mercoledì 30 aprile 2008

Fascisti su Marte!

Audio consigliato: Skunk Anansie "It's fucking political"

Alcuni sentono che è ritornato un senso di ordine dopo l'interregno elettorale, alcuni sentono altri chiodi martellati al bordo della propria bara ma la settimana è iniziata con le nuove camere.
I nuovi arrivati alla Camera ed al Senato hanno avuto la prima pagina dei giornali (oscurati forse dall'elezione di Alemanno a Roma e dal calamaro gigante......) e la maggior parte di questi è destinata a finire nell'obliò dello scranno per i prossimi cinque anni (a meno che non pippino coca o facciano altre fesserie non verranno nemmeno inquadrati dalle telecamere).
Come un rituale si sono affollati a Roma, hanno fatto le loro foto tessera, si stanno accomodando nel loro ufficio nuovo di pacca e via nel placido tran tran della politica dei peones.
Poi è la volta dei presidenti, Schifani al Senato, ieri, Fini alla Camera, oggi.
Sono mediamente scontento della prima, sono mediamente contento della seconda.
Schifani, ex Dc, saltato da una parte all'altra come un tonno che risale la corrente....... l'unica cosa che mi viene in mente in proposito è una caricatura di "Mai Dire Gol" di anni fa in cui si prodigava nel dire che "la maggioranza" aveva sempre ragione. Ed il dramma è che c'ha pure ragione.
Fini invece, non sono d'accordo con quello che pensa, ma lo stimo, forse è uno degli ultimi politici nel senso più nobile del termine rimasto in giro.
Sono convinto che se segue le sue convinzioni sarà una delle migliori incarnazioni del ruolo super partes che è richiesto per la Presidenza della Camera. Almeno possiamo sperare che le segua e che non sia di nuovo prigioniero delle ideone del Presidente del Consiglio e dei fucili della Lega Nord.
Altro che esame di italiano, ci vorrebbe un esame di senso dello stato.

Alla prossima
Rampa

2 commenti:

Giustiniano ha detto...

Volevo fare un commento ieri, ma non ho avuto fortuna: vediamo se oggi sono più fortunato. Dici che si dovrebbe fare un esame di senso dello Stato: non so in quanti riuscirebbero a passarlo però. E' una cosa che manca da sempre, in Italia, e a volte è stato anche un bene: ha significato che gli italiani, la stragrande maggioranza, non ha mai dato seguito alle leggi razziali, che pure sono state legge dello stato.

Dovendo cercare di dare una spiegazione, credo che ci sia la diffusa percezione (confortata da dati reali) che lo stato, dal politico di spicco, all'impiegato dell'ufficio pubblico comunale sia gestito da persone che hanno più a cuore il loro interesse privato, che non quello pubblico, che dovrebbero difendere, non foss'altro che sono pagati per farlo.

Eppure non posso fare a meno di pensare che molte delle persone che criticano lo Stato-apparato, forse si comporterebbero come le persone che sono oggetto del loro disprezzo, anche perchè altrimenti non saprei spiegarmi da dove vengano le persone opportuniste e sfaticate che non solo popolano i nostri uffici, ma rendono il lavoro difficile a quei volenterosi (che esistono) i quali si trovano a dover fare anche il lavoro altrui.

Rampa ha detto...

Vedi, Giustiniano, non mi piace moltissimo il concetto che si giudichi una parte per il tutto. La casta dei politici ha da una parte Cirino Pomicino e dall'altra Franco Fortugno vicepresidente della Regione Puglia ammazzato dalla 'ndrangeta.
Non sono in grado di dire se il secondo è arrivato a quel ruolo in cerca di potere, però ha pagato per le sue idee.
Senso dello stato non è solo seguire senza fiatare le leggi dello stato, senso dello stato, secondo me, è vivere le cose della collettività come se fossero proprie. Ma è anche essere critici nei confronti dello stato.
Se uno dei valori fondamentali del mio paese è l'uguaglianza degli uomini, le leggi razziali sono contrarie a quel valore, giusto per seguire il tuo esempio.
Senso dello stato è che l'eletto non decide e rappresenta solo la sua parte ma rappresenta anche chi non l'ha votato.
E su questo mi sa che siamo un po' carenti.
Ciao
Rampa

Tutte le immagini ed i contenuti sono dei rispettivi proprietari, tutto il resto va sotto le Creative Commons.

Se volete contattarmi via mail cliccate qui.