Audio Consigliato: Pink "Don't let me get me"
In seguito alle notizie di morti e feriti che arrivano dalla Libia, sorgono dei dubbi. Alcuni di quelli che sono sorti in me, li ho trovati qui (in un articolo di Sofri, Luca) e vi invito a leggerli.
Probabilmente per colpa del fatto che spesso penso che la ragione ed il torto non siano così ben divisi, belli ordinati e facili da capire, così come non penso di essere (io, la cultura che mi ha partorito, il mio modo pensare) nel "giusto" per partito preso, ho un enorme domanda su questa storia: e adesso?
Si esporta la democrazia (magari chiedendo aiuto alla coppia Bush figlio e Cheney, che sono diventati in otto anni di presidenza e vicepresidenza degli esperti indiscussi)? Si decide (tutta l'Unione Europea) che si fa un'operazione di ordine pubblico internazionale, dando una mano ai paesi e favorendo un certo tipo di ricambio istituzionale (guidato, tutorato, aiutato, facilitato da quelli che nel mondo hanno più interesse a che il Mediterraneo non diventi una polveriera!)? Li si invade e punto e basta?
Penso che questa sia una delle risposte più importanti e pesanti che dovrebbe essere fornita una politica estera di livello di oggi. Una politica che parta dal presupposto che "Se dai un pesce ad un uomo, mangerà per un giorno, ma se gli insegni a pescare, mangerà tutta la vita" e che per una volta metta da parte il tornaconto economico sul breve termine, per far partire un progetto a lungo termine.
Chi si prende l'onere di fare questa scelta? Chi vuole provare a diventare il più grande statista degli ultimi cent'anni ("No, Silvio, forse non è un lavoro per te, ma provaci pure, basta che tu non ti metta a far casino come al solito!")?
Alla prossima
Rampa
In tutta onestà, non so se il bicchiere sia mezzo pieno oppure mezzo vuoto, ma so che non c'è sempre il sole e forse è il caso di portare in giro l'ombrello......
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mercoledì 23 febbraio 2011
domenica 19 dicembre 2010
Scelte difficili
Audio Consigliato: Pink "Trouble"
Alle volte è questione di scelte, alle volte è questione di lucidità. Nelle ultime scelte della maggioranza di questo paese, mi sembra che la lucidità non ci sia stata nemmeno vicino, ma magari sono io che mi sbaglio.
Il problema è che bisogna scegliere, certo. Per cultura credo che l'astensione non sia una scelta valida. Nel senso che sono sempre convinto che quando non scegliamo c'è sempre qualcun'altro che decide per noi (e non va bene!).
Però il problema c'è ed esiste. Chi voterò la prossima volta? Facciamo un po' di storia, vengo da una famiglia di sinistra, per ragioni squisitamente anagrafiche non ho votato PCI ma ho iniziato con i Pds ("demosinistri, ce chiamaveno, demosinistri!), ho seguito varie idee, mi sono fatto attrarre da vari sogni (uno di questi era Veltroni, ma ci torno), ho sempre pensato di essere dalla parte del bene e che gli altri no (e direi che anche questo è abbastanza naturale)!
Credo nel meccanismo fondativo del PD, credo che se vogliamo che qualcuno venga eletto in nostro nome, allora sarebbe il caso che lo scegliessimo in maniera la più democratica possibile (tipo, votando!). E, di conseguenza penso che l'attuale sistema elettorale sia più simile ad una truffa che ed altro. Credo che un certo tipo di politici siano solo indirizzati a perpetuare se stessi (e questi mi fanno pure una certa pena, perchè penso che se ritieni di aver bisogno di una poltrona e dei privilegi per definire te stesso, sei solo un poveretto). Credo che in questo paese, per questa generazione, ci siano più cose da fare per unirci ed andare avanti rispetto a quelle che ci sono da fare per dividerci in regioni, province, quartieri e condomini....
Comprendo le scelte della dirigenza, ma non so ancora se condividerle oppure no. Dovremmo dirigerci verso Vendola e Di Pietro (sempre che questi una buona volta scelga persone sensate da eleggere, io non voglio un altro Razzi o un altro Scilipoti!) ed invece andiamo a cercare Fini e Casini. E questo è un problema.
