora una notizia certa e tantomeno un'ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori"Repubblica la ristampa per intero e la trovate qui (c'è pure il video). Potete controllare.
Poco dopo, si sa come è la Rete, i magazzini di Internets sputano questo simpatico articolo. Dove il Minzolini stesso dice:
"Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico."Gran sfiga, gli archivi online, vero?
Alla prossima
Rampa
venerdì 29 maggio 2009
E' che lì c'hanno il Pulitzer......
Leggo su wittgenstein questo articolo di considerazioni sull'"Affare Noemi".
Luca Sofri, scrive le cose che lo convincono oppure no su tutta la vicenda. L'idea che non interessi molto se mr. B abbia o no fatto le cose che si implicano negli articoli, ma che il nocciolo della questione sia un problema di fiducia nella capacità di un Presidente del Consiglio che, invece di spiegare una situazione (che, qui lo dico, poteva essere spiegabile senza nessun tipo di pruderia e che ad un certo punto poteva essere umanamente concepibile ed accettabile) si è rifugiato dietro un paravento di bugie, mezze verità e depistaggi di vario genere.
Sofri tirava in ballo la vicenda di Bill Clinton. I paralleli sono evidenti, se non fosse per il fatto che in America, un presidente viene portato di fronte al Gran Giurì, qui il Presidente può dire "Massì ne parlerò in futuro di fronte alle Camere, se mi va" e nessuno ci trova niente da ridire.
Il passaggio molto interessante era:
.... io non sono in realtà così appassionato agli aspetti “politici” di questa storia, che pure ci sono, come ho detto. Però la trovo molto interessante giornalisticamente e comprendo la passione con cui alcuni cronisti ci si sono messi, rischiando a volte di perdercivisi. E ho capito perché: la ricostruzione di cosa è avvenuto a quella festa, di come Berlusconi ha conosciuto i Letizia, di cosa avviene a Villa Certosa, non avendo grazie a Dio implicazioni penali, non è affidata a nessun giudice o procura. Ed è quindi un caso più unico che raro in cui i giornalisti italiani possano andare all’appassionante ricerca della verità su una storia misteriosa senza essere in concorrenza e complicità con dei tribunali, senza che questa ricerca si nutra di fughe di notizie, pubblicazioni di intercettazioni, interessi illegittimi e schifezze varie. C’è un mistero, e c’è da riempire le caselle, che sono davvero vuote, o piene di balle. Sarebbe il lavoro dei giornalisti: quando gli ricapita?Guarda te se il giornalismo d'inchiesta in Italia deve essere salvato da una minorenne!
Alla prossima
Rampa
lunedì 4 maggio 2009
Risate Convulse 2-5-09
Oggi, appena connesso, mi accorgo che Matteo Bordone di Freddy Nietsche, mi ha bruciato sul tempo.
Il suo post, veramente, lo condivido in pieno perchè stavo per scriverlo pure io, pari pari.
Non è un post che fa ridere, anzi, è un post che fa riflettere.
Oggi, che l’immagine dell’irreprensibile padre che fa la voce del vecchietto de West si sgretola, ci chiedono di girare la testa dall’atra parte, per discrezione. E se qualche direttore a libro paga fa finta di cascarci, bene. Ma per quanto riguarda gli altri, per favore, non scherziamo.Alla prossima
Sono tutti, assolutamente, fatti nostri.
Rampa
sabato 2 maggio 2009
Un po' di chiarezza.....

Audio Consigliato: Swing Out Sisters "Break out"
La Freedom House (curiosamente "La Casa della Libertà") è una organizzazione indipendente e non governativa che valuta (con criteri suoi che vanno dall'analisi della legislazione, all'analisi degli eventi di cronaca) la "liberta di espressione" in un paese.
Ogni anno le sue analisi vengono condensate in un rapporto chiamato "Freedom of the press index". Questo fa molto discutere di solito, perchè i paesi che vengono definiti "non liberi" (ci sono 4 definizioni: "Liberi", "Parzialmente Liberi", "Non liberi", "N/A" - che è una specie di "Non sa/Non risponde") strepitano un po' dicendo che non è vero che Freedom House è di destra/centro/sinistra a seconda di quel che conviene.
Quest'anno, nel materiale di presentazione della nuova edizione del'index c'era una simpatica mappina, che ho copincollato qui sopra.
Guardate l'Italia.
Dai.
Su.
Gialla, che sta per "Partly Free" ("Parzialmente libera!"). Gli unici in Europa salvo la Grecia. Come la Turchia!
Ma come si permettono questi bolscevichi? Abbiamo ben 6 televisioni (3 in mano ad un gruppo facente capo al Presidente del Consiglio, 3 in mano ad un governo facente capo al Presidente del Consiglio), abbiamo giornali nazionali che sono controllati dai maggiori gruppi industriali. Delle leggi nuove nuove che impediscono la stampa di intercettazioni (ed in alcuni casi anche l'utilizzo).
Abbiamo leggi all'esame del governo che si propongono la sconfitta dell'anonimato su Internet (vedi decreto D'Alia, o la proposta di legge Rossi-Carlucci).
Ripeto, come si permettono, questi? Siamo liberi, liberi, come non lo saremo mai... più!
Alla prossima
Rampa
sabato 18 aprile 2009
Sintomo???
Saltando di link in link, arrivo su un articolo di Alexander Stille, professore alla Columbia University, con una puntuale analisi del comportamento del Premier in giro per il mondo. Il titolo già racconta la cosa: "The prime minister of WTF" (WTF sta per "What the fuck....." che in italiano suona più o meno come "Ma che cazzo......").
Certo, è un po' doloroso, vedersi rinfacciare una certa esuberanza fuori luogo del nostro rappresentante (si va dalle corna, alle battute, alle intemperanze del protocollo e via disfacendo).
Passaggio illuminante:
That Italy not only accepts but also approves of Berlusconi is a symptom of a country in profound crisis, with a stagnant economy, a political class its people loathe, and a weak opposition that has failed to offer a credible alternative to Berlusconi. His off-color remarks are seen by some of his supporters as a form of authenticity, the opposite of the careful statements of typical politicians, and therefore reinforce Berlusconi's image as an anti-politician. And unlike most of his rivals, who have to pretend to appreciate and understand popular culture, Berlusconi possesses an unerring feeling for the lowest common denominator, which served him extremely well in his career as a television tycoon and continues to do so now. He genuinely loves cheesy sitcoms and bathroom humor.Traduco:
Che l'Italia non solo accetti ma anche approvi Berlusconi è un sintomo di una nazione in profonda crisi, con una economia stagnante, una classe politica disprezzata dal popolo ed una opposizione debole che ha fallito nel proporre una credibile alternativa a Berlusconi. Le sue uscite colorite sono viste da alcuni dei suoi supporter come una forma di autenticità, l'opposto delle dichiarazioni prudenti dei politici più tipici, e quindi rinforzano la sua immagine di anti-politico. a differenza della maggior parte dei suoi rivali, che pretendono di capire ed apprezzare la cultura popolare, Berlusconi possiede un incredibile fiuto per il minor comune denominatore, che gli è servito molto nella sua carriera di magnate televisivo e continua tuttora. Gli piacciono davvero le sitcom zuccherose e le battute da toilette.Non trovo molto altro da aggiungere.....
Alla prossima
Rampa
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