Capisco l'unità nazionale, la necessità di trovare prima delle cose in comune e poi finalmente approfondire quelle che ci dividono. Ma è una cosa contro intuitiva..... Se abbiamo imparato qualcosa è che non sempre la maggioranza delle persone (stavo per scrivere "la gente", ma mi sono fermato in tempo), vota con il cervello, capisce la real politik, anzi vota con il cuore, con la pancia prima che con la testa. E sono questi che dobbiamo convincere, che dobbiamo trovare, che dobbiamo fare.
Questa settimana Veltroni è stato messo in croce per la scelta di Calearo alle ultime elezione. Giusto, tutto giusto, ma in quel momento era una scelta quasi sensata, in un certo tipo di strategia. Eppure non è stata sentita dalla pancia degli elettori, dal cuore degli elettori (che non ci hanno premiato, no no, manco per il cazzo!). Provassimo a far le cose diversamente una volta?
Alla prossima
Rampa
Alle volte è questione di scelte, alle volte è questione di lucidità. Nelle ultime scelte della maggioranza di questo paese, mi sembra che la lucidità non ci sia stata nemmeno vicino, ma magari sono io che mi sbaglio.
Il problema è che bisogna scegliere, certo. Per cultura credo che l'astensione non sia una scelta valida. Nel senso che sono sempre convinto che quando non scegliamo c'è sempre qualcun'altro che decide per noi (e non va bene!).
Però il problema c'è ed esiste. Chi voterò la prossima volta? Facciamo un po' di storia, vengo da una famiglia di sinistra, per ragioni squisitamente anagrafiche non ho votato PCI ma ho iniziato con i Pds ("demosinistri, ce chiamaveno, demosinistri!), ho seguito varie idee, mi sono fatto attrarre da vari sogni (uno di questi era Veltroni, ma ci torno), ho sempre pensato di essere dalla parte del bene e che gli altri no (e direi che anche questo è abbastanza naturale)!
Credo nel meccanismo fondativo del PD, credo che se vogliamo che qualcuno venga eletto in nostro nome, allora sarebbe il caso che lo scegliessimo in maniera la più democratica possibile (tipo, votando!). E, di conseguenza penso che l'attuale sistema elettorale sia più simile ad una truffa che ed altro. Credo che un certo tipo di politici siano solo indirizzati a perpetuare se stessi (e questi mi fanno pure una certa pena, perchè penso che se ritieni di aver bisogno di una poltrona e dei privilegi per definire te stesso, sei solo un poveretto). Credo che in questo paese, per questa generazione, ci siano più cose da fare per unirci ed andare avanti rispetto a quelle che ci sono da fare per dividerci in regioni, province, quartieri e condomini....
Comprendo le scelte della dirigenza, ma non so ancora se condividerle oppure no. Dovremmo dirigerci verso Vendola e Di Pietro (sempre che questi una buona volta scelga persone sensate da eleggere, io non voglio un altro Razzi o un altro Scilipoti!) ed invece andiamo a cercare Fini e Casini. E questo è un problema.
Capisco l'unità nazionale, la necessità di trovare prima delle cose in comune e poi finalmente approfondire quelle che ci dividono. Ma è una cosa contro intuitiva..... Se abbiamo imparato qualcosa è che non sempre la maggioranza delle persone (stavo per scrivere "la gente", ma mi sono fermato in tempo), vota con il cervello, capisce la real politik, anzi vota con il cuore, con la pancia prima che con la testa. E sono questi che dobbiamo convincere, che dobbiamo trovare, che dobbiamo fare.
Questa settimana Veltroni è stato messo in croce per la scelta di Calearo alle ultime elezione. Giusto, tutto giusto, ma in quel momento era una scelta quasi sensata, in un certo tipo di strategia. Eppure non è stata sentita dalla pancia degli elettori, dal cuore degli elettori (che non ci hanno premiato, no no, manco per il cazzo!). Provassimo a far le cose diversamente una volta?
Alla prossima
Rampa
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